Virginia Raggi: Direttorio M5S caccia Muraro, De Dominicis, Marra e Romeo

Virginia Raggi: Direttorio M5S caccia Muraro, De Dominicis, Marra e Romeo

Chi sono i fedelissimi della sindaca che rischiano la poltrona

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    La resa dei conti tra Virginia Raggi e il Direttorio del Movimento 5 Stelle non è ancora finita. La bufera che si sta abbattendo su Roma e sulla sindaca sta per mietere altre vittime. Il Direttorio ha infatti chiesto la testa di quattro fedelissimi della Raggi: Paola Muraro, Raffaele De Dominicis, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. Qualcuno di loro “odora” troppo della destra che ha rovinato la Capitale, accusano i big del Movimento. La Raggi affila le unghie e non molla: almeno i primi due. Pare invece disposta a sacrificare Marra e Romeo. Ma staremo a vedere.

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    Sono coloro che per l’agguerrita cittadina-deputata Roberta Lombardi non hanno niente a che fare con il Movimento. Non ha fatto i loro nomi, ma il suo messaggio su Facebook di martedì è stato eloquente: “Ammettere gli errori, chiedere scusa, mandare via chi con il M5S non c’entra nulla e mai c’entrerà nulla, fare gruppo perché la sfida è titanica e da soli non si può nulla e concentrarsi solo ed esclusivamente sul rilancio di Roma”. A fare nome e cognome, dopo la riunione alla Camera, sono stati poi Carla Ruocco, Roberto Fico e Carlo Sibilia: “Abbiamo valutato la richiesta di un passo indietro di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto, del capo della segreteria politica del sindaco, Salvatore Romeo, dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro e dell’assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis”.

    I vertici del M5S hanno chiesto innanzitutto la testa di Paola Muraro. Consulente per anni della società municipalizzata dei rifiuti Ama, risulta indagata dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio e violazioni di norme sull’ambiente. È il caso che sta mettendo in forte imbarazzo la Raggi e non solo. È infatti finito nel calderone anche Luigi Di Maio, colui che ambisce a Palazzo Chigi, accusato di aver fatto finta di non sapere quando in realtà sapeva. “Ho letto quella mail ma ho capito male”, la sterile difesa. “Su Muraro avevamo detto che prima leggevamo le carte. Io prima devo pensare a Roma, poi al M5S”, si sarebbe sfogata la Raggi durante la riunione fiume alla Camera, difendendo l’assessora.

    E non solo lei: “De Dominicis è un magistrato della Corte dei Conti, non si tocca”. E invece, attaccano i vertici, se ne dovrebbe andare via anche lui: “Ha il marchio dello studio Sammarco e del giro di Previti”. Tradotto: “odora” di destra e Berlusconi. Il nuovo assessore al Bilancio, ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, è stato nominato al posto del dimissionario Marcello Minenna che aveva lasciato l’incarico dopo la relazione dell’Anac sulla nomina del capo di gabinetto Carla Raineri. De Dominicis ha ammesso di essere stato segnalato dall’avvocato Pier Emilio Sammarco, fratello di Alessandro Sammarco, avvocato penalista che difese Cesare Previti. Presso il cui studio la Raggi fece il praticantato da avvocato.

    Nel mirino anche Marra, vicecapo di Gabinetto: “Non voglio più sentire il nome di Raffaele Marra associato al M5S. Non è accettabile che il vecchio sistema legato ad Alemanno gestisca il Campidoglio”, avrebbe chiosato Beppe Grillo in persona. Posizione su cui un po’ tutti nel Movimento concordano: è inaccettabile avere con sé uno che è stato fianco a fianco con Gianni Alemanno e Renata Polverini. Marra, tra l’altro, si è scontrato con l’ex capo di gabinetto Raineri, poi dimessasi. La sindaca, dopo un po’ di resistenza, avrebbe acconsentito: Marra via dal gabinetto.

    Così come avrebbe accettato di ridimensionare la figura di Salvatore Romeo: per il capo della segreteria, stipendio e deleghe ridotte. Ad avere il dente avvelenato contro il duo Marra-Raineri è in particolare l’ex capo di gabinetto Raineri, vittima dei giochi di potere tra i fedelissimi della Raggi. Queste le dure parole del magistrato: “Per me, la presenza dell’ex assessore al Bilancio Marcello Minenna era la migliore garanzia della serietà delle intenzioni dei neo-eletti. Ma non si può restare in un luogo di lavoro dove si è avvertiti come una minaccia. Invitai la Raggi a riflettere. Le professionalità in campo non avrebbero avuto problemi nel bypassare personaggi del tutto mediocri: di fatto, però, il duo Marra-Romeo ha continuato a gestire il Campidoglio forte della protezione della Raggi e nell’indifferenza degli altri”.

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