Referendum, ANPI accetta confronto pubblico con Renzi

Referendum, ANPI accetta confronto pubblico con Renzi

'Non sussistono motivi di sorta per non accettare l'invito del Segretario del PD'

    Referendum, ANPI accetta confronto pubblico con Renzi

    L’Associazione Nazionale Partigiani accetta l’invito di Matteo Renzi a partecipare a un dibattito pubblico sul Referendum. Il Premier aveva proposto nei giorni scorsi un confronto proprio in una festa dell’Unità emiliana con il presidente ANPI, Carlo Smuraglia. L’ANPI si è schierata a favore del ‘no’ rispetto al referendum costituzionale e nei giorni scorsi la presenza dell’Associazione alla Festa del Pd era stata messa in discussione proprio dalla posizione assunta da Smuraglia.

    Il dibattito tra il PD e l’ANPI che dura da mesi, la stessa Ministra Maria Elena Boschi aveva avuto delle critiche per aver scritto “L’Anpi, come direttivo nazionale, ha preso una linea chiara, poi ci sono i partigiani, quelli veri e non quelli che sono venuti poi, che votano sì alla riforma costituzionale”. Una frase che aveva scatenato la polemica all’interno del partito con Luigi Bersani che aveva fortemente attaccato la Boschi per la gaffe.

    “Poiché la questione principale dibattuta nel corso dell’estate, circa la libertà, senza limitazioni, dell’ANPI di usufruire di spazi all’interno delle Feste dell’Unità, appare sostanzialmente e ragionevolmente risolta, con la ricezione delle posizioni sostenute dalla nostra Associazione (come da intese raggiunte a Bologna, Reggio Emilia ed in altre sedi, che logicamente varranno per tutte le situazioni ancora pendenti, in varie parti d’Italia), non sussistono motivi di sorta per non accettare l’invito del Segretario del PD, Matteo Renzi, rivolto al Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia, per un confronto pubblico sul referendum”, si legge in una nota dell’ANPI.

    “Naturalmente, sede, data, modalità di svolgimento e scelta del moderatore (o della moderatrice) dovranno essere concordate”, precisa l’associazione la quale auspica che il dibattito possa trasformarsi in una “buona occasione per fornire un significativo esempio di civile confronto sul merito, dimostrando che anche su temi particolarmente delicati si può democraticamente confrontarsi; con evidente vantaggio per l’intera campagna referendaria”.

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