Sergio Mattarella: ‘La discussione sul referendum è surreale come la caccia ai Pokémon’

Sergio Mattarella: ‘La discussione sul referendum è surreale come la caccia ai Pokémon’

Il Presidente: 'Non è ancora possibile stabilire la data della consultazione'

    Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale ha affrontato diverse tematiche, dalla discussione sul referendum costituzionale di ottobre al terrorismo internazionale per cui ha auspicato non si raggiungano alti livelli di stato d’ansia. Sul primo punto, ovvero il referendum, Mattarella ha dichiarato di aver assistito in questi giorni a “una discussione surreale, come la caccia ai Pokémon”.

    “La procedura del referendum è regolata dalla legge e l’iter per la fissazione della sua data può essere avviato soltanto dopo che la Corte di Cassazione avrà comunicato quali sono le richieste ammesse a referendum. La Cassazione, che ha il compito di valutare la loro regolarità, secondo la legge, ha tempo fino al 15 agosto per comunicarlo. Fino a quando non vi sarà questa comunicazione la procedura per fissare la data non può partire”, ha dichiarato il Presidente Mattarella.

    Dopo i recenti attentati il Presidente della Repubblica ha descritto il terrorismo come una “minaccia grave per l’intera umanità”. “Non vi è soltanto l’assalto, feroce del terrorismo. La diversità delle cause di stragi e crimini accresce l’allarme. Sembra davvero che il Demone della Violenza si sia nuovamente diffuso in Europa”, ha aggiunto Mattarella.

    “Si rischia di entrare in una nuova età dell’ansia. Non si può condannare la paura, è un sentimento che va rispettato”, ma “dobbiamo impedire che la paura ci vinca, non possiamo consentire che il nostro Paese e l’Europa entrino nell’età dell’ansia”. “Per molti decenni, dopo la fine della seconda guerra mondiale” sembrava “che il clima di pace di collaborazione e di sicurezza si consolidarsi sempre più. Registriamo che questa prospettiva non è più certa, anzi che è messa pesantemente in crisi”, ha concluso Mattarella.

    Il Presidente ha anche parlato del recente golpe in Turchia. “Non posso che esprimere sollievo per il fallimento del colpo di stato in Turchia. I colpi di stato, oltre a essere un attentato contro la democrazia, mettono al di fuori dalla possibilità di entrare nell’Unione europea. Decisamente al di fuori metterebbero però anche reazioni contrarie allo stato di diritto. Ci auguriamo al più presto un ritorno alla normalità e al ripristino di funzioni essenziali, come la giustizia, l’insegnamento scolastico, la libera stampa”.

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