La parentopoli del Movimento 5 Stelle a Roma

La parentopoli del Movimento 5 Stelle a Roma

Parenti e amici con incarichi nei Municipi della Capitale

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    Il Movimento 5 Stelle a Roma non è immune dal virus chiamato “parentopoli”. Quello per cui si tende a infilare (o far eleggere) nei posti di comando parenti, fidanzate, mogli, compagne, amici. Lo stesso virus che i grillini cercano da sempre di debellare, attaccando i vecchi partiti e le grosse aziende pubbliche. La questione è stata sollevata da alcuni quotidiani come La stampa, Il tempo e La repubblica, che hanno fatto nomi e cognomi di tutti “i parenti di” piazzati dai grillini tra Campidoglio e municipi della Capitale. Una ulteriore seccatura per il sindaco Virginia Raggi che, tra polemiche interne (mercoledì le si è palesato a sorpresa Beppe Grillo in persona), non riesce ancora a decollare.

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    Paola Nugnes, senatrice 5 Stelle, lo aveva detto: “Quando scegliamo il nostro esercito, i soldati devono essere fedeli”. E chi è più fedele (almeno in teoria) di parenti, compagni e mogli? Facciamo un po’ di nomi. La parentopoli pentastellata, attacca La repubblica, riguarda più che altro i Municipi: “I primi passi dei pentastellati seguono liturgie da prima Repubblica: legami di sangue, d’amore o d’amicizia trasformati in poltrone, dunque in stipendi. Specie alla periferia dell’impero, dove è più facile sfuggire ai controlli”.

    Il caso più eclatante è quello di Giovanna Teodonio, moglie del consigliere e presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito (uno dei big del M5S romano), scelta come assessore alla Sicurezza del personale e Polizia locale nel III Municipio. Veronica Mammì, fidanzata del consigliere comunale Enrico Stefàno, ha ricevuto la delega al Sociale nel VII Municipio. Nell’ultima giunta ha lavorato nel Municipio VI: è stata spostata per aggirare la norma che vieta due mandati consecutivi.

    E ancora. Mario Podeschi, l’assistente alla comunicazione del deputato Enrico Baroni, è stato nominato assessore al Sociale nel V Municipio. La delega all’Ambiente e ai Lavori pubblici nel Municipio XI è finita a Giacomo Giujusa, consulente per le tematiche ambientali dell’onorevole Stefano Vignaroli e compagno della senatrice Paola Taverna.

    Quella che, a febbraio, svelò un complotto per far vincere il Movimento a Roma. Alfredo Compagna, presidente nel Municipio XIV, era stato compagno di scuola di Andrea Severini, marito separato di Virginia Raggi.

    Ci sono poi i casi di figli e genitori eletti nello stesso Municipio. Nell’VIII ci sono Teresa Leonardi ed Eleonora Chisena, mamma e figlia; Giuseppe Morazzano e Luca Morazzano, padre e figlio. E le coppie che fanno carriera insieme come Daniele Diaco e Silvia Crescimanno, nel 2013 diventati entrambi consiglieri nel XII Municipio grazie alla preferenza di doppio genere (per cui chi voleva dare due preferenze doveva scegliere per forza un uomo e una donna). Poi si sono sposati e sono diventati rispettivamente consigliere e presidente del Municipio.

    Come spiega La stampa: “Lo schema è un classico tra i pentastellati: si comincia insieme da attivisti, poi uno si candida e vince, l’altro, che magari non ce l’ha fatta, in attesa delle successive elezioni va al seguito di qualche parlamentare o consigliere, fino alla prossima candidatura”. Il quotidiano torinese fa i nomi di Giuseppe Rondelli (candidato del M5S a Napoli), compagno della senatrice Vilma Moronese, e di Andrea Cioffi, senatore che ha scelto come collaboratrice Alessandra Manzin, “fidanzata di Dario Adamo, uomo della Casaleggio e assistente di Rocco Casalino in Senato”.

    Spostandoci poi a Genzano, pochi chilometri a sud di Roma, zona Castelli Romani, scopriamo che nel nuovo consiglio comunale pentastellato (a maggioranza dopo la vittoria alle elezioni) siedono Elena Mercuri e Luigi Nasoni, moglie e marito. Anche loro hanno approfittato della doppia preferenza di genere e sono stati eletti. Come Daniela Fattori, sorella della senatrice pentastellata Elena Fattori.

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