Referendum Costituzionale e ipotesi spacchettamento: a che punto siamo?

Referendum Costituzionale e ipotesi spacchettamento: a che punto siamo?

Lotta all'ultima firma dei comitati promotori

    Referendum Costituzionale e ipotesi spacchettamento: a che punto siamo?

    Spacchettamento del referendum costituzionale: si fa o non si fa? C’è chi si è schierato a favore e chi contro, ma ancora non è chiaro se sarà permesso ai cittadini di votare quesito per quesito e non in blocco tutti i quesiti riguardanti l’intera riforma costituzionale. I comitati promotori per la divisione dei quesiti referendari hanno il compito di raccogliere 500mila firme entro il 14 luglio. Se non dovessero riuscirci potrebbero essere i parlamentari a dovere intervenire con richiesta esplicita. Anche se va precisato che già gruppi di deputati e senatori (due schierati per il sì e due schierati per il no) hanno chiesto alla Cassazione che il referendum sia posto agli italiani in una sola domanda. Ma vediamo chi e come si è schierato finora.

    LEGGI ANCHE COSA PREVEDE LA RIFORMA COSTITUZIONALE


    Lo spacchettamento implica la divisione del quesito referendario in più domande da sottoporre agli elettori sui vari temi trattati dalla riforma. L’Obiettivo non troppo velato è quello di evitare l’effetto plebiscito che il premier Renzi avrebbe generato collegando alla vittoria del “sì” la sua permanenza al governo. I radicali hanno già depositato in Cassazione cinque categorie di domande: 1) superamento del bicameralismo perfetto; 2) modalità di elezione e composizione del Nuovo Senato; 3) l’elezione dei giudici della Corte costituzionale; 4) Il Titolo V che sancisce i rapporti Stato-Regioni; 5) l’istituto referendario. Da questo elenco mancano i quesiti parziali sul procedimento legislativo e sull’abolizione del Cnel. Ma ancora c’è grande incertezza su come andranno le cose.

    Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato che se si deciderà in maniera diversa ne prenderà atto: “Un giorno leggo che sono per lo spacchettamento” dei quesiti referendari. “Il giorno dopo ‘l’ira di Renzi’ contro lo spacchettamento. Non dipende da noi, è come la data. Io credo che si voti per un sì o no alla riforma, ragionevolmente per come la vedo io si dovrà votare su una scheda. Ma se la Corte costituzionale darà un altro giudizio noi non abbiamo nessun problema“. Dal canto suo nemmeno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sarebbe opposto alla soluzione proposta dal premier, cioè in buona sostanza sarebbe d’accordo all’ipotesi-spacchettamento.

    Cassazione e Corte Costituzionale però potrebbero opporsi.

    LEGGI ANCHE LA LETTERA SOTTOSCRITTA DA 56 COSTITUZIONALISTI CONTRO LA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE


    A essere contrari allo spacchettamento sono le opposizioni, così come il Movimento Cinque Stelle. La capogruppo di Sinistra italiana e presidente del Gruppo Misto al Senato Loredana De Petris, ha sostenuto che “L’ipotesi dello spacchettamento non serve a migliorare una pessima riforma ma solo a confondere e camuffare l’esito del referendum per evitare o nascondere una sconfitta che Renzi considera ormai quasi certa“. Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta ha sostenuto a gran voce il no del suo partito: “In merito alla discussione in atto sull’eventualità di uno spacchettamento del quesito referendario, Forza Italia ha già detto chiaramente che non è in alcun modo disponibile ad offrire il proprio assenso a questa modalità di procedere. Questo non solo perché non siamo disposti ad accettare quello che risulta essere solo l’ennesimo imbroglio messo in campo per confondere ancora di più i cittadini, ma anche perché si tratterebbe di una gravissima violazione del dettato costituzionale“.



    A essere favorevoli sono i Radicali Italiani, i Socialisti del sottosegretario Riccardo Nencini, Scelta Civica, il comitato per il no e parte della minoranza del Pd. “L’ipotesi di uno spacchettamento del quesito referendario sulla riforma della Costituzione è fondata su argomenti che vanno presi in considerazione” dichiara in una nota Gianni Cuperlo. La deputata del gruppo di Scelta Civica, Adriana Galgano, promotrice della proposta di spacchettamento del referendum depositata alla Camera insieme ai colleghi Pier Paolo Vargiu (Sc), Mara Mucci e Aris Prodani (Misto), ha dichiarato: “Spiace apprendere dai mezzi di informazione che ci siano ancora tanti parlamentari che intendono svilire un referendum così importante per il futuro del nostro Paese, non battagliando sul merito, ma riducendolo ad uno sterile esame sull’operato del governo“. “Personalmente sostengo l’approvazione dell’intera riforma (che ho votato) e ho sempre ritenuto che il quesito da porre fosse, semplicemente, quello relativo all’approvazione o alla bocciatura del testo di revisione approvato in doppia lettura dalle Camere. Anche per assenza di precedenti, ritengo però giusto consentire di sottoporre alla Corte di Cassazione l’ipotesi dei quesiti plurimi sui differenti aspetti della riforma, e lasciare ai giudici preposti, o, nel caso fosse coinvolta, alla Consulta di pronunciarsi sull’ammissibilità della procedura“, ribadisce invece il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova in una lettera indirizzata a tutti i senatori, in cui invita a firmare per l’iniziativa promossa da Radicali Italiani.

    927

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN PoliticaReferendumReferendum CostituzionaleRiformerifor
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI