Italicum: come funziona la nuova legge elettorale?

Italicum: come funziona la nuova legge elettorale?

Passo per passo, cosa dice la riforma del governo Renzi

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    Italicum: come funziona la nuova legge elettorale?

    L’Italicum è la nuova legge elettorale italiana. Dopo l’approvazione alla Camera, la riforma della legge elettorale, cavallo di battaglia di Matteo Renzi è arrivata a destinazione, entrando ufficialmente in vigore il 1° luglio 2016, anche senza l’appoggio di Forza Italia come chiedeva il Patto del Nazareno e pur tra polemiche che non sono mai cessate. La minoranza dem è partita all’attacco, sostenuta in questo dalle opposizioni che hanno attaccato il governo anche su questo punto, perdendo però il M5S. Il movimento di Beppe Grillo, forte del successo delle amministrative di giugno 2016, ora non ritiene necessario modificare una legge che, stando così le cose, li lancerebbe verso il governo del paese. Dal suo canto, lo stesso Renzi ha dichiarato che non vede una maggioranza parlamentare in grado di modificarlo: vediamo allora, punto per punto, in cosa consiste l’Italicum.

    Prima di entrare nello specifico, vediamo quali sono le linee generali dell’Italicum. La prima cosa da considerare è che la nuova legge elettorale vale, in teoria, solo per l’elezione alla Camera, visto che il Senato non sarà più elettivo con la riforma della Costituzione (su cui però ci sarà un referendum il cui esito è quanto mai incerto). In totale, si eleggono 630 deputati di cui 12 con i voti degli italiani all’estero (il cui sistema elettorale non cambia) e 618 con la nuova legge. La legge è entrata in vigore il 1° luglio 2016.

    L’Italicum è un sistema elettorale proporzionale il che significa che il numero di seggi viene assegnato in proporzione alla quantità di voti ricevuti. Per l’assegnazione, il calcolo viene effettuato su base nazionale e non tenendo conto dei risultati delle province. I partiti possono presentarsi in lista singola o in coalizione.

    L’Italicum prevede la soglia di sbarramento: accedono in Parlamento tutti i partiti che superano il 3%. In precedenza c’erano diverse soglie (l’8% per la lista singola, il 12% per l’intera coalizione e il 4,5% per i singoli partiti all’interno delle coalizioni).

    L’Italicum introduce il doppio turno. Vince chi, al primo turno, coalizione o lista singola, supera il 40% delle preferenze (il 37% nella prima versione della legge). In caso contrario, le due liste o coalizione che hanno ottenuto il maggior numero di voti, si sfidano al ballottaggio.

    L’Italicum ha un premio di maggioranza per chi vince ma non raggiunge i 340 seggi necessari per la maggioranza in Parlamento: in questo caso si danno seggi fino al raggiungimento della maggioranza.

    I restanti 290 seggi vengono ripartiti agli altri partiti su base proporzionale.

    L’Italicum prevede una revisione delle circoscrizioni, che passano dalle 27 attuali a 100 collegi di dimensioni minori: in media si eleggono 6-7 deputati per circoscrizione tramite un algoritmo. Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono invece escluse dal sistema proporzionale con nove collegi uninominali. Le liste presentano solo i capolista bloccati, mentre dal secondo in poi valgono le preferenze. Viene introdotta la doppia preferenza di genere: si possono votare due candidati di sesso diverso, altrimenti vale solo il voto dato al primo candidato. Attenzione in particolare alla composizione delle liste: i capilista non devono essere più del 60 per cento dello stesso sesso e nella composizione ci deve essere alternanza di sesso nella presentazione delle candidature. Le candidature multiple valgono solo per i capilista che possono essere candidati in 10 collegi.

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