Gli amici di Silvio Berlusconi che fine hanno fatto?

Gli amici di Silvio Berlusconi che fine hanno fatto?
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29/06/2016 15:22

    Uno dei primi verdetti delle ultime elezioni amministrative è la crisi conclamata del centrodestra. Dopo un ventennio di dominio quasi assoluto, Silvio Berlusconi e i suoi amici e alleati non hanno ormai quasi alcun peso nella vita politica italiana. Non è solo un passaggio di consegne da una generazione all’altra: è più la fine di un’epoca, come succede da sempre nella storia politica italiana. Il ciclo del centrodestra d’ispirazione liberale, che in tanti avevano sognato con la famosa discesa in campo del 1994, si sta chiudendo e all’orizzonte non si intravede nulla di simile, almeno per portata mediatica. La figura di Berlusconi ha catalizzato tutta l’attenzione e le energie: caduto lui, anche gli amici e i solidali di un tempo sono finiti nel dimenticatoio e viceversa, visto che senza un seguito, nessuno (neanche Berlusconi) può essere un leader. Che fine hanno fatto gli ex protagonisti della scena politica italiana?

    Silvio Berlusconi

    Il primo colpevole è proprio lui, Silvio Berlusconi. Tolto il centro di gravità permanente, tutto il palazzo sta crollando. Non è solo l’età (anche se 80 anni si iniziano a sentire), è la strategia politica e comunicativa che non funziona più. Davanti a una sinistra che per decenni ha disprezzato i mass media, non capendone la funzione di ponte con gli elettori, l’ex premier ha avuto gioco più che facile: il successo imprenditoriale e il carisma di grande comunicatore hanno fatto il resto. Appena dalle parti della sinistra è spuntato un giovane capace di parlare anche alla massa degli indecisi, è iniziato a franare il terreno sotto i piedi. A mancare è stata soprattutto la visione globale di quello che poteva essere il centrodestra, preferendo puntare ancora una volta tutto sul carisma del grande capo piuttosto che costruire un progetto politico di largo respiro. L’errore di Roma è stato clamoroso per almeno due motivi: aver diviso la coalizione nel momento di maggior debolezza degli avversari di sempre (con un PD così mal ridotto, sarebbe bastato davvero poco per arrivare almeno al ballottaggio) e non aver capito il potenziale anche mediatico di Giorgia Meloni.

    Guido Bertolaso

    Anche Guido Bertolaso è stato travolto dagli errori di Berlusconi. L’ex capo della Protezione civile, l’uomo delle emergenze e delle soluzioni ad effetto che tanto piacevano all’ex Cavaliere, è rimasto stritolato dagli eventi e ha deciso di fare il salto della staccionata. Abbandonato da tutti, dopo aver dato la sua disponibilità a correre per il Campidoglio, mettendoci faccia, nome e reputazione, si è preso la sua rivincita, dichiarando che al ballottaggio del 19 giugno voterà Giachetti.

    Lega Nord   Congresso Nazionale Ordinario

    Insieme hanno fatto il bello e cattivo tempo per anni. Oggi, Umberto Bossi è praticamente scomparso dalla scena politica nazionale, travolto più dagli scandali che dalla malattia. La condanna del figlio Riccardo è solo l’ultima tegola arrivata in casa Bossi, ormai abbandonato anche dalla stessa Lega. Del cerchio magico non è rimasto più nulla: tutto dissolto.

    Emilio Fede

    Anche un fedelissimo come Emilio Fede è scomparso dai radar. Allontanato dal “suo” Tg4 dopo aver contribuito a creare la figura del Berlusconi politico (memorabile il discorso con cui annunciò la vittoria di Forza Italia nel ’94), oggi si trova in una situazione delicata anche a causa della “dedizione” riservata all’ex Cavaliere: a processo per le inchieste Ruby e Ruby bis, scacciato dalle reti Mediaset e fuori dall’entourage politico che conta, l’ex direttore non ha più alcuna voce in capitolo.

    cesare previti

    Ex ministro ed ex braccio destro di Berlusconi, di Cesare Previti si sono perse le tracce da un paio d’anni. Condannato in via definitiva nel 2006 per il processo IMI-SIR e nel 2007 per il processo Lodo Mondadori, l’ultima notizia che lo riguarda risale al 2014 quando si parlò di un suo sostegno al NCD di Angelino Alfano, recidendo così anche l’ultimo legame che lo univa a Berlusconi. I due non si incontrano da anni e non solo per motivi personali-politici: Previsti è stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e, per ordine del Tribunale di Sorveglianza, l’ex Cavaliere non può frequentare pregiudicati.

    Marcello Dell'Utri

    Chi probabilmente vorrebbe rivedere Berlusconi ma non può è Marcello Dell’Utri, cofondatore di Forza Italia, suo fedelissimo in politica dopo una vita trascorsa al suo fianco come dirigente Mediaset, che sta scontando la pena di 7 anni dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa nel carcere di Rebibbia a Roma.

    Claudio Scajola

    Da ex ministro a fantasma è il destino anche di Claudio Scajola, uomo di punta di Forza Italia e fedelissimo di Berlusconi, finito nel dimenticatoio dopo scandali e processi (in corso c’è ancora quello per avere favorito la fuga dell’ex deputato Amedeo Matacena) che lo hanno visto protagonista e che al momento si sono conclusi con assoluzioni. La sua ultima apparizione risale al 31 maggio di quest’anno, quando si è fatto vivo alla festa della Polizia a Roma: per lui gli impegni politici sono finiti da tempo.

    Gianfranco Fini

    Dal partito del predellino al “che fai mi cacci”, il rapporto tra Berlusconi e Gianfranco Fini non è mai stato dei più semplici. Da alleati hanno governato a lungo le sorti del paese e del centrodestra: dopo la rottura e la fine del PdL, dell’ex ministro e presidente della Camera si sono perse le tracce. Oggi si dedica alla famiglia e all’associazione Liberadestra, avendo di fatto abbandonato la scena politica attiva.

    Giulio Tremonti

    Il ministro dell’Economia del Berlusconi di governo, il “leghista con la tessera di Forza Italia”, l’uomo di fiducia dell’ex Cavaliere e punto di riferimento sui temi economici del centrodestra di ispirazione berlusconiana, Giulio Tremonti è ricomparso negli ultimi tempi nella veste di economista più che di uomo politico. Tra inchieste giudiziarie per corruzione e politiche economiche criticate anche da ambienti di centrodestra, la sua carriera politica si è conclusa con le dimissioni del 2011. Non quella mediatica. L’ex ministro è spesso presente agli appuntamenti chiave del mondo dell’economia o dell’imprenditoria e negli ultimi tempi è tornato alla ribalta in televisione, sui giornali e online per presentare il suo ultimo libro “Mundus Furiosus”.

    Lele Mora

    Fuori dall’ambiente politico, anche Lele Mora ha pagato la vicinanza a Berlusconi. L’ex talent scout sta scontando la pena di 6 anni e un 1 mese per le inchieste del processo Ruby e Ruby bis in affidamento alla comunità Exodus di Don Mazzi e per altri due anni si dovrà dedicare ai servizi sociali, lontano dalle luci del mondo dello spettacolo e dai circoli del potere politico.

    Bari: Caso escort, processo Gianpaolo Tarantini

    Dai festini e le escort di Bari al piccolo negozio di abbigliamento a Roma. Giampaolo Tarantini ha decisamente cambiato vita dopo la condanna a 7 anni e 10 mesi per associazione a delinquere e prostituzione nell’ambito del processo escort a Bari. L’imprenditore pugliese era più che vicino a Berlusconi, ospite delle “cene eleganti” insieme alle “sue” ragazze. Ora, ha raccontato lui stesso in una recente intervista al settimanale “Oggi”, ha abbandonato quell’ambiente e si dedica al negozio di abbigliamento aperto nella Capitale con la nuova compagna, aspettando le motivazioni della sentenza e il ricorso in appello.

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