Il programma del nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi

Il programma del nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi

Gli obiettivi del primo cittadino della Capitale dei 5 Stelle

    Vediamo qual è il programma di Virginia Raggi, nuovo sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle. I sondaggi, che l’hanno data sempre favorita, hanno avuto ragione. La Raggi ha vinto al primo turno del 5 giugno con il 35,2% delle preferenze, ponendosi davanti a Roberto Giachetti (PD) che ha raccolto il 24,8% delle preferenze. Poi il trionfo al ballottaggio del 19 giugno: 67,15% contro 32,85%. Avvocato, la Raggi è nata nella Capitale nel 1978, ha ricoperto la carica di consigliere comunale dal 2013 alla fine della giunta di Ignazio Marino. È stata scelta come candidata dei 5 Stelle dopo aver vinto le Comunarie sul web, poi la vittoria delle elezioni.

    A ROMA BALLOTTAGGIO GIACHETTI-RAGGI

    Il primo sindaco donna della Capitale racconta sul sito ufficiale del Movimento cosa significa per lei la politica: “Realizzare un’idea migliore di società, di civiltà e dunque di amministrazione. Non è né il generico bene degli elettori tanto meno l’occupazione di poltrone. Politica non è un lavoro, non è una missione: è voglia di ripristinare legalità, normalità e, dove possibile, progresso sostenibile”. Il programma #VogliamoCheRoma è articolato in undici punti.


    (La vittoria di Virginia Raggi sulla stampa estera)

    Sostegno alle famiglie e lotta alla privatizzazione dei nidi: “Con la privatizzazione degli asili nido avviata da Tronca, e cominciata con Rutelli, si vuole far cassa nel peggiore dei modi”, “privatizzare i nidi comunali di Roma significa considerare il diritto alla scuole come una mera spesa di bilancio, mentre per noi è un investimento”. Aumento della sicurezza delle strutture scolastiche: “Sono ancora troppe quelle pericolanti, prive di certificazioni antincendio o antisismiche, o che presentano contaminazioni da amianto”. Far fronte alla carenza di personale e alle lunghe liste d’attesa, realizzazione di politiche d’integrazione e accoglienza a scuola.

    Tornare a investire nella cultura, creando un “modello virtuoso in cui i ricavi vengono reinvestiti per la tutela dei beni artistici, il restauro e la valorizzazione dei siti archeologici”. Valorizzare “i tanti parchi e le bellissime zone dell’agro romano, da destinare a un turismo green e sostenibile“. Valorizzare le periferie trasformando ogni Municipio “in un mini centro culturale, dove musei, teatri, biblioteche siano a portata di tutti”.

    Contrastare la crisi abitativa e assegnare le case popolari: “Negli ultimi vent’anni a Roma intorno all’edilizia pubblica si è aperto un vero e proprio business teso a favorire i soliti amici degli amici, ancora una volta a scapito dei cittadini. Le fila dell’esercito dei romani senza casa si sta infatti ingrossando ogni anno. E per la stragrande maggioranza, l’89%, si tratta di persone sfrattate per morosità”.

    Valorizzazione del territorio e inversione di tendenza rispetto alla speculazione edilizia e alla cementificazione selvaggia, con nuovi programmi di edilizia popolare e il recupero del patrimonio esistente ma inutilizzato.

    Rientra anche in questo la soluzione dell’emergenza abitativa: “A Roma l’edilizia popolare è diventata un miraggio mentre, al contempo, ci sono decine di migliaia di case sfitte e si continuano a costruire nuove abitazioni”. Politiche di assistenza agli anziani e agli immigrati (senza più “speculazione”). Risollevare le periferie e le zone degradate.

    “La partita più complessa riguarda ovviamente gli abusi edilizi dei balneari sulle spiagge”. Riequilibrare gestione privata e quella pubblica, rendere gli arenili del litorale “accessibili per tutti, diversificare l’offerta, incrementare le iniziative come Bau beach a favore degli animali”. Rivalutare i parchi pubblici e combattere “degrado e sporcizia che la fanno da padrone in numerose aree verdi che penetrano nei quartieri più popolari della città”.

    “Congestione, inquinamento atmosferico, incidenti stradali, stato fatiscente dei mezzi pubblici sono gli elementi negativamente distintivi della mobilità romana”. Trovare soluzioni a questo è obiettivo ambizioso e importante, così come quello di aumentare le piste ciclabili e i servizi di bike sharing per una mobilità sostenibile.

    Risollevare il turismo, che rappresenta una fonte di crescita economica per tutta la città, con “il risanamento delle municipalizzate, maggior decoro, trasporti efficienti, più sicurezza e un coordinamento negli sforzi di promozione dell’immagine dell’Urbe”. Insomma, risolvere quei problemi che allontanano o lasciano insoddisfatti i turisti.

    Trasparenza: “Significa controllare l’operato dei rappresentanti politici, riducendo automaticamente zone d’ombra, clientelismo e corruzione”. Lotta agli sprechi, alla corruzione, agli appalti pilotati. Spese che finiscono per pesare sui romani con tasse troppo alte.

    Le statistiche e la percezione dei cittadini fanno di Roma una città insicura, dove criminalità e microcriminalità sono all’ordine del giorno. Chiusura dei campi rom: “Oggi sono migliaia i Rom che a Roma vivono in campi abusivi, campi che anche secondo l’Ue devono essere chiusi. E sono molti i Rom che commettono reati ma non vengono perseguiti a dovere dalle autorità giudiziarie, così come sono molti coloro che però conducono una vita all’insegna della legalità e dell’integrazione. Roma finora è stata ostaggio di politiche atte a non risolvere il problema ma solo ad amplificarlo”. Aumento di operatori della polizia locale su strada, di collegamenti tra allarmi in edifici pubblici e centrale operativa unica, di illuminazione stradale, di presidi nelle periferie più a rischio.

    “Resettare il legami con Ama, figlia di tangentopoli e parentopoli, ed i suoi impianti e tagliare ogni rapporto con faccendieri e politici compiacenti”. Ridurre al massimo i rifiuti a monte con sgravi per politiche virtuose, aumentare la raccolta differenziata attraverso l’estensione in tutta Roma della raccolta domiciliare, massimizzare il recupero di materia a discapito dello smaltimento in discarica e dell’incenerimento. “Necessario inoltre costruire isole ecologiche e di compostaggio, riconvertire gli impianti esistenti al recupero di materia e fare manutenzione”.

    L’AVVERSARIO: IL PROGRAMMA DI ROBERTO GIACHETTI

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