Ballottaggio Milano: Beppe Sala contro Stefano Parisi su Sky

Ballottaggio Milano: Beppe Sala contro Stefano Parisi su Sky

Argomenti di dibattito migranti, sicurezza, Navigli e trasparenza

    Ballottaggio Milano: Beppe Sala contro Stefano Parisi su Sky

    Beppe Sala contro Stefano Parisi, candidati al ballottaggio di Milano, in duello su Sky. Mercoledì sera, in prima serata, lo scontro tra il candidato di centrosinistra e quello di centrodestra. Come alla vigilia del primo turno delle elezioni quando, sempre in diretta su SkyTg24, c’era anche il candidato 5 Stelle Gianluca Corrado. Il duello Sala-Parisi, con regole all’americana (tempi di risposta prestabiliti e scanditi dal timer) ha riservato scintille. Vediamo i temi principali toccati dai candidati sindaci.

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    Durante il dibattito risultano entrambi nervosi, del resto la posta in palio è alta. Più del primo confronto quando, visti i risultati scontati del primo turno che li hanno spediti al ballottaggio, i candidati avevano meno paura di sbagliare. Più nervoso sembra proprio Sala, autore di un clamoroso autogol, anche se l’avrebbe scoperto solo dopo.

    A un certo punto si parla di doppia fila e lui promette: “Non vedremo i milanesi parcheggiare sui marciapiedi”. Come? “La doppia fila si combatte con la tecnologia”. Peccato che subito dopo Dagospia avrebbe pubblicato un video in cui lo stesso Sala veniva pizzicato a parcheggiare in doppia fila. Insomma, per Sala uno scivolone. Per sua fortuna Parisi non è al corrente del video e non può infierire.

    Il dibattito comincia con il giornalista che chiede quale sia la vera differenza tra le loro proposte. Stefano Parisi: “Noi abbiamo un’idea di Milano molto aperta, che fa ripartire lo sviluppo, che genera investimenti, che è più sicura, che gestisce in maniera corretta e non ipocrita l’immigrazione e che si occupa degli ultimi, delle periferie”. Beppe Sala: “Due i nostri grandi temi: una grandissima tutela dell’ambiente e le periferie. Abbiamo piani, progetti e risorse in modo che in cinque anni non le chiameremo più periferie ma saranno parte della città”.

    Con la questione dei migranti divampano le prime scintille. Sala attacca il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Parisi si lamenta ma dovrebbe chiamare il suo amico Alfano: se i migranti arrivano qua è perché c’è qualcuno che li manda. A Milano continuano a venire assegnati, noi con la nostra generosità facciamo la nostra parte”. La risposta del candidato di centrodestra: “Il mio amico Alfano, come dice lui, è ministro del governo di Renzi, con cui Sala era abbracciato l’altro giorno. Ed è venuto a dire che quella dei profughi non è un’emergenza. Con Sala non c’è un piano sull’immigrazione”.

    I voti dei grillini al ballottaggio saranno decisivi. I due sfidanti cercano di strizzare l’occhio a chi il 5 giugno ha votato Corrado. Parisi: “Mi rivolgerò a tutti coloro che hanno votato per il cambiamento o non hanno votato. I grillini? Sono liberi di votare dove vogliono…”. Sala: “Bisogna vedere se c’è voglia di cambiamento a Milano. Al momento sono in vantaggio io. Mi rivolgerò a tutti coloro che sono d’accordo sul mio programma, penso che i grillini non daranno indicazioni ma penso ci siano elementi di convergenza”.

    Polemiche sui vigili di quartiere, cavallo di battaglia del centrodestra in campagna elettorale. Sala attacca Parisi: “Ha detto molte volte che sono stati tolti. Basta con le balle”. E l’altro: “Oggi come erano organizzati una volta non ci sono più, non dal punto di vista contabile ma di presidio, con sempre le stesse persone. Non ci sono più”.

    A proposito del Leoncavallo e degli altri centri sociali, Parisi assicura che non tollererà occupazioni abusive: “Sono stato al ‘Pane quotidiano’, un luogo dove si distribuisce cibo a chi non ha le possibilità. È un’associazione privata che ha più 70 anni e chi la gestisce ha avuto problemi per avere dei permessi dal Comune e paga le utenze: pensare che a Milano ci siano centri sociali che occupano spazi privati è una cosa gravissima e con noi non accadrà”. Sala: “Regolarizzerò il Leoncavallo perché ha una lunga storia. Il problema è dare regole, non far finta che non esistano le cose”.

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    Per allentare la tensione i due vengono sottoposti a una prova di cultura. Il conduttore Gianluca Semprini mostra loro due quadri conservati nella Pinacoteca di Brera: “Cena in Emmaus” di Caravaggio e “Rissa in Galleria” di Umberto Boccioni. Parisi azzecca l’autore ma non il nome dell’opera, Sala sbaglia autore e azzecca solo il movimento artistico, il futurismo. Rimandati.

    I due assicurano che, in caso di sconfitta, non torneranno a fare i manager ma resteranno in consiglio comunale. Parisi, a meno che non glielo chiedano i compagni di coalizione, non farà il capo dell’opposizione. Ruolo invece già stabilito per Sala.

    Il discorso cade sulla possibilità di adottare figli per le coppie omosessuali. Parisi manifesta la sua “contrarietà all’utero in affitto”, mentre l’avversario, pur non mostrandosi d’accordo, farà ciò che imporrà la legge: “Rispetterò la legge qualunque essa sia”.

    Argomento spinoso è la mafia a Milano. Sala: “Sulla mafia non bisogna mai allentare l’attenzione, noi abbiamo sottolineato l’importanza della Commissione antimafia ma non è così per tutti”. Frecciata alla presunta volotà di Parisi di eliminare questa Commissione. La sua difesa: “Per me è quasi inutile dare le liste dell’antimafia alla Bindi, perché la responsabilità della trasparenza della politica è in capo alla leadership. A Milano la mafia non si è insinuata nella politica, né nelle giunte di centrodestra né in quelle del centrosinistra”.

    Per quanto riguarda la riapertura dei Navigli, per Sala “è assolutamente in linea con la nostra idea di una Milano ambientalmente sostenibile: entro il 2017 produrremo un piano tecnico e finanziario con una proposta ai milanesi e chiederemo ai milanesi di votare sì o no”. Contrario Parisi: “Milano in questo momento non ha la forza di sopportare un cantiere di queste dimensioni. E se ci sono risorse, non si usano per fare Amsterdam ma per le case popolari. Assolutamente contrario”.

    I due candidati assicurano trasparenza sulle aziende che hanno finanziato la campagna elettorale. Sala garantisce che rifiuterà le risorse se dovessero arrivare dalle aziende che hanno lavorato per Expo, di cui è stato commissario. Anche Parisi si difende da presunti conflitti di interesse, assicurando che Silvio Berlusconi non gli ha promesso di acquistare la sua ChiliTv, in difficoltà: “Magari, purtroppo no. Come tutte le piattaforme digitali fatica all’inizio, ma ora sta andando molto bene”.

    Parisi: “Spero che il 19 giugno la gente vada a votare perché a Milano si può cambiare. La campagna elettorale è stato un momento fantastico, noi stiamo costruendo qua a Milano la nuova politica. E lo stiamo facendo con grande successo, visti i risultati”. Sala: “Mi sento profondamente milanese e sono totalmente felice di aver fatto questa scelta. Sono molto sicuro della mia proposta. Ho la determinazione folle nel portare a casa le cose che prometto, come ho fatto per Expo”.

    Qui è possibile rivedere l’intero dibattito.

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    Referendum costituzionale 2016

     
     
     
     
     
     
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