Ballottaggio Milano 2016, Beppe Sala e Stefano Parisi: programmi a confronto

Ballottaggio Milano 2016, Beppe Sala e Stefano Parisi: programmi a confronto

I due candidati a confronto sui temi cari alla città metropolitana

    Ballottaggio Milano 2016, Beppe Sala e Stefano Parisi: programmi a confronto

    Due manager prestati alla politica si sfidano per la poltrona di sindaco a Milano. Il primo turno delle amministrative del 5 giugno si è concluso con un testa a testa tra Beppe Sala e Stefano Parisi, staccati di meno di due punti, che si sfideranno al ballottaggio del 19 giugno. Entrambi estranei ai partiti tradizionali, pur se espressione dei due opposti schieramenti, i due candidati sono simili per molti aspetti: moderati, professionisti che hanno gestito grandi aziende (nel caso di Sala anche l’Expo), fuori dagli schemi classici destra-sinistra. In realtà, le visioni politiche sono diverse, specialmente su determinati punti come l’immigrazione e la sicurezza. Cerchiamo di capire quali sono le differenze tra i programmi dei due candidati sindaci a Milano.


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Sicurezza e partecipazione. Da un lato ci sono maggiori investimenti per le forze di Polizia e interventi con le nuove tecnologie (a iniziare da telecamere e applicazioni di nuova generazione). Dall’altra c’è la ripresa del territorio con iniziative legate al bene pubblico: il ripristino di aree verdi, occasioni di incontri, strutture sportive e culturali. Il disegno di Sala si inserisce nel solco dell’amministrazione Pisapia che ha puntato molto sulla riqualificazione del tessuto urbano Più mezzi e investimenti per le forze dell’ordine e un tavolo coordinato tra Polizia, Prefettura e Sindaco: nel programma viene indicato l’obbiettivo di ridurre il tasso di criminalità del 10% in cinque anni. Il piano di intervento passa dalla modifica dell’organizzazione del lavoro della Polizia municipale, la reintroduzione del vigile di quartiere e la richiesta al Ministero degli Interni per il ritorno del servizio Strade Sicure, oltre all’uso delle nuove tecnologie.


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Sì all’accoglienza nel solco dell’integrazione e della legalità. In più occasioni Sala ha ricordato come Milano abbia ben gestito l’emergenza profughi lo scorso anno, accogliendo e curando tra gli altri 17mila bambini, ma vuole chiedere al governo centrale di redistribuire meglio il carico dei migranti per non addossare tutto sulla città. In tema di integrazione, Sala vuole sottoscrivere Contratti di cittadinanza in uno scambio continuo con le comunità già presenti a Milano. Accoglienza ridotta all’essenziale e solo in via emergenziale, contrasto all’immigrazione clandestina e piani di integrazione per gli immigrati regolari attraverso un dialogo continuo con le comunità presenti in città. Parisi vorrebbe creare un tavolo di lavoro con vari soggetti per la gestione del flusso dei migranti, avviare un piano contro l’immigrazione clandestina, chiudere i campi rom e far sottoscrivere la “Carta dei diritti e dei doveri” per i nuovi arrivati.


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Una città sostenibile, internazionale, metropolitana, vivibile, inclusiva e accessibile. Il piano di sviluppo urbano prevede il recupero di zone ed edifici con il consumo di suolo a zero con un Pgt che guarda alla connettività tra Milano e l’Europa. Punto focale è la riqualificazione degli scali ferroviari per i collegamenti interni e con i comuni dell’area metropolitana; seguono la rete dei parchi, le connessioni ecologiche, il sistema delle acque e la tutela delle aree agricole. Riqualificazioni e nuovi interventi per attrarre investimenti locali e stranieri. Il programma prevede la riqualificazione di zone della città per aree tematiche anche con nuovi interventi per sostenere il settore edilizio. Portare avanti i progetti già presenti nel Pgt (Porta Nuova, City Life, Fondazione Feltrinelli, Maciachini Center, Symbiosis, Ex Enel e altri), nuovi parchi e sostegno all’attività agricola del Parco Sud.


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Si parte dal Piano urbano per la mobilità che va incentivato e rafforzato: confermata l’Area C nella sua attuale estensione, si punta a incrementare l’uso dei mezzi pubblici anche con la creazione del biglietto unico integrato per i collegamenti interni ed esterni e l’estensione degli orari notturni. Per ridurre il traffico sì a nuove forme di car sharing e puntare molto sul bike sharing con l’obiettivo che le due ruote diventino il 20% del trasporto urbano nei prossimi 5 anni. Più servizio pubblico per tutti e nuove soluzioni per il traffico automobilistico.

    L’area C viene messa sotto osservazione per studiare forme alternative al blocco del centro per le vetture e l’eventuale ritorno all’Ecopass; dall’altra parte il biglietto integrato per gli spostamenti interni ed esterni, incentivi al car e bike sharing, aggiornamento dell’offerta di parcheggi per moto e scooter


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Obiettivo zero case vuote. Il programma di Sala per l’edilizia popolare si pone nel solco della giunta Pisapia proseguendo il risanamento del patrimonio immobiliare comunale, usando anche i fondi europei (come già accaduto nel quartiere Lorenteggio). Si punta anche a rafforzare le nuove modalità di interazione con il sostegno al social-housing, mentre si prosegue con il piano per la lotta all’abusivismo. Solidarietà, sicurezza e rispetto della legge sono i punti chiave del programma per la questione abitativa a Milano in cui diventa centrale la lotta all’abusivismo. Perseguire le morosità colpevoli degli inquilini delle case popolari ed eliminare le varie forme di deroga per la loro assegnazione va di pari passo con il velocizzare la riqualificazione degli alloggi e delle procedure di assegnazione degli alloggi


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    L’obiettivo che Sala si dà per i prossimi cinque anni è tagliare l’addizionale Irpef ai redditi più bassi, alzando la soglia d’esenzione a 28mila euro, continuando il lavoro della giunta uscente sul fronte della lotta all’evasione. Sul piano delle partecipate, si punta alla loro valorizzazione: l’eventuale cessione di quote societarie andrà a finanziare interventi straordinari nell’edilizia popolare e nelle periferie cittadine. Il taglio delle tasse comunali come addizionale Irpef, Tosap, Imu e Tasi è l’obiettivo del candidato. A questo si aggiunge la semplificazione nei sistemi di pagamento, la contabilità economica, di sistemi di controllo di gestione e di internal audit per le strutture del comune, la revisione di criteri e limiti alla distribuzione di dividendi straordinari delle società partecipate, maggiore attenzione alla riscossione degli affitti comunali e l’allocazione delle risorse su costi standard


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Obiettivo della legislazione è creare lavoro. Per questo il programma di Sala prevede l’elaborazione di un piano organico da attuare con l’aiuto delle organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, camere di commercio e altri protagonisti della scena economica. Si guarda alle nuove tecnologie con la realizzazione di poli scientifici integrando il sistema delle università e le imprese, puntando in particolare sulla green economy. Riportare il livello occupazionale ai tassi pre crisi è l’obiettivo che si dà Parisi.Il suo programma prevede il coordinamento tra Comune e Regione sulle politiche del lavoro, la creazione di una piattaforma che attragga investimenti esterni, il sostegno dello smartworking, sostegno alle piccole e medie imprese e la promozione del progetto “Città dei mestieri”.


    Beppe Sala
    Stefano Parisi
    Diritto di culto garantito a tutte le confessioni. Il programma di Sala prevede di intensificare il lavoro fatto e proseguire in questa direzione, con riferimento in particolare alla costruzione della moschea, garantendo la sicurezza e il decoro dei luoghi di culto. Sulla questione moschea, Parisi chiede l’intervento di una legge del governo che preveda la trasparenza sui finanziamenti alla costruzione e alla gestione dei luoghi di culto, l’obbligo di sermoni in italiano, l’istituzione di un registro degli imam, la promozione della formazione civica dei ministri del culto e del loro riconoscimento da parte del ministero dell’Interno.

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