Chi è Piero Fassino, candidato sindaco del PD al ballottaggio per le comunali di Torino

Chi è Piero Fassino, candidato sindaco del PD al ballottaggio per le comunali di Torino

Il volto storico dei dem

    Al primo turno delle elezioni comunali di Torino, il sindaco uscente Piero Fassino, non è riuscito ad avere la meglio sulla sua avversaria del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino. Ma del resto, Fassino era preparato all’eventualità di questo risultato: ‘Io mi batto per vincere, come qualsiasi altro candidato, se questo avverrà al primo turno meglio, sennò spero avvenga al secondo. In ogni caso il mio obiettivo è vincere’, aveva dichiarato. Nell’attesa di scoprire chi, al ballottaggio di domenica 19 giugno, riuscirà a conquistare la poltrona di primo cittadino del capoluogo piemontese, entriamo nel vivo della vita di Piero Fassino, per capire chi è realmente, al di là della maschera di volto storico dei dem.

    IL PROGRAMMA DI PIERO FASSINO

    Piero Fassino, classe 1949, nasce ad Avigliana, in provincia di Torino, in una famiglia di stampo socialista. Il nonno è stato un fondatore del Partito socialista, mentre il padre è stato uno dei più noti comandanti partigiani.

    Ha studiato all’Istituto Sociale di Torino e già a quei tempi mostrava una forte passione per la politica: ‘La mia prima tessera l’ho presa a 14 anni, iscrivendomi a Nuova Resistenza, un’associazione giovanile antifascista nata sull’onda della lotta a Tambroni. Ho avuto anche la fortuna di incontrare sulla mia strada uomini importanti. Come Aventino Pace, un dirigente sindacale, capo del movimento operaio torinese, uno di quelli che sequestrò Valletta quando ci fu l’attentato a Togliatti’.

    Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche, nel 1968, si è iscritto alla Federazione giovanile comunista torinese. La sua carriera politica è iniziata ufficialmente nel 1975, quando è stato eletto Consigliere Comunale a Torino e Consigliere Provinciale, nel 1985.

    E’ stato ministro del Commercio estero nel governo D’Alema (1998-2000) e di Grazia e giustizia nel governo Amato (2000-2001). Successivamente ha rivestito il ruolo di ultimo segretario dei Ds, fino alla confluenza nel Pd (2001-2007). Nel 2009, in vista delle primarie per la segreteria del Pd, si schierò con il vicesegretario Dario Franceschini, nei panni di coordinatore.

    Dal 2011 è sindaco del capoluogo piemontese.

    Dal 1992, è sposato con la collega Anna Serafini: ‘Vivono al centro di Roma. Lui in casa collabora molto, sistemando con grande meticolosità piatti e bicchieri nella lavastoviglie’ (Panorama). Di lui la moglie ricorda un aneddoto emozionante, avvenuto quando lei perse suo padre: ‘Subii un lutto gravissimo, la morte di mio padre. Lui, che aveva perso il suo a quindici anni, mi scrisse un messaggio molto bello, mi colpì molto’.

    Piero Fassino, attualmente in gara per il titolo di sindaco di Torino, contro la giovane Chiara Appendino, ha dimostrato più volte di tollerare poco l’atteggiamento ai limiti della saccenza della sua avversaria. Celebre è la sua affermazione, pronunciata fuori dai denti: ‘Lei si segga su questa sedia e vediamo se sarà capace di fare quello che auspica: comunque decideranno gli elettori’.

    Parole rimbalzate subito sul web, dove immediatamente sono state ricollegate a quella che ormai è diventata una delle frasi più celebri di Fassino: ‘Grillo fondi un partito e vediamo quanti voti prende’. E chissà che non si tratti di una seconda profezia e che Chiara Appendino col suo programma non abbia la meglio. Forze l’ex sindaco di Torino ha poteri divinatori e non lo sa…

    Fassino ha strappato spesso un sorriso ai cittadini. Imperdibili le sue risposte quando tenta di spiegare la ragione della sua innegabile magrezza (Fiorello, l’ha persino chiamato faxino, perché è tanto sottile che si può inviare via fax…): ‘Sono anni che mi sento fare domande sulla mia magrezza (192 centimetri per 66 chilogrammi – ndr). Cerchiamo di chiarire questa cosa. Non è che non mangio, sono lo stesso peso da trent’anni. Ho un buon metabolismo e mi fa bene fare quello che faccio. Forse l’affetto della gente dipende proprio dalla mia magrezza, dal fatto che sembro una persona tormentata’.

    E proprio perché l’ironia non gli manca, durante la campagna elettorale per le Comunali 2011, ha pensato di sfruttare la magrezza a suo vantaggio: fece distribuire in giro per Torino pacchetti di grissini recanti sopra il suo nome.

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