Problematiche di Milano: tutto ciò che il nuovo sindaco dovrà affrontare

Problematiche di Milano: tutto ciò che il nuovo sindaco dovrà affrontare
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 08/06/2016 09:22

    Milano

    Dopo il primo turno delle elezioni amministrative, Milano tornerà al ballottaggio, il 19 giugno. La sfida per la poltrona di sindaco del capoluogo lombardo è ancora aperta tra il candidato di centrosinistra, Giuseppe Sala (41,69% delle preferenze al primo turno) e di centrodestra, Stefano Parisi (40,77%). Colui che verrà insignito della carica di primo cittadino dovrà affrontare una moltitudine di problematiche, che a Milano si trascinano da diversi anni: le infiltrazioni mafiose, la sicurezza sulle strade e dentro casa, la gestione dei campi rom, il traffico, l’inquinamento e le multe (sempre troppe). Vediamo tutto nel dettaglio.

    In realtà le mafie a Milano sono arrivate nel lontano 1963, quando Angelo La Barbera venne ferito e catturato, in viale Regina Giovanna. Iniziarono ad arrivare i mafiosi che vennero confinati fuori dal loro territorio, per via di una legge che la politica di allora immaginava come risolutiva. Tuttavia, anche fuori dal proprio tessuto territoriale, iniziarono a ricreare nuovi reticolati criminali. Nel corso dei decenni, lo spazio dedicato alla mafia sulle copertine e nei talk show è stato altalenante, anche se nella realtà non è mai andata via. Tornando ai tempi recenti, soltanto due anni fa, in vista dell’Expo è emersa l’ennesima infiltrazione mafiosa in un paio di appalti per i cantieri della Tangenziale Est Esterna, per un valore di 450mila euro. Il nuovo primo cittadino milanese si troverà a dover affrontare queste reti silenti, radicate nel territorio, a differenti livelli.

    Il problema dell’inquinamento, a Milano, è ormai cronico. Nonostante la scelta di creare un’area centrale ‘protetta’, soggetta a pagamento di una ‘tassa’, in cui l’accesso delle auto è limitato, il miglioramento dell’aria non sembra essere stato così rilevante. Il capoluogo lombardo ha chiuso il 2015 con 86 giorni sopra il limite massimo consentito di PM10. Prima città d’Italia per inquinamento, seguita nell’ordine da Torino (con 73), Napoli (59) e Roma (49). E anche il 2016 ha aperto con un picco preoccupante delle polveri sottili, già a fine gennaio, dovuto anche all’improvviso innalzamento delle temperature.

    Il Comune di Milano, nel 2015, ha fatto cassa sulle tasche dei milanesi, inviando oltre un milione di multe in più rispetto all’anno precedente. Spesso sono state notificate fuori tempo massimo, in molti casi dalle foto scattate dall’autovelox, l’auto risulta oscurata o per nulla riconoscibile. Tutte multe potenzialmente contestabili, ma che molti, alla fine hanno deciso di pagare. Sulla questione è intervenuto anche Altroconsumo, chiedendo al Comune di Milano di cessare l’invio delle multe, oltre i 90 giorni dalla data dell’infrazione, così da consentire di esercitare il diritto al ricorso, nei termini previsti dal Codice Stradale.

    Tuttavia il traffico automobilistico milanese soffre di molte altre problematiche. In vista dell’elezione del nuovo sindaco del capoluogo lombardo, l’Automobile Club Milano ha inviato a tutti i candidati alla carica di primo cittadino, una lettera aperta, in cui si evidenziano le principali tematiche che andrebbero affrontate: ‘Il come migliorare il sistema della mobilità rimane una questione aperta e, per certi versi, divisiva. Così nei programmi elettorali si tende spesso a sfumarla se non a ignorarla. Il sostanziale silenzio sul tema, o la marginalità con cui lo si è affrontato (vedi dibattito su Area C sì, Area C no, Area C allargata) rende urgente porre ai Candidati Sindaco alcune questioni, nodali per tutti i cittadini e, tra essi, per i 45 mila iscritti dell’Automobile Club Milano. Premesso che migliorare il sistema della mobilità costituisce per Milano come città metropolitana un punto programmatico di grande rilevanza per gli effetti di carattere sociale, economico, culturale e come tale è percepito tra le priorità poste dai cittadini in tutte le indagini relative alla scala dei bisogni, Automobile Club Milano, richiama l’attenzione su alcuni punti programmatici’.

    Tra i punti menzionati, troviamo ad esempio: la correlazione del sistema dei trasporti con la struttura degli insediamenti, la gestione delle componenti inquinanti, una nuova e più efficace gestione dell’Area C e della congestione del traffico, un’efficace strategia di aumento della sicurezza sulla strada e conseguente riduzione degli incidenti mortali, azioni mirate per ridurre il rischio pedoni, la gestione dei costi del trasporto pubblico in relazione alla scarsità delle risorse.

    Il problema dell’immigrazione selvaggia attanaglia da troppo tempo anche Milano. Solo nell’ultimo anno sono giunti a Milano 126.000 stranieri in più rispetto all’anno precedente. Addirittura Pisapia aveva lanciato la proposta shock di offrire fino a 450 euro a chi avesse accolto a casa propria dei profughi. Tuttavia, anche dinanzi a un’offerta economica, soltanto 40 famiglie avevano risposto al bando del Comune. La gestione dell’immigrazione e della conseguente integrazione dovrà essere una priorità per il nuovo sindaco.

    Il problema dell’immigrazione si compone di mille sfaccettature, tra le quali c’è anche la complessa questione religiosa. Al di là dell’ormai inflazionata richiesta di eliminare i crocefissi e altri simboli religiosi dalle aule scolastiche, dagli ospedali e dagli altri luoghi pubblici, esiste un problema ancor più delicato da gestire: la costruzione delle moschee sul territorio milanese. E’ di soli due mesi fa la rabbia della comunità islamica dinanzi all’annuncio della rinuncia al bando comunale, che doveva portare alla costruzione di due nuove moschee. Il Comune, accusano, si è tirato indietro.

    Intanto, a pochi passi dal confine del capoluogo lombardo, è sorta la sede più grande d’Italia di Scientology. I lavori della nuova sede faraonica sono avvenuti in gran segreto, tuttavia, la struttura che si estende su un’area di 10mila mq per un investimento di circa 30milioni di euro, non è passata di certo inosservata alla Comunità islamica, che ancora una volta si è sentita palesemente esclusa.

    Secondo il candidato del centrodestra Stefano Parisi, ‘in questi cinque anni, il problema della sicurezza e del decoro urbano è stato sottovalutato, intere zone della città sono state abbandonate’. Propone l’esercito in strada, per tamponare il problema, tuttavia non può essere l’elemento risolutore. Quello che manca da tempo ai cittadini milanesi non è soltanto la sicurezza effettiva, ma anche e soprattutto quella percepita. La paura aleggia nell’aria, soprattutto la sera, nelle vicinanze della stazione, oppure in metropolitana. I casi di violenza si ripetono con troppa frequenza sulle pagine del giornali perché il cittadino possa sentirsi tranquillo.

    Il problema della sicurezza per le vie della città e anche dentro le proprie abitazioni è strettamente connesso alla difficile gestione dei campi Rom. Da essi derivano delinquenza, furti, scippi e i cittadini che si ritrovano nelle vicinanze dei loro accampamenti non sanno più come proteggere la propria incolumità. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a proposito di campi rom abusivi, ha dichiarato: ‘Farei quello che ha fatto in Francia Hollande a Calais, userei le ruspe’. Di certo, ruspe o non ruspe, è un problema impellente con cui il nuovo sindaco di Milano dovrà fare i conti sin da subito.

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