Elezioni amministrative, si può votare al ballottaggio se non si ha votato al primo turno?

Elezioni amministrative, si può votare al ballottaggio se non si ha votato al primo turno?

Si può sempre andare a votare al secondo turno?

    Elezioni amministrative, si può votare al ballottaggio se non si ha votato al primo turno?

    Le elezioni amministrative del 5 giugno si concluderanno con il ballottaggio di domenica 19 giugno, quando le città sopra i 15mila abitanti torneranno alle urne per scegliere tra i due candidati che hanno avuto il maggior numero di preferenze. A livello legislativo, il ballottaggio non è diverso dal primo turno, ma una domanda può sorgere spontanea: se non ho votato al primo turno posso votare al ballottaggio? Le modalità di voto sono sempre le stesse, a cambiare è il numero dei candidati, ridotti a due; per il resto non c’è alcuna differenza. Come specificato dal Ministero dell’Interno, tutti possono votare al secondo turno anche se non hanno votato al primo, l’importante è essere iscritto alle liste elettorali. Cosa significa?

    Secondo la legge italiana, tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni hanno diritto di voto. Al compimento della maggiore età si viene iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza: in caso di ballottaggio, si è liberi di scegliere se votare in entrambi i turni o solo in uno, che sia il primo o il secondo. Non esiste neanche l’obbligo di votare al secondo turno se si è andati al primo: sta solo alla coscienza civica e alla volontà di esprimere il proprio voto. La risposta è quindi sì: chi non ha votato al primo turno può votare al secondo turno.

    C’è solo un caso in cui potrebbe accadere il contrario: la perdita del diritto di voto nel tempo che intercorre tra primo e secondo turno. Il diritto a votare si perde non per l’astensionismo (che non si possa votare dopo un tot di volte che non ci si è recati alle urne è una leggenda metropolitana) ma solo con l’entrata in giudicato di una sentenza di condanna penale che comporti la perdita della capacità elettorale, a seguito dell’interdizione dai pubblici uffici, o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge (art. 48 della Costituzione).

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