Elezioni Milano, il programma elettorale di Stefano Parisi

Elezioni Milano, il programma elettorale di Stefano Parisi

Gli obiettivi del candidato di centrodestra

    Di seguito la sintesi del programma elettorale di Stefano Parisi, candidato sindaco a Milano con il centrodestra. In pochi avrebbero scommesso su di lui, eppure Stefano Parisi ha strappato il miglior risultato per il centrodestra alle amministrative del 5 giugno. Il candidato, scelto da Silvio Berlusconi e sostenuto da tutta la coalizione compresa la Lega Nord di Matteo Salvini, ha chiuso il primo turno delle elezioni comunali a Milano al 40,77%, a meno di due punti dallo sfidante (e favorito) Beppe Sala. Come l’avversario, Parisi è alla sua prima esperienza politica diretta, anche se ha avuto molti incarichi tecnici nei palazzi del potere romano e ha collaborato a lungo con il Comune di Milano sotto Gabriele Albertini. Sicurezza, legalità, semplificazione e riduzione delle tasse sono i punti cardine del manager 59enne che ha messo d’accordo il centrodestra. Ex presidente di Chili Tv, ha lavorato in Fastweb e ricoperto incarichi nei governi dell’ex Cavaliere, ha collaborato con l’ex sindaco di Milano ed è stato direttore generale di Confindustria. Vediamo quali sono i punti del suo programma.

    A MILANO BALLOTTAGGIO SALA-PARISI

    “Milano tornerà a essere aperta, libera, sicura, efficiente e orgogliosa di poter dare il meglio di sé al Paese”, aveva affermato dopo aver ufficializzato la candidatura. Vediamo i punti principali del suo programma.

    La sicurezza è il cavallo di battaglia di tutti i candidati di centrodestra. Parisi vuole combattere la microcriminalità attraverso il controllo del territorio: “Furti di macchine, moto creano danno alla vita dei milanesi”, ha spiegato a Formiche.net. Come? Riattivando i vigili di quartiere come deterrente, aumentando le telecamere in città e per i privati, mettendo in atto “una sorta di intelligence digitale”.

    Parisi vuole riqualificare le periferie con investimenti e con la vicinanza a chi ci abita, attraverso “bonus volumetrici ed economici”. “Il degrado delle periferie è palese, non è più tollerabile che ci siano delle linee di autobus o tram bandite per gli anziani. Una volta riqualificata la periferia l’obiettivo sarà inserire dei presidi che possano garantire il mantenimento di questa riqualificazione e mantenere la sicurezza”.

    Parisi punta alla semplificazione tecnologica per velocizzare tutti i processi del Comune: “I database del Comune non sono interconnessi, questo è impensabile nel 2016. La tecnologia deve cambiare Milano, non solo l’amministrazione ma anche i servizi e l’imprenditoria”.

    La semplificazione sarà anche il volano per lo sviluppo delle imprese. La sua Milano tornerà a investire nel commercio, senza vessare di tasse i negozianti, semplificando regolamenti e burocrazia.

    Che fare con immigrati e profughi? Accoglienza ma a patto che rispettino le regole: “Non è vero che non vogliamo gli immigrati. Arriveranno e non rimandiamo indietro nessuno, ma chi vuole stare qui deve rispettare le nostre regole e non deve costituire alcun pericolo per la città e per l’intero Paese”.

    “Nonostante Milano sia la locomotiva d’Italia dal punto di vista economico, tecnologico e culturale, il Comune in questi anni ha abbassato la testa”, attacca Parisi, che vuole ridare alla città un ruolo importante anche nel governo nazionale e nel rapporto con Roma Capitale. L’obiettivo è aumentare finanziamenti e investimenti.

    L’AVVERSARIO: IL PROGRAMMA DI BEPPE SALA

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