Elezioni comunali 2016: cos’è il voto disgiunto e come funziona

Elezioni comunali 2016: cos’è il voto disgiunto e come funziona

Può essere decisivo per la vittoria di un candidato?

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    Elezioni comunali 2016: cos’è il voto disgiunto e come funziona


    Alle elezioni comunali di domenica 5 giugno è possibile effettuare il voto disgiunto. Si può infatti mettere la croce contemporaneamente su un candidato sindaco e su una lista o un consigliere diversi da quelli che lo sostengono. Per fare un esempio, si può votare Virginia Raggi a sindaco di Roma, barrandone il nome, e allo stesso tempo mettere la croce su una lista a sostegno di Alfio Marchini, o scrivere il cognome di un candidato consigliere della squadra di Giorgia Meloni.

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    Il voto disgiunto è possibile solo alle elezioni nei comuni con più di 15mila abitanti. In questi comuni è possibile votare in tre modi diversi: solo per il candidato sindaco, barrandone il nome; solo per la lista, barrandone il simbolo (in questo caso il voto si estende automaticamente al candidato sindaco della lista scelta); il voto disgiunto.

    Che senso ha il voto disgiunto? Si tratta di una scelta che, almeno a primo impatto, indica incoerenza. Può essere utilizzata per sostenere la presenza in consiglio comunale di una lista il cui candidato ha poche speranze di vittoria; per scegliere una lista diversa da quella del candidato sindaco votato, se la sua non convince. Si può inoltre scegliere di votare un candidato consigliere solo per amicizia o convenienza, spostando la preferenza su un altro sindaco. Insomma, ecco perché i voti totali di un candidato sindaco e quello delle liste collegate non coincidono praticamente mai.

    Il voto disgiunto può avere un forte peso politico, ad esempio a favore di un candidato sindaco forte ma con alle spalle una lista debole.

    Secondo YouTrend alle Comunali 2011 questo tipo di voto è stato decisivo nella vittoria di Luigi De Magistris, che ha guadagnato il 10,93% dei voti in più. Sempre secondo YouTrend, con le nuove schede elettorali in vigore dal 2014 il voto disgiunto è in calo. Prima, infatti, il riquadro con il nome del candidato sindaco era più grande ed era praticamente impossibile “dimenticarsi” di barrarlo. Oggi il nome si trova in un riquadro più piccolo, e non per tutti è così automatico metterci la croce. Barrando solo la lista, il voto si estende in automatico al candidato collegato e in questo caso niente voto disgiunto.

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