Elezioni comunali Roma 2016: Meloni-Raggi-Marchini-Fassina-Giachetti su Sky

Elezioni comunali Roma 2016: Meloni-Raggi-Marchini-Fassina-Giachetti su Sky

Nonostante il format all'americana, scintille tra i candidati sindaco

    Elezioni comunali Roma 2016: Meloni-Raggi-Marchini-Fassina-Giachetti su Sky

    Raggi, Marchini, Meloni, Fassina, Giachetti, candidati sindaco alle elezioni comunali di Roma, faccia a faccia su Sky. Martedì 31 maggio, in prima serata, confronto all’americana, con regole ferree e tempi di risposta rigidi, due possibilità di replica per candidato e appello finale. Clima poco disteso: non sono mancate infatti le scintille, soprattutto con Virginia Raggi.

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    Alla fine è stata proprio la candidata del Movimento 5 Stelle a vincere la gara di gradimento tra i telespettatori di Sky, che potevano votare con il telecomando tra una promessa elettorale e l’altra: 43% di gradimento per la Raggi, 20% per Roberto Giachetti, 19% per Giorgia Meloni, 13% per Alfio Marchini e 5% per Stefano Fassina.

    Tanti e spinosi i temi del dibattito. Come le buche. Marchini minaccia le imprese che si occuperanno della manutenzione: “Se si continuano a tappare le buche con la sabbia, noi togliamo i soldi alle imprese”. Fassina propone la fidejussione per ripararle, Giachetti punta alla tecnologia per segnalare in tempo reale le strade dissestate (già immaginiamo il server in tilt). La Raggi, amara: “Come si fa a pensare di fare le Olimpiadi in una città dove in campagna elettorale si parla ancora di buche?”.

    Due temi strettamente connessi, perché con un servizio di mezzi pubblici degno di una Capitale il traffico diminuirebbe. Il candidato di Sel Fassina punta a un “piano strategico per traffico che dimezza il numero delle auto in cinque anni”. Come? “Chiudendo l’anello ferroviario, allungando le metro, mettendo più tram e ciclabili”. Marchini ribadisce l’idea dei “semafori intelligenti e sensori sotto l’asfalto”, promette più tram e lo stop all’evasione dei biglietti con tornelli più alti, autobus nuovi e vagoni della metro con l’aria condizionata. Anche per la Raggi bisogna tornare alla mobilità pubblica, aumentando i bus, tagliando gli sprechi in Atac, recuperando l’evasione, sviluppando car sharing e piste ciclabili. La candidata 5 Stelle conferma l’idea della funivia tra Casalotti e Boccea, tra le proposte elettorali più bizzarre della campagna elettorale romana: “La funivia è stata già sperimentata in altre città europee, vogliamo farla anche a Roma”. La ricetta della Meloni: “Recupero sprechi e abbattimento dell’evasione con il bigliettaio a bordo”. Giachetti mira invece a “investimenti per 150 bus nuovi e 70 bus ad idrogeno”.

    Gianluca Semprini, giornalista sky che conduce il dibattito, chiede quanto un sindaco possa effettivamente incidere sulla questione sicurezza. Tutti concordano che è dovere del sindaco alzare la voce con il governo, a cui rimane il ruolo centrale. Giachetti punta all’aumento della videosorveglianza, la Meloni ammette che in un Paese come l’Italia dove la certezza della pena non c’è, è difficile garantire la sicurezza. Marchini afferma che ha già iniziato a “stalkerare” il ministro dell’Interno Angelino Alfano affinché lasci a Roma soldati e poliziotti arrivati per il Giubileo.

    Sui campi rom. “Sono l’emblema di Mafia Capitale.

    La ricetta ce l’ha già data l’Europa ma nessuno la mette all’opera. Vanno chiusi in modo progressivo”. Sulla chiusura sono tutti d’accordo. Se Meloni e Marchini insistono sulla legalità e sul fatto che i rom italiani che ne hanno la possibilità debbano pagare le tasse e acquistare la casa come tutti, Fassina punta alle politiche sociali per contrastate le cause dell’illegalità. Meloni attacca: “Se un genitore italiano manda i propri figli a fare l’elemosina in metro il giorno dopo perde la patria potestà. Questo deve valere anche per i rom”.

    Tra gli altri tempi trattati anche il debito, le Olimpiadi e i rifiuti. Qua potete vedere tutti i video. Poi le scintille. Prima tra donne. La Raggi: “Onorevole Meloni, ora che si vergogna del suo passato fascista, prendendo 13 mila euro al mese come parlamentare, perché non si è dimessa candidandosi? La doppia poltrona le serve come paracadute se va male?”. La risposta: “Il taglio dello stipendio lo risolvo andando a fare il sindaco, che come si sa guadagna molto meno di un parlamentare. Si dimetteranno invece i parlamentari M5s venuti a commissariarla con lo staff? Perché di battista non si è dimesso?”.

    Raggi contro Marchini. Marchini: “Perché non fate più riunioni in streaming da un paio d’anni e il 60% dei comuni da voi amministrati ha problemi di onestà?”. Raggi: “Mi viene da ridere, facciamo sempre riunioni in streaming, lei non si è mai visto in Campidoglio in tre anni”. La Raggi spara quindi a zero su tutti: “Vogliamo riportare onestà, coerenza e trasparenza nelle istituzioni e questo spaventa tutti. Queste persone vogliono apparire più pulite di quanto siano in realtà”. È bagarre. Gli altri, risentiti, pretendono “rispetto”. Poi l’appello finale. La palla ora passa agli elettori.

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