Elezioni comunali 2016: Sumaya Abdel Qader e gli altri candidati islamici

Elezioni comunali 2016: Sumaya Abdel Qader e gli altri candidati islamici

Dall'italiano convertito all'Islam al 're del kebab'

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    Elezioni comunali 2016: Sumaya Abdel Qader e gli altri candidati islamici

    Sono tanti i candidati islamici alle elezioni comunali 2016. Si sentono italiani al cento per cento, pur essendo originari di altri Paesi e pur mantenendo la fede musulmana, e sono in corsa per i consigli comunali delle principali città. Sumaya Abdel Qader è la più chiacchierata. Nata a Perugia nel 1978 da genitori giordano-palestinesi, si è candidata per Beppe Sala (Pd) a Milano, città dove vive da quasi vent’anni.

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    Da destra è arrivata l’accusa di vicinanza ai Fratelli Musulmani, estremisti islamici. “Oltre a far parte del direttivo del Coordinamento associazioni islamiche di Milano (Caim), Sumaya Abdel Qader è anche la responsabile della sezione Youth & Students della Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa che è considerata una costola della Fratellanza Musulmana a Bruxelles” ha attaccato Il giornale. Eppure tanto estrema non può essere, visto che è stata tacciata di essere apostata dai veri fanatici in una pagina Facebook (Cronache islamiche – informazione islamica): “Candidarsi per incarichi pubblici di uno Stato che non applica la Sharia significa riconoscere la legittimità di questo Stato, e questo porta automaticamente fuori dall’Islam. I veri musulmani non partecipano alla politica di uno Stato che non applica la Sharia”.

    Sumaya ha ricevuto la solidarietà di molti cittadini italiani: “Io continuo la mia battaglia per costruire ponti, avvicinare culture, tradurre i sentimenti e contribuire a rispondere ai bisogni”. E si è difesa così dalle accuse piovute da destra: “Un giorno sono pericolosa estremista, il giorno dopo gli estremisti mi danno dell’apostata. Poi il mio impegno per contrastare la violenza sulle donne diventa al contrario pro spose bambine. Poi mi sveglio moglie di un inneggiatore alla distruzione di Israele, poche ore dopo divento sostenitrice di Israele”.

    Maryan Ismail

    Sempre nella lista Pd per Sala a Milano c’è Maryan Ismail, rifugiata somala di 56 anni. Suo fratello, ambasciatore somalo all’Onu, fu ucciso dagli estremisti islamici in Somalia. Maryan si batte contro l’islam politico e l’estremismo. A Milano non è più in lista Samh Aly, 37enne di origini egiziane. Ha preferito ritirarsi dopo aver ricevuto accuse di estremismo, dopo la diffusione di una foto in cui era ritratto con un predicatore considerato estremista, interdetto dal ministro degli Interni Angelino Alfano. “Le calunnie nei miei confronti mettono in pericolo la mia persona e i miei familiari e la gente che mi sta vicino. Decido dunque di non confermare la mia candidatura e consultare il mio avvocato per valutare azioni legali”, si è difeso lui.

    Tra i candidati di San Giuliano Milanese, sempre sponda Pd, c’è Sinan Al Qudah, 23 anni, nato in Italia da genitori giordani. È figlio d’arte: la mamma, Muntaha Whasheh, fu la prima donna musulmana a essere eletta consigliere comunale a San Giuliano.

    Ikram El Mostachrik

    Nella lista di Passoni, a sostegno del sindaco di Torino Piero Fassino, troviamo Suad Omar. Nata in Somalia 28 anni fa, dal 2000 è cittadina italiana. “Ho deciso di candidarmi a queste elezioni per il Consiglio comunale di Torino perché sono convinta che un’Europa senza muri sia possibile solo costruendo una comunità senza barriere e senza divisioni”, ha annunciato la donna che anni fa subì un’aggressione razzista.

    A Coggiola, paesino piemontese, tra i candidati c’è la 19enne Ikram El Mostachrik, nata in Italia da genitori marocchini. Una dei cosiddetti italiani di seconda generazione: “Molti non accettano che io sia musulmana e che porti il velo, altri se la prendono con le mie origini marocchine e qualcuno addirittura mi accusa di rubare spazio agli italiani”.

    A Rimini, candidato con una lista indipendente di sinistra, c’è Alessandro Cavuoti. Italianissimo, convertito all’Islam nel 1993. Si è candidato in funzione antirazzista: “Mi sono candidato alle elezioni perché di fronte all’aggressione delle destre xenofobe e identitarie in tutta Europa è un dovere individuale mobilitare le proprie energie fisiche, morali e intellettuali per respingere la diffusione di questa contagiosa marea nera”. Nella sua lista c’è un’altra candidata islamica, Fatima Berrima, nata in Marocco e cittadina italiana.

    A sostegno di Virginio Merola (Pd), a Bologna, c’è l’albanese Albion Bucpapaj. Nella lista “Coalizione Civica per Martelloni sindaco”, più a sinistra, c’è il 37enne marocchino Aziz Chergui Ouadeh. Scendiamo nella Capitale, dove ad appoggiare Roberto Giachetti c’è Emin Ozturk. Nato in Turchia, è a Roma dal 2001: è soprannominato il “re del kebab”. Anche lui è stato accusato di estremismo. “È solo fango”, si è difeso.

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