Differenza tra scheda bianca e nulla: guida al voto

Differenza tra scheda bianca e nulla: guida al voto
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/11/2016 07:17

    Scheda elettorale

    In vista delle elezioni amministrative, in programma per il prossimo 5 giugno, una domanda può sorgere spontanea in molti elettori, soprattutto tra coloro che hanno intenzione di astenersi dal voto o di invalidarlo in segno di protesta: qual è la differenza tra scheda bianca e nulla?
    Innanzitutto è doveroso ricordare che il voto è un diritto, oltreché un dovere di ogni cittadino che abbia raggiunto la maggiore età. Tuttavia è anche consentito astenersi in maniera passiva, ovvero non andando fisicamente a votare oppure in maniera attiva, recandosi alle urne e lasciando la propria scheda bianca.
    E’ altresì possibile andare alle urne e invalidare la propria scheda, rendendola così nulla: si può scegliere questa opzione per diversi motivi, uno su tutti, in segno di protesta e dissenso politico. Esiste però anche il caso in cui una scheda viene annullata, semplicemente perché non è stata compilata correttamente.
    In entrambi i casi si tratta comunque di ‘non voto’, ma esistono delle importanti differenze tra le due situazioni. In vista delle prossime elezioni amministrative, che sono praticamente dietro l’angolo, è bene fare chiarezza, così da sciogliere tutti i dubbi degli elettori e consentire loro di scegliere l’opzione che ritengono più giusta, in maniera del tutto consapevole. Scoprite tutti i dettagli nella nostra breve guida al voto.

    La scheda bianca non riporta alcun segno e in pratica viene riposta nell’urna senza alcuna variazione, esattamente così come viene consegnata all’elettore. Si tratta di una forma attiva di astensionismo proprio perché il cittadino si reca alle urne e sceglie volontariamente di non esprimere la propria preferenza. La scheda bianca è dunque considerata valida a tutti gli effetti. Influisce sulla percentuale di afflusso alle urne, senza però contare ai fini del risultato finale. L’unico vero problema della scheda bianca è che al momento dello spoglio, in maniera del tutto illegale, uno degli scrutatori potrebbe decidere di apporre furtivamente una x sulla casella del candidato di sua preferenza.

    La scheda nulla si verifica quando il voto non è chiaro: compaiono dei segni difficilmente comprensibili o anche l’indicazione del proprio candidato preferito è stata apposta in maniera non conforme al regolamento ministeriale. Sull’esito finale delle votazioni, le schede nulle non apportano alcuna variazione, poiché non vengono considerate valide. Vengono tuttavia conteggiate nelle statistiche che stabiliscono l’afflusso alle urne. Ecco i casi principali in cui la scheda è considerata nulla: • La posizione della X sulla scheda non rispetta i criteri stabiliti dal regolamento; • Ci sono scritte o scarabocchi che esprimono insulti e dissenso; • La scheda non è autenticata; • La volontà dell’elettore non è espressa in maniera univoca. La scheda nulla per le liste: • Il voto per il sindaco è valido, ma non è comprensibile la preferenza dell’elettore per quanto riguarda le liste dei candidati consiglieri; • La scheda riporta la preferenza del sindaco sul contrassegno di due o più liste; • La scheda non riporta alcun voto per il sindaco ma mette la X su più liste.

    Meglio optare per la scheda bianca o la scheda nulla? Considerato che entrambe non influenzeranno il risultato finale, è bene decidere in base al messaggio che si intende far passare. In linea generale, con la scheda bianca si esprime indifferenza nei confronti di quello che sarò l’esito delle elezioni. Mentre la scheda nulla lascia trapelare un dissenso importante: recarsi alle urne per invalidare volontariamente la propria scheda significa aver assunto una posizione chiara e definita nei confronti della politica, che nella maggior parte dei casi corrisponde a malcontento.

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