Renzi: possibili interventi su pensioni minime, il piano del governo

Renzi: possibili interventi su pensioni minime, il piano del governo

Per il premier chi va in pensione prima, però, 'deve rinunciare a qualcosa'

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    Renzi: possibili interventi su pensioni minime, il piano del governo

    Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi interpellato da Repubblica tv parla delle pensioni, annunciando possibili interventi sugli assegni minimi dichiarando che ”le pensioni minime sono troppo basse” e quindi sono in valutazione eventuali soluzioni al problemi. Il premier ha poi aggiunto un pensiero a chi svolge impieghi pesanti: ”Vanno trovate delle soluzioni per chi ha fatto dei lavori usuranti”, a patto che si tratti di interventi ”che salvino i conti pubblici”. Ma attenzione, Renzi ci tiene a precisare che ”Nessuno deve temere per la propria pensione, non ci sono ipotesi di lavoro sulla reversibilità. Dobbiamo capire se, nell’ambito delle regole europee e della legge Fornero, a quella categoria di persone rimaste un po’ schiacciate tra incudine e martello possiamo dare l’anticipo pensionistico, l’Ape. Ne stiamo discutendo”. In cosa consiste dunque il piano del governo?

    Sul tavolo ci sono necessità di intervenire per le pensioni, per gli autonomi, per il ceto medio e famiglie. Il problema è che il ceto medio ancora soffre”, ha detto il premier Matteo Renzi. ”Nessuno deve temere per le propria pensione, tranquillità per tutti”, ha poi spiegato il premier. ”La vera scommessa è sapere se possiamo dare un anticipo pensionistico, l’Ape, a chi deve aspettare per la legge Fornero. Ne stiamo discutendo. Chi va in pensione prima deve rinunciare a qualcosa. I tempi sono quelli della legge di stabilità, cioè i prossimi 3-4 mesi”. Il piano del governo su previdenza, lavoro e welfare sta lentamente prendendo forma. Tra i temi sul tavolo, dunque, ci potrebbe essere anche quello dell’estensione degli 80 euro ai pensionati. Ecco le principali ipotesi di lavoro:

    • APE – E’ l’anticipo pensionistico annunciato dal premier Renzi. Prevede un’uscita anticipata fino a tre anni con penalità crescenti e modalità di applicazione diverse. Il governo ha infatti in mente di penalizzare maggiormente chi decide di lasciare volontariamente il lavoro, rispetto a chi il lavoro lo ha perso.

      In caso di ristrutturazioni aziendali che prevedono prepensionamenti anche le aziende si dovranno far carico degli oneri. Nel dettaglio nei piani del governo già con la prossima legge di Stabilità si metterà mano alla legge Fornero, rendendo possibile l’uscita anticipata fino a un massimo di tre anni per i nati tra il 1951 e il 1953. La penalizzazione potrebbe oscillare tra l’1% e il 3%, ma potrebbe arrivare fino al 4% per redditi elevati.

    • DETASSAZIONE DELLA PREVIDENZA INTEGRATIVA – Allo studio anche l’ipotesi di abbassare la tassazione sulla previdenza, attualmente al 20%, e di rendere più flessibile l’utilizzo del Tfr nei fondi pensione. BONUS 80 euro – Nei piani di Palazzo Chigi anche l’estensione ai pensionati del bonus degli 80 euro. I dettagli dell’operazione sono ancora da mettere a punto anche per valutare l’impatto sui conti pubblici.
    • TAGLIO DEL CUNEO FISCALE E COSTO DEL LAVORO – Sul tavolo anche proposte sulle politiche del lavoro. Oltre a misure di sostegno alla crescita il governo si è impegnato con i sindacati a procedere a un taglio del cuneo fiscale e il ministro del lavoro Poletti ha confermato l’impegno a mantenere il costo del lavoro per l’occupazione stabile più basso di quello per l’occupazione a tempo.
    • AREE DI CRISI – Tra i campi di intervento anche la gestione delle aree di crisi per le quali è allo studio l’introduzione di ammortizzatori sociali studiati appositamente.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Governo RenziMatteo RenziPensioniPolitica Ultimo aggiornamento: Martedì 24/05/2016 18:42
     
     
     
     
     
     
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