Elezioni Napoli, il programma di Valeria Valente

Elezioni Napoli, il programma di Valeria Valente

Napoli Vale è il manifesto elettorale della candidata Pd

    Elezioni Napoli, il programma di Valeria Valente


    Scopriamo il programma di Valeria Valente, candidato sindaco del Pd alle elezioni di Napoli. Napoli Vale è il suo lungo manifesto elettorale, scaricabile dal sito ufficiale della vincitrice delle primarie del Partito Democratico. Lo abbiamo letto e lo sintetizziamo con i punti principali del suo programma.

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    Il bilancio del Comune di Napoli va ricostruito su tre pilastri principali. Ai fini del recupero dell’evasione tributaria, è necessario procedere alla unificazione di tutte le banche dati del Comune, in primis quelle Imu e Tari. Occorre poi prevedere la creazione di una unità operativa di programmazione e valutazione. Il secondo pilastro è la vendita del patrimonio immobiliare. Il terzo pilastro riguarda la gestione delle società partecipate. Vanno trovati partner privati ai quali affidare la gestione di alcuni dei servizi pubblici.

    realizzare la Smart Bay di Bagnoli, un sistema tecnologico integrato per la raccolta di dati ambientali (ecologici, geofisici, biologici oceanografici), sociali ed economici. Incrementiamo i flussi portuali. Bisogna ricreare il grande movimento che il mercato ittico napoletano. Risulta essenziale ritrovare la piena balneabilità del mare. Diviene possibile prevedere la piena e completa utilizzazione del lungomare da Coroglio a Bagnoli, e perché no anche di Chiaia, per attività di balneazione, ricettività, e portualità turistica, favorendo l’attrazione di investimenti nell’intera area flegrea.

    Incoraggiare le visite ai posti meno battuti con iniziative tipo le prime domeniche del mese gratis;
    Aprire, anche grazie al supporto del Ministero, il maggior numero possibile di strutture oggi chiuse al pubblico, nel disinteresse generale;
    Identificare forme di finanziamento per la cultura (fundraising, mecenatismo), costituendo una task force dedicata al reperimento dei finanziamenti;
    Monitorare e programmare gli interventi, in modo da avere parametri oggettivi di riferimento per garantire la qualità dei risultati raggiunti, e partire da questi per stabilire l’allocazione delle nuove risorse, superando l’attuale discrezionalità;
    Censire le strutture culturali presenti sul territorio (biblioteche, archivi, ecc);
    Istituire presidi culturali in tutti i quartieri al fine di stimolare la crescita sociale;
    Ripensare le politiche culturali in funzione della dimensione metropolitana;
    Creare una Città della musica, del teatro e del cinema, una struttura con un auditorium di circa 12.000 posti per eventi musicali e teatrali, capace anche di accogliere le produzioni cinematografiche per le riprese in “interni”.

    Attivazione di partenariati pubblico/privato, sia in fase di progettazione che di gestione, per garantire sostenibilità agli investimenti pubblici;
    Individuazione delle linee di sviluppo economico e industriale, per comparti territoriali.
    Promozione di percorsi di creazione d’impresa di filiera e di presidi di incubazione, in connessione con gli spazi pubblici da valorizzare;
    Mappatura dei distretti urbani tematici;
    Incentivazione, nel public procurement, del ricorso a prodotti e soluzioni proposte da start up;
    Promozione degli investimenti esteri;
    Verifica degli strumenti di pianificazione urbana, in coerenza con il nuovo orizzonte metropolitano.

    Lavorare attivamente e con forza sul senso del decoro, della pulizia e della sicurezza, questioni che emergono prepotentemente come le domande più accorate che la città pone ai suoi amministratori;
    Rigenerare quartieri e aree dismesse (ad es.: Molo San Vincenzo, ex Corradini, Macello Comunale, Centrale del Latte);
    Rendere funzionali e fruibili gli spazi urbani di proprietà del Comune sotto e mal utilizzati;
    Incrementare la dismissione di patrimonio pubblico;
    Riequilibrare i centri urbani impoveriti dal progressivo svuotamento di funzioni;
    Rifinanziare su larga scala il progetto SIRENA, per la riqualificazione di condomini e fabbricati, in sinergia con il Fascicolo del Fabbricato, ovvero: prendiamoci cura della pelle così come dello scheletro dei nostri edifici;
    ‘Spostare’ il Centro nelle periferie, integrandole agli spazi urbani principali;
    Sollecitare gli stanziamenti statali per il Fondo sociale per l’affitto;
    Rivedere le procedure di assegnazione degli alloggi.

    Dall’analisi qualitativa condotta sulle scuole comunali napoletane sono emerse sei aree di d’intervento: edilizia scolastica e sicurezza, servizi scolastici, trasporto scolastico, inclusione, aumento delle risorse economiche, riduzione dei costi delle famiglie.

    L’ambiente non è un punto del programma, è tutto il programma riguardato dal punto di vista del bene ambientale.
    È mobilità sostenibile (trasporto pubblico eco-compatibile, bike-sharing, car-sharing); è gestione del territorio (rigenerazione e riqualificazione urbana, zero consumo di suolo); è manutenzione (aree verdi da potenziare; piani di risparmio energetico nelle strutture pubbliche; illuminazione a led); è economia (distretto industriale knowledge-based; smart specialization, economia circolare) è cultura e formazione (azioni positive e best practice, progetti scolastici e collaborazione con università ed enti di ricerca); è mare (depurazione delle acque).

    Sport significa solidarietà, comunità, coesione sociale, legalità, integrazione, mutualità, sostenibilità, rispetto. Sport significa partecipazione. Le tradizionali «agenzie educative» (la scuola, la famiglia) vanno sostenute, ma nel movimento sportivo e nell’aggregazione giovanile sportiva esse possono trovare un sostegno fondamentale.

    Tra gli interventi a medio termine sono stati individuati:
    L’acquisto di almeno 10 treni (anche per linea 6) ed almeno 100 autobus ecocompatibili;
    La realizzazione di una carta della mobilità unica (UNiCard), anche sotto forma di App, per fornire ai possessori servizi informativi, possibilità di prenotazione e pagamento online;
    L’istituzione di servizi di trasporto a prenotazione (Dial a Ride), in particolare per servizi notturni e per disabili;
    L’apertura all’esercizio di nuove stazioni e fermate già previste della linea 1 e della linea 6, nonché di nuove fermate (ad esempio, la fermata tecnica di S. Martino della Funicolare di Montesanto);
    L’estensione della rete tramviaria (ad esempio, fino a Piazza Carlo III) per diffondere l’utilizzo di un sistema di trasporto di massa a basso impatto ambientale e ad elevata qualità per gli utenti, con possibilità di riqualificare gli assi stradali utilizzati (ad es. Corso Garibaldi);
    Una nuova disciplina di distribuzione merci e di transito e sosta dei bus turistici in città;
    La realizzazione di 50 nuove rotatorie stradali e la manutenzione ordinaria di almeno 30 km di viabilità all’anno;
    Infine, sono necessari interventi finalizzati ad incentivare i sistemi di mobilità innovativa.

    Stipuliamo un Accordo Territoriale di Sicurezza Integrata per lo Sviluppo e la Legalità per la Città di Napoli, che funga da quadro generale per le azioni da adottare, precise e misurabili nel loro impatto.
    Firmiamo un protocollo con l’ANAC per il monitoraggio degli appalti pubblici e la prevenzione della corruzione.
    Dettagliamo, presso ogni Municipalità e ogni Comune dell’area metropolitana, livelli di responsabilità e competenza, per un lavoro comune che coinvolga istituzioni e associazioni, scuole, sanità, volontariato.
    Riqualifichiamo uno spazio pubblico in ogni quartiere, affidandolo, ai cittadini sotto la regia del Comune, con una dotazione finanziaria propria. In ciascuno dei quartieri della città e dell’area metropolitana si annidano sacche di periferia. Anche per questo vanno tenute aperte le scuole d’estate (e in questo senso il Governo si è già mosso), ma il progetto deve interessare non solo Forcella e Rione Sanità, ma anche le altre zone della città a rischio (il Pallonetto e la Zona Est, per citarne alcune).
    Realizziamo almeno 5 grandi centri di poli-aggregazione, in cui la comunità vive e sostiene esperienze artistiche, culturali, sociali.
    Realizziamo centri antiviolenza e sportelli di assistenza per le donne maltrattate in ciascun quartiere della città.
    Valorizziamo in tutta l’Area metropolitana i beni confiscati promuovendo l’impegno e la testimonianza civile. Collochiamo presso i beni confiscati case per donne maltrattate. La riforma dell’Agenzia Nazionale permetterà di re-immettere nei circuiti dell’economia legale patrimoni, beni e aziende altrimenti congelati e inutilizzati. Dimostriamo che lo Stato sa valorizzare e far funzionare.
    Riportiamo a Napoli la sede della Scuola regionale della Polizia locale.
    Disseminiamo il territorio di telecamere intelligenti e potenziamo l’illuminazione pubblica, grazie agli interventi resi disponibili dalla programmazione regionale.
    Utilizziamo i droni per il monitoraggio ambientale, dandoli in dotazione alla polizia locale.
    Promuoviamo l’alfabetizzazione sanitaria nelle scuole, insieme ai progetti di educazione civica e alla legalità nelle scuole.

    Una delle priorità in molti campi sia in termini di prevenzione (bambini, adolescenti) sia in termini di assistenza (anziani e disabili) è l’integrazione socio sanitaria che nasce da un forte rapporto collaborativo tra Comune e Regione, e da questo poi discende sui territori tra Asl e servizi sociali. Servizi per le donne, per l’infanzia, per l’età evolutiva, per i tossicodipendenti, per la terza età, per i disabili (fisici e psichici), sono inefficaci senza una forte integrazione di fondi e competenze tra sistema sociale e sanitario.

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