Non solo unioni civili gay: altre ragioni per cui si dovrebbe scendere in piazza

Non solo unioni civili gay: altre ragioni per cui si dovrebbe scendere in piazza
da in Banche, Diritti, Mafia, Parlamentari, Parlamento Italiano, Pensioni, Politica, Unioni civili
Ultimo aggiornamento: Martedì 17/05/2016 16:50

    Manifestazione in piazza

    Quali sono le cose per cui gli italiani dovrebbero scendere in piazza? La questione che negli ultimi mesi ha diviso l’opinione pubblica e spinto migliaia di persone a manifestare è stata quella delle unioni civili gay. Il ddl Cirinnà, approvato anche alla Camera a maggio, non è ovviamente l’unico problema del nostro paese: ce ne sono altri che meriterebbero la sollevazione popolare ma sembrano lasciarci indifferenti. Senza voler sminuire l’importanza di questa tematica, abbiamo immaginato una settimana all’insegna della protesta. Italiani in piazza per sostenere battaglie importanti, le prime che ci sono venute in mente, alcune forse utopiche. Ogni giorno una manifestazione.

    Manifestazione contro la mafia

    Lunedì tutti in piazza contro la mafia che, se fosse un’azienda, sarebbe la più ricca in Italia: Mafia SPA avrebbe in mano un terzo dell’economia italiana. Secondo lo studio promosso da Unimpresa la criminalità organizzata gestisce un giro di affari di 180 miliardi di euro l’anno, per un utile che supera i 100 miliardi. Le mafie si alimentano, tra le altre cose, strozzando un quinto degli imprenditori italiani attraverso estorsioni, usura, truffe, rapine, furti, contraffazione, abusivismo, appalti pilotati. “La Mafia spa è una vera e propria holding company, è la più grande azienda italiana e la prima banca d’Italia. Condiziona il mercato, fa i suoi prezzi e butta fuori i concorrenti. Solo il ramo commerciale della criminalità organizzata rappresenta quasi il 10% del Pil nazionale”. Difficile quantificare alla perfezione il giro di affari delle mafie. I dati possono variare in base all’anno (questi di Unimpresa sono del 2014) e all’istituto di ricerca. Ma la sostanza è sempre la stessa. Come disse l’allora procuratore Antimafia Pietro Grasso (oggi Presidente del Senato), tra riciclaggio, evasione e corruzione “un terzo dell’economia italiana è malata”.

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    La sede dell'INPS

    Difficile che i giovani, alla disperata caccia di un lavoro più o meno sicuro, si mettano a pensare già a quando saranno anziani. Ma ritenere la pensione una preoccupazione prematura è sbagliato: bisognerebbe scendere in piazza per lottare per un diritto che non sarà più scontato come una volta. L’allarme pensioni l’ha lanciato il presidente dell’INPS Tito Boeri: i trentenni rischiano di lavorare fino a 75 anni senza prendere la pensione o prendendola inferiore a quelle di oggi.

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    Parlamentari

    Se il martedì i giovani sono scesi in piazza per manifestare per il diritto alla pensione, mercoledì vi tornano per sfogare la rabbia contro i privilegiati dalle pensioni d’oro. Parlamentari che, grazie a pochi anni al servizio della cosa pubblica (si fa per dire) portano a casa cifre che l’italiano medio non guadagna nel corso dell’intera vita lavorativa. Lo Stato provvede a pagare 30mila pensioni d’oro a una casta di politici e giudici, per un costo di un miliardo e mezzo all’anno.

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    Banche e politica

    Non serve scomodare le teorie del complotto per capire il potere che le banche esercitano sulla politica e sulle riforme. A spingere gli italiani a manifestare dovrebbero essere anche vari i decreti salva banche che salvano i ricchi banchieri ma non tutelano i comuni risparmiatori. Come il pensionato di Civitavecchia suicidatosi dopo aver perso tutti i risparmi conservati nella Banca Etruria.

    Slot machine

    Venerdì tutti in piazza contro lo Stato biscazziere che guadagna sulla pelle dei cittadini malati di gioco d’azzardo. Lo Stato ogni anno intasca un sacco di miliardi grazie al gioco d’azzardo. Per questo non ha nessun interesse a contrastare seriamente un fenomeno che può creare dipendenza come la droga: la ludopatia (la dipendenza compulsiva dal gioco d’azzardo) invece di un problema diventa una fonte di reddito.

    Palazzo Chigi

    Sabato tutti in piazza contro la casta e lo spreco di denaro pubblico. In Italia, soprattutto negli ultimi anni di crisi, il mantra con cui si giustifica tutto è: “Non ci sono soldi”. Non ci sono soldi per assumere disoccupati, per rinnovare le infrastrutture, per migliorare il trasporto pubblico e tutti i servizi come la sanità. Non ci sono soldi per risollevare le sorti dell’Italia. Peccato che ogni anno per mantenere i privilegi della casta e il vecchio carrozzone della macchina statale si dilapidino miliardi e miliardi. Pensate a quante cose si potrebbero fare risparmiando, ad esempio, sugli stipendi d’oro dei dipendenti pubblici o sulle opere pubbliche rimaste incompiute. Per non parlare dei furbetti della pubblica amministrazione.

    processo tribunale

    In piazza anche domenica. La tentazione di rimanere a casa sul divano era forte, ma poi gli italiani hanno pensato alla giustizia. Lenta, inefficiente, spesso ingiusta. Per arrivare a una sentenza ci vogliono anche dieci anni, e grazie alla prescrizione i colpevoli la fanno spesso franca. Per non parlare dell’impunità dilagante e della certezza della pena che resta utopia. Per la disperazione delle vittime di reati e la gioia dei politici che con la questione sicurezza (che nessuno una volta al potere risolve davvero) guadagnano consenso.

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