Dire che Salvini è nazista non è reato: assolto il segretario di Rifondazione Comunista

Dire che Salvini è nazista non è reato: assolto il segretario di Rifondazione Comunista

Il leader della Lega querelò Paolo Ferrero per un post su Facebook

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    Dire che Salvini è nazista non è reato: assolto il segretario di Rifondazione Comunista

    Dire che Salvini è un nazista non è reato. Il Gip di Torino ha infatti assolto il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, per un post su Facebook contro il segretario della Lega pubblicato l’anno scorso. “Salvini non è uno sciacallo ma un nazista“, scrisse Ferrero, facendo scattare la querela da parte del leader leghista. Il pm aveva presentato richiesta di emissione di decreto penale, ma il giudice per le indagini preliminari ha chiuso il caso, assolvendo Ferrero perché il fatto non costituisce reato. “Nell’ambito della critica politica la continenza verbale assume una peculiare elasticità, in ragione dei toni abitualmente accesi ed aspri che caratterizzano la lotta politica“, ha motivato il gip nella sentenza.

    La polemica tra i due leader politici era nata su Facebook per un post di Ferrero. “Salvini non è uno sciacallo. Gli sciacalli agiscono per istinto animale non per calcolo. Salvini al contrario usa i disastri e lo spaesamento prodotti dal neoliberismo per costruire scientificamente la guerra tra i poveri e la ricerca di capri espiatori nel diverso.

    Salvini non è uno sciacallo ma un nazista, come quelli che all’inizio degli anni ’30 gridavano al complotto giudaico massonico“, scriveva il segretario di PRC.

    ferrero salvini nazista

    Il giudice ha rilevato che è prassi della politica usare toni “accesi e aspri” e ha specificato il senso delle parole di Ferrero, chiarendo, a suo giudizio, che il riferimento al nazismo nei confronti di Salvini è da riferirsi “non già alle politiche criminali di xenofibia e genocidio, quanto alla politica iniziale del movimento suddetto volto a produrre falsi nemici versi cui creare odio sociale“.

    Grande soddisfazione è stata espressa dallo stesso Ferrero per la conclusione della vicenda. “Sono evidenti i parallelismi tra le parole e i concetti che usa Salvini e quelli usati dai nazisti per prendere il potere. Chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per potersi difendere da chi ripropone tesi che nel passato hanno portato ad una barbarie che l’umanità – con il contributo determinante dei comunisti e delle comuniste – ha sconfitto“, si legge in una nota a commento su Facebook.

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