Il libro di Matteo Salvini: ‘Secondo Matteo – Follia e coraggio per cambiare il Paese’

Il libro di Matteo Salvini: ‘Secondo Matteo – Follia e coraggio per cambiare il Paese’

Dai tafferugli allo stadio alle ambizioni politiche del leader leghista

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    Matteo Salvini si racconta nel libro Secondo Matteo. Il leader della Lega Nord e ormai, secondo lui, del centrodestra, mette per iscritto visione politica, aneddoti e storie di vita vissuta. La sua prima fatica letteraria è disponibile in libreria dal 5 maggio. Il vangelo della nuova destra italiana Secondo Matteo è lungo quasi 240 pagine. Edito da Rizzoli (17 euro) è stato scritto con la collaborazione dei giornalisti Matteo Pandini di Libero e Rodolfo Sala di Repubblica. Due penne bipartisan.

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    Follia e coraggio per cambiare il Paese è il sottotitolo di un libro da cui emerge il ritratto di un politico ambizioso, che vuole mandare in pensione Silvio Berlusconi, con idee forti e chiare, e con un passato a prendere botte dagli studenti di sinistra e dagli ultras atalantini.

    “Ha fatto sembrare i politici tradizionali dei matusalemme. Ha schiacciato e spedito nel reparto delle anticaglie i tentativi di nuovo centrodestra destinati a diventare flop. Ha annichilito gli avversari parlando in modo chiaro e concreto. Tutto nel volgere di pochi mesi, con un succedersi di blitz, di guerre lampo senza paragoni in Italia. L’avanzata fulminea di Matteo Salvini ha sorpreso tutti, eppure la sua storia con la Lega è cominciata quando era ancora un ragazzino, nella Milano degli anni Ottanta. È una storia profondamente intrecciata alla scoperta di una politica fatta tra la gente e per la gente, a partire dai chilometri in bicicletta per attaccare i manifesti elettorali, passando per i microfoni di Radio Padania e il Parlamento europeo, fino alla nomina a segretario federale della Lega, che lo ha fatto diventare uno dei personaggi chiave della scena politica italiana”.

    “Sono in estasi davanti alla sua energia” ha detto di Salvini Marine Le Pen, leader dell’estrema destra francese e sua grande alleata. “È un uomo estremamente coraggioso e può andare al governo”. Ed è questo l’obiettivo di Salvini, che si vede prima leader del centrodestra e poi premier. Le ragioni per cui l’ex Cavaliere (come ha dimostrato lo strappo di Roma) non può essere più “il cardine della coalizione”, secondo Matteo, sono che “è troppo vecchio”, “è azzoppato dalla legge Severino”, “la Lega è più forte di Forza Italia”. Conclusione: “Tocca a me l’onore e l’onere di guidare l’opposizione contro il Pd”.

    Nel vangelo Secondo Matteo ci sono le sue visioni, risapute, su immigrazione, rom, sicurezza, Islam, tasse, Europa. Ci sono anche citazioni di Gramsci, don Milani, Frédéric Mistral, Rousseau e Salvemini. E persino del Divino Otelma. Questa la perla di saggezza: “È giunto il tempo – per i popoli europei – di riprendere in mano il proprio destino glorioso e recuperare le radici culturali compromesse da grotteschi personaggi di dubbia caratura culturale e politica. È giunto il tempo della riscossa”.

    Amen. “Da quando sono diventato parlamentare europeo, infatti, il Divino mi scrive delle e-mail per prevedere il futuro”, spiega Salvini.

    Il politico racconta aneddoti di gioventù, come la passione per Zorro e per il cantautore De André (del resto si reputa, paradossalmente, “più a sinistra” di Renzi). Come le comparsate televisive nei giochi a quiz o da Funari. Come il primo lavoro a Burghy, di cui conserva fieramente la divisa. E il tifo sfegatato per il Milan: Salvini non si separa mai dal “santino” di Franco Baresi. Tifo che gli è costato anche le botte. Come in una terribile trasferta a Bergamo, quando aveva 17 anni, in cui scoppiarono violenti tafferugli con lanci di pietre tra le tifoserie. Uno spavento talmente grande che il giovane Matteo non capì nemmeno quanto finì la partita. Sempre a proposito di botte, da ragazzo fu aggredito da studenti comunisti.

    E poi ci sono i rapporti con i politici. A partire dai compagni leghisti Bossi e Maroni, Pisapia (“un cattivo sindaco ma una brava persona”), Formigoni (all’epoca in cui era governatore della Lombardia ci fu un grosso litigio). E con Berlusconi, ovviamente. “Un leader politico al quale riconosco un ruolo fondamentale, ma che oggi non può più essere il solo cardine della coalizione”, ha detto Salvini durante la presentazione ufficiale del libro nella sede della Stampa Estera. Il leader leghista, invitando alla lettura anche gli avversari politici, rivendica con orgoglio: “Quando mi danno del populista per me è un complimento”. Populista, tra l’altro, è il nome del suo nuovo blog. Dopo il blog arriva il libro. La comunicazione, per uno che aspira a Palazzo Chigi, è fondamentale.

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