Elezioni Roma, Razzi: ‘Porterò in città 500mila gatti asiatici e Kim Jong-un’

Elezioni Roma, Razzi: ‘Porterò in città 500mila gatti asiatici e Kim Jong-un’

La ricetta del candidato sindaco per salvare la Capitale

    Elezioni Roma, Razzi: ‘Porterò in città 500mila gatti asiatici e Kim Jong-un’


    Antonio Razzi, tra i candidati sindaco alle prossime elezioni di Roma, ha la ricetta per salvare la Capitale dalla sporcizia e dal degrado. Idee da grande statista: importare 500mila gatti asiatici e quel “vecchio democristiano” di Kim Jong-Un, il democraticissimo dittatore della Corea del Nord.

    Andiamo in ordine. Razzi (che nel 2010 insieme a Domenico Scilipoti tradì Antonio Di Pietro per salvare il suo futuro nuovo capo Silvio Berlusconi) pare faccia sul serio. Vuole davvero candidarsi a Roma. Lo aveva annunciato a fine marzo, convinto dagli abruzzesi che vivono nella Città Eterna: “Mica sono più fesso di qualche altro. Sono in grado di fare il sindaco di Roma, tengo la capoccia. Cosa posso fare? Tante cose… Vivo qua da dieci anni, ormai è tutto un disastro… Roma deve tornare a essere quella degli anni Sessanta”.

    La sua prima ricetta anti-degrado era arrivata il 1 aprile, quando aveva detto di voler imitare il modello Pyongyang, la capitale della liberissima Corea del Nord: “Dovremmo copiare da loro sia sulla sicurezza che sulla pulizia. Lì non trovi tutta la monnezza che c’è a Roma. Sarebbe un bene per i romani. Lì se vai a prendere la metro, puoi mangiare per terra, perché luccica, è pulitissima. Se io vado alla metropolitana di Roma, invece, mamma mia, si salvi chi può”.

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    E ancora, Razzi aveva immaginato un weekend romano (magari a bordo della vespa come nel mitico film Vacanze romane) insieme a Kim Jong-Un: “Potremmo fare un gemellaggio con lui. Sicuramente lo inviteremo a un grande evento. Potrebbe venire alla finale di Coppa Italia, lui ama molto il calcio. Oppure potrebbe venire al derby accanto a me. Io con la fascia tricolore, lui vicino a me in tribuna”.

    Già ce lo immaginiamo il dittatore nordcoreano che arriva a Roma per la finale di una Coppa che ormai interessa poco pure agli italiani. Vista la data della sparata, avevamo pensato a un pesce d’aprile. Invece no. Razzi era serio. Del resto lui (così come Matteo Salvini) è davvero un ammiratore della Corea del Nord.

    Risolto il problema sicurezza, il senatore di Forza Italia il 12 aprile ha presentato il suo programma anti-ratti. Razzi contro ratti: “Uno dei punti principali del mio programma da sindaco di Roma è liberare la città dai ratti che ormai l’hanno praticamente invasa. Non c’è più tempo, più giorni passano e più aumentano i topi che ormai hanno praticamente usurpato la città eterna”. Altro che Mafia Capitale nei palazzi, corruzione, appalti truccati, traffico, mezzi pubblici indecenti, degrado e microcriminalità impunita in metropolitana. Il problema di Roma sono i topi: “E allora ecco la mia ricetta per risolvere questo annoso problema che assilla ormai da tempo i romani: ho già preso contatti per far arrivare a Roma qualcosa come 500mila gatti asiatici che saranno poi dislocati nei punti nevralgici della città per una sorta di mega derattizzazione all’insegna della migliore salvaguardia dell’ambiente”. Chi si occuperà dei gatti? Nuovi posti di lavoro? No: “La cura di questi gatti sarà affidate alle simpatiche gattare romane che per questo potranno ricevere anche un contributo”. Come se a Roma mancassero i gatti.

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