Riforme costituzionali di Renzi: Senato, province e tutti gli altri cambiamenti

Riforme costituzionali di Renzi: Senato, province e tutti gli altri cambiamenti
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13/04/2016 14:50

    Volute ardentemente da Matteo Renzi, sono state discusse in sesta lettura le riforme costituzionali proposte dal ministro Boschi. Il disegno di legge che va a modificare in maniera sostanziale la Costituzione italiana è stato approvato dall’Assemblea con 361 sì e sette no. Hanno votato solo i partiti di maggioranza, mentre le opposizioni hanno lasciato l’Aula, in protesta al Ddl Boschi, dopo le dichiarazioni di voto. I cittadini italiani elettori saranno chiamati ad approvare il disegno di legge Boschi nel referendum del prossimo ottobre. In che modo cambieranno quindi le cose? Vediamo nelle schede di seguito in che cosa consistono queste importanti riforme costituzionali.

    La Camera dei Deputati sarà l’unica assemblea legislativa e l’unica a votare la fiducia al Governo, segnando dunque la fine del cosiddetto bicameralismo perfetto. I deputati rimarranno 630.

    Il Nuovo Senato sarà composto da 95 eletti dai consigli regionali più 5 membri nominati dal Capo dello Stato, che resteranno in carica per 7 anni. Scende quindi il numero, da 315 a 100. Avrà una competenza legislativa soltanto sulle riforme costituzionali e potrà chiedere alla Camera la modifica delle varie leggi, anche se Montecitorio avrà facoltà di non tener conto della richiesta.

    I 95 senatori saranno divisi tra le regioni in base al loro peso demografico, ‘in conformità alle indicazioni espresse dagli elettori alle elezioni politiche’. Gli altri 5 potranno essere nominati dal Presidente della Repubblica. Continueranno a sedere a Palazzo Madama gli ex inquilini del Quirinale.

    I senatori godranno delle stesse immunità dei deputati. In mancanza di autorizzazioni specifiche, non possono essere arrestati o sottoposti a intercettazione.

    Allo Stato vengono riportate alcune competenze, come le energie, le infrastrutture importanti e le grandi reti di trasporto. La Camera potrà approvare anche leggi nei campi di competenza delle regioni, quando alcuni argomenti riguardano l’intero interesse nazionale.

    Sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Nei primi 3 scrutini servono due terzi dei componenti, dal quarto si scende a tre quinti, dal settimo sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

    L’elezione dei 5 dei 15 giudici costituzionali eletti dal Parlamento saranno così suddivisi: 3 dalla Camera e 2 dal Senato, nominati non in seduta comune.

    Per un referendum abrogativo occorreranno 800.000 firme (quorum 51% dei votanti delle ultime politiche) e non più 500mila. Invece se la raccolta firme si attesta tra le 500 e 800mila resta il quorum del 51% degli aventi diritto al voto.

    Per presentare un ddl di iniziativa popolare occorreranno 150.000 firme (prima erano necessarie 50mila firme tra gli elettori).

    Verrà introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale. Il ricorso motivato dovrà essere presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera o un terzo dei componenti del Senato entro 10 giorni dall’approvazione della norma. La Consulta si pronuncerà entro 30 giorni e, in caso di dichiarazione di illegittimità, la legge non sarà promulgata.

    cnel

    La riforma della Costituzione prevede l’abrogazione dell’articolo 99 riguardante il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (il suo scopo era di contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale). Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge verrà nominato un commissario straordinario a cui sarà affidata la liquidazione e la ricollocazione del personale CNEL presso la Corte dei Conti.

    Nell’articolo 55 della Costituzione entra un nuovo comma: ”Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”.

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