Riforma del processo civile, primo sì alla Camera: le novità del testo

Riforma del processo civile, primo sì alla Camera: le novità del testo

Processi più veloci e razionalizzazione dei tribunali

    Riforma del processo civile, primo sì alla Camera: le novità del testo

    La riforma della giustizia civile muove il primo passo con il sì della Camera al ddl delega sul processo civile, definito dal ministro Andrea Orlando lo “strumento fondamentale per una giustizia più efficiente, e al servizio dei cittadini, ed essenziale per la competitività del Paese”. Allo stesso tempo, Montecitorio ha dato il via libera a un unico stato giudici di pace, giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari. I cardini intorno a cui si muove la riforma sono tempi più rapidi, maggiore efficienza, implementazione del processo telematico e riorganizzazione dei settori che diventano più specializzati. Vediamo quali sono le novità della riforma.

    Il testo finale è frutto del lavoro della Commissione giustizia che ha riscritto e ampliato il testo per creare una riforma più omogenea ed equilibrata, in modo che il passaggio al Senato scorra senza grossi problemi e si arriva al più presto alla definitiva approvazione. Questi i passaggi chiave.

    Uno dei punti chiave è il riordino dei tribunali che si occupano di diritto di famiglia, a partire dalla scomparsa dei tribunali dei minori, con tutte le difficoltà e le perplessità del caso. Al suo posto nasce il Tribunale per la persona, la famiglia e i minori che avrà sezioni e gruppi specializzati sia distrettuali che circondariali e che useranno locali più adatti alla vulnerabilità dei minori, con funzioni esclusive in materia. Il personale dei vecchi tribunali minorili sarà riorganizzato e razionalizzato, mentre viene rafforzato l’obbligo di sentire il minore da parte del giudice.

    Aumentano i poteri delle sezioni che si occupano di impresa che diventano “per l’impresa e il mercato”. Alle materie attuali si sommano casi di concorrenza sleale, pubblicità ingannevole, class action e controversie societarie, anche per quelle di persone

    Il processo in primo grado sarà reso più snello: ci sarà infatti l’obbligo del rito semplificato davanti al giudice monocratico per i casi di minore complessità giuridica e valore economico. La prima udienza dovrà tenersi non oltre tre mesi, i termini per le eccezioni, le conclusioni e i mezzi di prova diventano perentori e le sentenze dovranno essere brevi e concise.

    Per abbreviare i tempi, si punta sulla conciliazione del giudice che potrà esser usata anche in caso di mancata comparizione delle parti o rifiuto ingiustificato.

    Nelle controversie individuali di lavoro entra in gioco la negoziazione assistita tramite avvocati, che potrà sostituire il rito delle controversie sui licenziamenti illegittimi già modificati dalla Fornero (ex articolo 18).

    Il decreto ingiuntivo diventa più efficace, così come la sua esecuzione. Esclusa la presenza di pregiudizio verso creditori, il giudice potrà vendere i beni immobili con pratiche telematiche e potrà dichiarare la chiusura anticipata del processo se non sia possibile liquidarli a un prezzo non inferiore alla metà di quello iniziale dopo tre tentativi. Beni di uso quotidiano di modesto valore e gli animali da compagnia sono impignorabili.

    Per le impugnazioni, si passa dai sei mesi attuali ai 30 giorni dalla pubblicazione della sentenza in Appello e i 60 giorni in Cassazione e la comunicazione dovrà avvenire solo per via telematica.

    Anche in secondo grado, nei casi di minore complessità giuridica e valore ci sarà il giudice monocratico.

    Il giudizio camerale in Cassazione viene ampliato, in modo da limitare le udienze pubbliche: in Camera di consiglio non sarà più obbligatorio l’intervento del Procuratore Generale e le requisitorie potranno essere solo in forma scritta. Le sentenze, a meno di casi di particolare rilevanza, dovranno essere più semplici e sintetiche. La Cassazione si apre al tirocinio per i laureati.

    Si lavora per rendere più efficace il processo telematico che permette di tagliare costi e tempi. Tra le novità, si segnalano lo studio di sistemi di riconoscimento vocale per la verbalizzazione e la partecipazione a distanza alle udienze. Gli avvocati dovranno notificare gli atti soli via mail.

    Nel mirino finiscono anche le liti temerarie. Sanzioni più alte per chi agisce o continua l’azione legale in mala fede: in caso di sconfitta, dovrà pagare alla controparte una somma tra il doppio e il quintuplo delle spese legali. In ogni caso, scatta la condanna al pagamento di una sanzione pecuniarie alla Cassa delle ammende.

    Si premiano i tribunali più virtuosi, dando maggiori risorse a quelli che smaltiscono più arretrati, specie se molto vecchi. Queste le percentuali: 40% delle risorse agli uffici che eliminano le pendenze ultradecennali; 35% agli uffici che smaltiscono almeno un quinto delle pendenze da oltre 3 anni (in primo grado) e oltre due anni (in secondo grado); il resto agli uffici che ridurranno le pendenze attuali del 10%.

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