Elezioni Roma, Bertolaso sui rom: “Tolgo cassonetti così non rovistano”

Elezioni Roma, Bertolaso sui rom: “Tolgo cassonetti così non rovistano”

    Guido Bertolaso

    Per la rubrica “una polemica al giorno”, ecco la nuova sparata di Guido Bertolaso, candidato sindaco alle elezioni di Roma per il centrodestra. “Toglierò i cassonetti così i rom non possono rovistare”. L’ex capo della Protezione Civile prova a riaccattivarsi le simpatie di Matteo Salvini (che non lo vuole proprio perché si era mostrato morbido nei confronti dei nomadi), dopo aver fatto arrabbiare gli aquilani. Bertolaso aveva detto: “Roma è una città terremotata“. La sua candidatura ha spaccato il centrodestra.

    Cassettoni rovistati

    Forse per riconquistare il sostegno di Salvini, Bertolaso ha rivisto la posizione sui rom. In una precedente intervista era parso troppo morbido, definendoli una “popolazione vessata” e provocando l’ira del leader del Carroccio. Dopo la visita a uno dei tanti mercatini gestiti dai rom ha usato toni più duri: “Occorre evitare che i figli dei rom, i bambini e spesso anche le donne vadano in giro, allo sbando in città, creando situazioni di illegalità, i piccoli borseggi, rovistare nei cassonetti, ma noi lo risolveremo togliendo i cassonetti. Andremo così a impedire una delle attività più frequenti in tutta la città”.

    Bertolaso a Repubblica tv

    Fanno discutere anche le dichiarazioni di Bertolaso a Repubblica Tv: “È una città bombardata, non me ne vogliano i cittadini aquilani, ma Roma è una città terremotata. Chi la ricostruisce? Io lavoro per ricostruire e riorganizzare la città più bella del mondo”. Una metafora forte, da evitare, per fotografare la situazione di una città secondo lui senza regole: “Innanzitutto è necessario ristabilire la legalità in questa città dove ormai tutte le regole del vivere civile sono completamente saltate. Ognuno fa quello che vuole, ognuno si sente libero di deturpare la città, di guidare come gli pare, di buttare la sporcizia dove vuole. C’è un menefreghismo diffuso assolutamente inaccettabile”. Senza dimenticare Mafia Capitale: “La vicenda nasce proprio dal fatto che non ci sono stati controlli, verifiche, delle lastre radiologiche di quelli che erano i personaggi che frequentavano certi ambienti e si occupavano di certe attività”.

    L'Aquila post-terremoto

    Prevedibile la rabbia degli aquilani che non hanno preso bene la metafora. Associazioni e comitati dei cittadini, a quasi sette anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila, hanno scritto una lettera per mettere i romani in guardia dalle “menzogne, repressione, speculazione e ipocrisia” dell’ex caop della Protezione Civile, coinvolto nell’inchiesta “Grandi rischi bis” con l’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni. “Fin da subito dopo il terremoto – è scritto nella lettera – Bertolaso, commissario per l’emergenza, ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione, vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre regioni, e reprimendo ogni tipo di protesta, grazie alla complicità del prefetto e vice commissario Franco Gabrielli. Con le palazzine del Progetto Case e le sue 19 ‘new town’, Bertolaso ha contribuito alla devastazione del territorio aquilano, occupando 460 ettari fuori città e favorendo, grazie alla deroga sugli appalti dovuta all’emergenza, le imprese che hanno costruito tali alloggi ad un costo intorno ai 3mila euro a metro quadro. Dopo cinque anni in alcuni di questi sono crollati i balconi e senza che ci fosse bisogno di un terremoto. Bertolaso ma non ti vergogni neanche un po’?”.

    Meloni Salvini e Berlusconi

    La decisione di candidare Bertolaso è stata presa da Berlusconi, dopo il “no grazie” di Rita Dalla Chiesa. Un nome debole, secondo molti, visto che Bertolaso è coinvolto in inchieste giudiziarie (sotto processo per gli appalti del G8 de La Maddalena e i Grandi rischi bis a L’Aquila) e sarebbe troppo morbido per rappresentare gli elettori di destra. A far storcere il naso a Salvini in particolare le sue dichiarazioni sui rom: “Sono vessati e io sto coi più deboli, non userei le ruspe”, ha detto Bertolaso. A Salvini è salita la ruspa al cervello: “Una categoria vessata? Dichiarazioni simili me le aspetto da Nichi Vendola, non certo dal candidato del centrodestra – attacca il segretario del Carroccio – Uno che ha sostenuto Rutelli, voterebbe Pd e che appoggia i rom, per un candidato della Lega non è il massimo”. Salvini però lascia aperto uno spiraglio: “La partita non è chiusa, ascolteremo i cittadini e in base a quello decideremo. A pacchetto chiuso non compro nulla. Bertolaso è il candidato che gli alleati hanno proposto e a cui abbiamo detto sì, ma ascolteremo i cittadini prima di confermare il nostro candidato”. La presa di posizione ha creato scompiglio nel centrodestra. Berlusconi ribadisce che “Bertolaso è l’unico professionista in circolazione capace di rimettere in sesto la Capitale”. La Meloni, spazientita dall’atteggiamento di Salvini, ha deciso di boicottare il vertice di Palazzo Grazioli per fare il punto sulla situazione. Tornerà a parlare con gli alleati solo quando la Lega farà chiarezza. Ma l’ex ministro delle Politiche Giovanili deve far fronte alla ribellione interna: 21 esponenti di Fratelli d’Italia hanno infatti annunciato che non sosterranno Bertolaso ma Storace. Quest’ultimo, leader de La Destra e candidato a sindaco di Roma, gongola e getta benzina sul fuoco: “La candidatura di Bertolaso non arriva a marzo. Comincio infatti ad avere la sensazione che prima o poi se ne libereranno, chiameranno la Protezione Civile e lo porteranno via. Vorrei che si smettesse di parlare di giustizia e che Meloni dicesse a Berlusconi che con Bertolaso ha fatto un guaio”. Insomma, nel centrodestra è il caos: al momento non c’è un candidato forte che metta d’accordo alleati ed elettori. Molto improbabile pensare oggi a un Bertolaso sindaco di Roma: che sia davvero in atto un complotto per far vincere il Movimento 5 Stelle? Noi ci scherziamo, ma la senatrice grillina Paola Taverna ne sarà ancor più convinta.

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