Unioni civili, il dietrofront del M5S non piace alla rete: online gli emendamenti beffa

Unioni civili, il dietrofront del M5S non piace alla rete: online gli emendamenti beffa

Social scatenati nel smascherare gli emendamenti farlocchi

    Unioni civili, il dietrofront del M5S non piace alla rete: online gli emendamenti beffa

    Non è piaciuto alla rete il dietrofront del M5S sul ddl Cirinnà sulle unioni civili gay. Così, sui social sono comparsi tutti gli emendamenti beffa che il ‘supercanguro’ avrebbe permesso di saltare e che il movimento di Grillo ha dichiarato di voler portare in Aula in nome della democrazia. Il web non ha perdonato questo scivolone ai grillini anche perché tutti gli emendamenti sono online sul sito del Senato sotto il testo del disegno di legge. È bastato spulciare tutti i 5mila emendamenti presentati dalle opposizioni per evidenziare una realtà chiara e lampante: si è trattato di una tattica tipica dell’ostruzionismo parlamentare, permessa dai regolamenti come lo è il cosiddetto “supercanguro”. La polemica online sta andando avanti, mentre il ddl è ufficialmente fermo fino alla prossima votazione.

    Il M5S ha giustificato il no all’emendamento Marcucci, noto come il supercanguro, facendo appello alla democrazia del Parlamento e alla coerenza: visto che hanno detto no al canguro per le riforme costituzionali, lo ripetono anche per il disegno di legge che regola le unioni civili gay. A prescindere dal contenuto, le regole valgono sempre: cosa sono 500 emendamenti da votare e discutere? Dal canto loro, sono pronti a votarli e a discuterli tutti in Aula, anche a voto palese, perché vogliono votare il disegno di legge ma secondo le regole del dibattito parlamentare.

    Questa volta però la rete non ha perdonato lo scivolone ed è andato in fondo alla questione, entrando nel merito. I 5mila emendamenti portano quasi tutti la firma di esponenti del centrodestra, da Lucio Malan a Roberto Formigoni, da Carlo Giovanardi a Roberto Calderoli: per la loro quasi totalità si tratta di modifiche al testo inutili se non ridicole, alcune anche offensive.

    Un esempio? Emendamento 1.853, a firma di Lucio Malan: “al comma 1 sostituire la parola ‘stato civile’ con le seguenti: ‘guardia di finanza’.

    E ancora.

    1.46, a firma Carlo Giovanardi: “Sostituire il comma 1 con il seguente:,
    «1. Due persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte al Sindaco di Roma ed alla presenza di due testimoni».

    1.47 a firma del sen Mario Mauro: “Sostituire il comma 1 con il seguente:
    «1. Due persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte al Sindaco di Roma ed alla presenza di due testimoni».

    1.48, sempre Giovanardi: “Sostituire il comma 1 con il seguente: «1. Due o più persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte al Sindaco di Roma ed alla presenza di due testimoni».

    Da una semplice occhiata agli emendamenti è parso chiaro che si tratta di ostruzionismo e non di una discussione nel merito. Sia chiaro, anche l’ostruzionismo è una pratica regolamentata e valida, così come lo il supercanguro, emendamento che permette di accorpare le modifiche a tema e di farle cadere a “domino” se sullo stesso argomento.

    Si trattava di decidere se accelerare l’iter della norma, evitare trappole del voto segreto (che si può avere su ogni emendamento su richiesta di almeno 20 senatori), andare a discutere nel merito del provvedimento e votare, a favore o contro. Come loro stessi hanno sempre sostenuto, la rete è il “guardiano” della politica e va a scovare le piccolezze dei partiti, anche quando si tratta del M5S.

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