Disabili, la Camera approva la legge Dopo di noi: cosa dice il testo

Disabili, la Camera approva la legge Dopo di noi: cosa dice il testo

Ora il passaggio al Senato: cosa cambia per le persone disabili gravi

    Disabili, la Camera approva la legge Dopo di noi: cosa dice il testo

    Nel pieno delle polemiche per il voto sul ddl Cirinnà, dalla Camera arriva la notizia dell’approvazione della legge sui disabili gravi nota come Dopo di noi. L’Aula di Montecitorio ha infatti approvato con 374 sì, 75 no e 11 deputati si sono astenuti il testo di legge che ora passerà al Senato per il sì definitivo. A favore hanno votato PD, Alleanza Popolare, Scelta Civica e Lega Nord, astenuti i deputati del gruppo misto di Alternativa Libera-Possibile degli ex M5s e Pippo Civati; contrario solo il Movimento Cinque Stelle. Dal governo sono arrivati i commenti del premier Matteo Renzi, del ministro Angelino Alfano e della ministra Beatrice Lorenzin, tutti concordi nel sottolineare che la lunga attesa per una legge richiesta da anni è finita. Non sono mancate le voci contrarie, anche all’interno delle associazioni disabili: cerchiamo di capire cosa dice la legge.

    Quasi 240 milioni di euro in tre anni per l’assistenza dei disabili gravi dopo la morte dei familiari. E 90 di questi subito per il 2016, già inseriti nella legge di Stabilità”, ha scritto Renzi su Facebook. È questo il cuore del testo di legge, voluto da PD e Lega Nord, che ha il titolo istituzionale “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave nonché delle persone disabili prive del sostegno familiare”.

    renzi dopo di noi

    Composta da dieci articoli, la norma si rivolge ai disabili gravi ed è pensata per il loro sostegno dopo la morte dei familiari. Come ha spiegato Ileana Argentin, deputata PD e promotrice del testo, “per la prima volta non si parla di camici bianchi intorno ai disabili: il profilo di questa legge è sociale e non sanitario”. L’obiettivo è infatti evitare la “sanitarizzazione” (il ricovero cioè in strutture sanitarie) delle persone disabili rimaste senza il sostegno della famiglia, permettendo loro di vivere nelle proprie abitazioni o in “case famiglia”.

    Manifestazione contro tagli servizi ai disabili

    La norma si rivolge a persone con “disabilità grave non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare”, come recita il primo articolo della legge. Il nucleo è indicato nell’articolo 3 che istituisce un fondo pubblico e privato per l’assistenza delle persone con gravi disabilità prive di sostegno familiare, che potranno accedervi se rispondenti ad alcuni criteri. I requisiti verranno stabiliti da un decreto del Ministero del Lavoro entro sei mesi dall’approvazione della legge. Il fondo vede la partecipazione dello Stato per 240 milioni di euro in 3 anni (la prima parte di 90 ml è già compresa nella legge di Stabilità 2016), delle Regioni, enti locali, organismi del terzo settore e privati. I soldi serviranno, come stabilisce l’articolo 4, a realizzare “programmi e interventi innovativi di residenzialità” (le case famiglia) e a gestire e implementare programmi per dare il maggior livello di autonomia possibile ai disabili, come la domiciliazione dei servizi di assistenza. Sgravi fiscali sono previsti dall’articolo 5 e 6: viene innalzata la detraibilità dei premi assicurativi per rischi di morte da 530 a 750 euro e i trasferimenti di beni e diritti a causa di morte per donazione, trust o a titolo gratuito diventano esenti dall’imposta di successione e donazione ma solo se hanno come unico scopo la cura e l’assistenza della persona disabile. I rimanenti articoli prevedono campagne informative, la stesura della relazione annuale sul fondo e le coperture finanziarie.

    Non sono mancate le polemiche, come dicevamo. Le prime arrivano dalla politica e in particolare dal M5S che ha votato contro la norma. Per i pentastellati, il testo sarebbe “un favore alle assicurazioni e ai privati. Per l’ennesima volta lo Stato arretra e viene messo da parte rispetto alla tutela della salute dei suoi cittadini. Lo chiariamo fin da subito: il problema non sono i privati, che hanno il diritto di svolgere le loro attività, ma questi devo integrare l’offerta pubblica, non sostituirla”, dicono i deputati M5S. A loro parere inoltre, la legge aumenterebbe la disparità tra chi può permettersi le assicurazioni e chi no e favorirebbe il privato, dando meno oneri al pubblico. A loro ha risposto in Aula l’onorevole Argentin. “Gli articoli sulle assicurazioni rappresentano elementi importanti e tutelano la libertà di scelta dei genitori di lasciare risorse o immobili ai figli con disabili”, ha dichiarato prima del voto. “Non sono qui a fare marchette a nessuna cooperativa ma dobbiamo ringraziare le cooperative perché quando non ci sono mamma e papà, un marito o un fratello, se non ci fossero queste realtà non ci sarebbero le risposte adeguate a tante situazioni”.

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