Auto blu dimezzate, ma la verità è un’altra…

Auto blu dimezzate, ma la verità è un’altra…

Molte finiscono in una sorta di limbo legislativo

da in Ministri, Politica, Politici italiani
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    Auto blu dimezzate, ma la verità è un’altra…

    Nonostante i provvedimenti presi dal Governo per ridurre il numero di auto blu, esistono ancora molte amministrazioni che continuano ad averne in abbondanza. Il motivo? Tutta colpa delle solite contorsioni legislative.

    Non si può negare che la riforma che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva affidato al ministro della funzione pubblica Marianna Madia, abbia portato i suoi buoni frutti: il monte totale delle auto di servizio a disposizione di tutte le amministrazioni, centrali e locali, sarebbe sceso di oltre 40 mila unità, dalle 66.579 vetture del 2014, alle 22.415 della fine dello scorso anno.

    Dato che potrebbe non essere del tutto preciso, considerato che molte amministrazioni, in particolare i Comuni, non hanno risposto al censimento.

    Inoltre, i nuovi massimali, ovvero 5 auto blu per ministero, sono stati rispettati quasi ovunque, in giro per il Bel Paese.

    Tuttavia, come da tradizione tutta italiana, non mancano le anomalie e scorrendo le varie tabelle del censimento, effettuato dal ministero della funzione pubblica, la prima a emergere è quella del Ministero delle Infrastrutture, guidato da Graziano Delrio, che ha in carico da solo 115 vetture. Un numero decisamente esorbitante.

    Come è possibile? La risposta, ancora una volta, è da ricerca tra le righe del complesso ordinamento italiano.

    Pare che alla tagliola di Renzi sia sfuggito un decreto che risale addirittura al 1944, nel quale, Umberto di Savoia, principe di Piemonte, stabiliva:

    ‘Il servizio automobilistico delle Amministrazioni centrali dello Stato, già affidato al Ministero della guerra, passa al Ministero delle comunicazioni’, per poi passare, alla fine di un giro infinito, al Ministero delle Infrastrutture.

    In parole povere, a Graziano Del rio sono intestate la auto blu di diverse personalità, dal presidente del Consiglio di Stato, al Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, passando per l’Avvocato generale dello Stato e così via.

    Dunque, quando il Viminale dichiara di non avere auto blu, lo fa semplicemente appellandosi a questo cavillo legislativo, assurdo e quanto mai arcaico.

    In questo modo le auto di servizio assegnate ad alcune personalità sotto protezione non vengono conteggiate ufficialmente, esistono in concreto, ma per la legge sono fantasma

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