Riforma Pubblica Amministrazione: i decreti attuativi di Madia e Renzi

Riforma Pubblica Amministrazione: i decreti attuativi di Madia e Renzi
da in Carabinieri, Decreti, Enti pubblici, Governo Renzi, Marianna Madia, Politica, Pubblica Amministrazione
Ultimo aggiornamento: Giovedì 21/01/2016 16:01

    Palazzo Chigi, conferenza stampa Renzi, Giannini e Madia

    La Riforma della Pubblica Amministrazione compie un altro passo avanti con i decreti attuativi presentati dalla ministra Marianna Madia. Undici i provvedimenti varati dal governo Renzi, tra cui spicca quello per il contrasto all’assenteismo nei pubblici uffici, già battezzato decreto anti fannulloni. Semplificazione e tagli sono i cardini entro cui si è mossa l’azione dell’esecutivo: ora il testo sarà portato al vaglio del Parlamento. Vediamo quali sono le novità dei decreti attuativi per la PA.

    Scuola

    Il “pacchetto Madia” ha lasciato fuori la riforma delle Camere di Commercio (il taglio dovrebbe portarle dalle attuali 103 a 60), ma ha compreso la riforma della classi di concorso della scuola che scendono a 116 dalle attuali 168 con l’introduzione di 13 nuove per armonizzarle con i titoli universitari e gli indirizzi di studio delle scuole superiori. In conferenza stampa, Matteo Renzi ha annunciato un nuovo concorso per 63.712 insegnanti. “Speriamo che a settembre possano andare in cattedra”, ha specificato.

    società partecipate

    La Riforma della PA si concentra sui tagli alle partecipate, tema caro a ogni commissario della spending review. Nei decreti viene stabilito che tutte le amministrazioni pubbliche, a iniziare dagli enti locali, dovranno fare una ricognizione e stabilire quali partecipate non sono più necessarie. Sarà concesso un anno di tempo per individuare quelle in surplus, quelle che fatturano meno di un milione di euro e quelle che hanno più amministratori che dipendenti. Il taglio dovrebbe riguardare circa 3mila sulle attuali 8mila che, a oggi, hanno un costo stimato di circa 2,5 miliardi: escluse dal decreto le società partecipate quotate in Borsa. Il controllo sarà affidato a un organismo istituito presso il MEF.

    manager pubblici

    Con il taglio delle partecipate, arriva anche una stretta per i manager. Il testo infatti rinvia a un nuovo decreto che dovrà fissare i nuovi tetti massimi per le retribuzioni dei dirigenti: in caso di bilanci in rosso e scarsa produttività, i manager non avranno più diritto a buone uscite e premi. Per le partecipate degli enti locali, sarà possibile anche revocare la nomina dei manager. Con la chiusura delle società inutili, è prevista la mobilità dei dipendenti.

    guardia forestale

    Un decreto è dedicato al riordino delle Forze Armate che passano da 5 a 4 con il passaggio della Guardia Forestale nell’Arma dei Carabinieri. Funzioni e circa 7mila membri del personale saranno assorbiti, mentre le competenze anti incendio andranno al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a cui passeranno piccoli contingenti: altri gruppi andranno sotto la Polizia e la Guardia di Finanza in base alle funzioni finora espletate.

    Carabinieri

    Come già anticipato, il decreto fissa un solo numero per le emergenze, il 112. Viene inoltre indicata la razionalizzazione delle funzioni dei Corpi di Polizia, tenendo presente la soppressione della Guardia Forestale: ogni Forza avrà un compito definito, così come le aree geografiche, dando alla Polizia il controllo sulle grandi aeree e ai Carabinieri il resto. Tagli anche per le autorità portuali che scendono da 24 a 15.

    Asl

    Anche la nomina dei dirigenti Asl cambia. Il pacchetto Madia restringe le maglie in cui le Regioni potranno muoversi per scegliere i dirigenti che arriveranno solo da coloro che hanno partecipato al bando e hanno espresso interesse per il posto, e non dall’elenco nazionale. Aumentati anche i controlli sull’operato con la possibilità di decadere dalla nomina in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.

    servizi pubblici

    Razionalizzazione ed efficienza per i servizi pubblici locali (luce, acqua, rifiuti e altro) che, con il decreto del pacchetto Madia, dovranno accorparsi per creare distretti su base territoriale: non più tante piccole società locali, ma un organismo unico che gestisce un territorio più ampio secondo le indicazioni delle Regioni o, in mancanza di un loro intervento, del governo. Lo scopo è passare dalle attuali 8mila a circa mille società pubbliche.

    Burocrazia

    I nuovi decreti mettono mano anche ai tempi per il dialogo con la Pubblica Amministrazione con il nuovo Codice delle Procedure che elencherà i passaggi necessari per ogni pratica burocratica. Vengono tagliati i tempi per le richieste di permessi per le grandi opere, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali, passando dai 30-180 giorni attuali a 15-90 giorni. Le Conferenze dei servizi avranno un solo rappresentante per livello di governo, saranno telematiche e avranno 60 giorni al massimo per decidere, altrimenti scatta il silenzio-assenso.

    Un solo codice per comunicare online con la Pubblica Amministrazione: tra i decreti di questo pacchetto c’è anche quello che istituisce il domicilio digitale e il Pin unico. Per rafforzare i pagamenti elettronici verso la PA, vengono inserite le carte prepagate tra i metodi di pagamento accettati.

    anac

    Più trasparenza e più semplicità per la consultazione degli archivi pubblici. Il decreto mette mano al Freedom of information act: chi farà richiesta di dati sulla PA dovrà riceverli entro 30 giorni, altrimenti scatteranno sanzioni da parte dell’Anac.

    1435

    Referendum costituzionale 2016

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