Chi fa le leggi in Italia? 8 su 10 le propone il Governo, ma pochissime vengono approvate

Chi fa le leggi in Italia? 8 su 10 le propone il Governo, ma pochissime vengono approvate

    Il governo Renzi in Aula

    Il Governo italiano legifera di più e più velocemente del Parlamento, detentore del potere legislativo. È quanto emerge dal rapporto di Openpolis stilato per Repubblica.it: nelle ultime due legislature, l’80% delle leggi approvate arrivano dall’esecutivo. 8 leggi su 10 dunque portano la firma del Governo, mentre il Parlamento si limita a modificarle, discuterle e ratificarle, con tempistiche più brevi rispetto alle poche leggi di iniziativa parlamentare che terminano l’iter. L’Italia è sempre meno una repubblica parlamentare? Vediamo i numeri.

    Governo Letta, fiducia al Senato

    Openpolis ha analizzato i dati delle ultime due legislature, contando un totale di 565 norme approvate su oltre 14mila proposte: ogni mese vengono presentate 183 disegni di legge e solo sei completano l’iter fino a diventare leggi. Di queste, 8 su 10 sono di iniziativa del Governo, mentre Camera e Senato (che per Costituzione detengono il potere legislativo) hanno una percentuale del 20%. A livello assoluto, delle 565 norme 440 sono di iniziativa del governo: spetta all’esecutivo di Enrico Letta il primato di maggiore produttività, con l’89% delle leggi approvate, contro l’11% del Parlamento.

    Camera dei Deputati. Discussione sulla riforma della legge elettorale e voto di Fiducia

    Anche guardando alla tempistica, le norme proposte dal Governo arrivano a compimento molto prima rispetto a quelle parlamentari. Secondo Openpolis, per approvare una norma proposta dal governo, ci vogliono in media 151 giorni, contro i 375 per le norme di iniziativa parlamentare: 5 mesi contro oltre un anno. Qualcosa è cambiato nell’ultima legislatura, con tempi più lenti per le proposte del governo rispetto alla precedente e quelle d’iniziativa parlamentare più veloci: a penalizzare la media dell’esecutivo c’è l’Italicum, che ha impiegato 779 giorni dalla presentazione all’approvazione.

    Camera dei Deuputati

    I numeri si riflettono anche sulla qualità dei testi. Sulle 565 leggi approvate dalle due ultime legislature, il 36,28% sono state ratifiche di trattati internazionali e il 26,55% conversione di decreti leggi: circa il 60% delle leggi approvate nasce al di fuori del Parlamento che si limita a modificarle, approvarle o, nel caso, bocciarle. Camera e Senato lavorano molto più per approvare i decreti legge, deliberati dal Consiglio dei Ministri, un po’ per le tempistiche (il decreto deve essere convertito entro 60 giorni pena il suo decadimento), un po’ per le situazioni contingenti (gli ultimi 5 anni sono stati segnati da diverse emergenze soprattutto a livello economico-finanziario): il più efficiente è stato il Governo Letta che ha approvato l’88% dei decreti.

    Camera dei Deputati. Voto di fiducia su DL su fallimenti e amministrazione giudiziaria

    Le opposizioni lamentano da tempo l’uso spropositato del voto di fiducia da parte del Governo. In effetti, i numeri indicano che nelle due ultime legislature, il 27% delle leggi approvate sono passate con il voto di fiducia, con il massimo raggiunto sotto il Governo Monti, quando il 45,13% delle norme terminò l’iter con la fiducia. L’esecutivo tecnico usò il voto in otto occasioni per la riforma del lavoro, cinque volte per il ddl anti corruzione e per la legge di Stabilità 2013, quattro per il decreto sviluppo e la riforma fiscale: seguono il governo Berlusconi del 2008 con tre voti per la legge sviluppo, il governo Letta con tre voti di fiducia per la Stabilità 2014 e il governo Renzi con tre per Stabilità 2015, Italicum, Jobs Act e riforma della PA.

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