Ordinanze comunali assurde: le più incredibili del Bel Paese

Ordinanze comunali assurde: le più incredibili del Bel Paese
da in Multe, Politica
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 04/11/2015 11:36

    Di ordinanze comunali assurde ce ne sono tante. Se andiamo in giro per l’Italia, ci accorgiamo che in diverse città spesso vengono posti dei provvedimenti che si rivelano piuttosto curiosi. Sono frutto spesso delle ordinanze comunali, che possono apparire strane. Ce n’è davvero di tutti i colori e per tutti i gusti. Quando si tratta di regolare i rapporti sociali e la vita di una comunità, la fantasia degli amministratori può spesso scatenarsi. Andiamo nello specifico e vediamo che cosa alcune ordinanze comunali sono state capaci di vietare.

    POSITANO E’ vietato usare i fuochi d’artificio durante le feste private, tranne nella giornata di sabato.

    SORRENTO Gli artisti di strada non possono sostare nello stesso posto per più di 15 minuti. Devono spostarsi ogni volta almeno di 500 metri.

    EBOLI E’ vietato darsi baci in auto.

    SANREMO E’ vietato parlare con le prostitute.

    LECCO Non si può chiedere l’elemosina.

    LERICI Non è possibile uscire in costume, nemmeno per stendere i panni sui balconi o per mostrarsi alle finestre.

    LITORALI TOSCANI E ROMAGNOLI Sono vietati i massaggi da personale ambulante: la multa va dai 2000 ai 10000 euro.

    ERACLEA (VENEZIA) Non si può andare in giro in spiaggia senza indossare una maglietta, è vietato giocare a pallone, prelevare la sabbia, raccogliere conchiglie e costruire castelli di sabbia.

    SIROLO (MARCHE) E’ vietato occupare il posto in spiaggia lasciando un asciugamano.

    CAPRI E POSITANO E’ vietato mangiare un panino in prossimità della spiaggia e non si possono portare gli zoccoli in strada.

    BRESCIA E’ vietato sedersi sui gradini dei monumenti storici.

    VENEZIA, LUCCA E CESENA E’ vietato dare da mangiare ai piccioni.

    MILANO E’ vietato arrampicarsi sugli alberi, far pascolare gli animali in un luogo pubblico e fare i bisogni lontano dai gabinetti pubblici.

    A Cagliari, il regolamento comunale parla chiaro: ‘Ci vuole decoro per ricordare i defunti’. I familiari dunque, non possono utilizzare una fotografia che ritragga il caro defunto sorridente, in costume da bagno, o a petto nudo.

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