Legge antifumo in Europa: l’evoluzione del divieto nei vari paesi

Legge antifumo in Europa: l’evoluzione del divieto nei vari paesi
da in Beatrice Lorenzin, Politica

    L’Italia si appresta ad applicare un nuovo giro di vite alla legge antifumo, in base alla direttiva europea 2014/40/UE (fortemente sostenuta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin). Le confezioni di sigarette da 10 non verranno più vendute, su tutti i pacchetti verranno riportate immagini shock sugli effetti del fumo e, dulcis in fundo, verrà applicato il divieto di fumo in auto se si è in presenza di minori o donne incinta. Non dimentichiamo, che secondo le ultime statistiche, in Italia, il fumo provoca 83mila vittime l’anno, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definito ‘La più grande minaccia per la salute’. Ma com’è la situazione negli altri Paesi Europei? Scopriamo la storia delle leggi antifumo in Europa.

    L’Italia, prima della vera legge antifumo, aveva preso alcuni provvedimenti in materia, già nel lontano 1972: su indicazione della CEE, aveva introdotto il divieto di pubblicizzare i prodotti per fumatori. Nel 1975, entrò in vigore la legge n.584, che vietava di fumare sui mezzi pubblici (fatta eccezione per le carrozze riservate ai fumatori). Nel 1986, Costante Degan, fu il ministro della Sanità a presentare un disegno di legge, perché venisse vietato il fumo nei ristoranti e nei luoghi di lavoro, purtroppo però la proposta morì soffocata dalle polemiche. A partire dal 1991, invece, è stato fatto obbligo di apporre la scritta ‘Il fumo è nocivo’ su tutti i prodotti legati al fumo di sigaretta. Ma la vera legge antifumo, detta anche Legge Sirchia (dal nome dell’allora Ministro della Sanità che la propose) è datata 16 gennaio 2003 e recita così: ‘E’ vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico e a eccezione di apposite sale fumatori, nelle quali può anche essere servito cibo’. Dal 7 ottobre 2009, sono state eliminate le sanzioni a carico del gestore che non segnala alle forze dell’ordine i clienti trasgressori. Infine, una modifica del 2013 ha aggiunto anche il divieto nelle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche. La Legge Sirchia è piuttosto articolata: in relazione alle sale fumatori prevede numerose specifiche, come il fatto che devono essere sempre ventilate, con precisi valori di ricambio d’aria; devono avere porte scorrevoli a chiusura automatica e molto altro ancora. Proprio per questo in Italia sono pochissimi i locali che hanno creato sale fumatori, per via dei costi eccessivi per realizzarle a norma. Sino ad oggi e fino a che non entreranno in vigore le nuove restrizioni, in Italia è stato possibile fumare liberamente solo nei luoghi aperti (compresi parchi, stadi e spiagge) e in quelli parzialmente aperti come i portici, oltreché nelle residenze private e nella sale attrezzate.

    L’Irlanda è stato il primo paese europeo ad aver bandito il fumo nei luoghi di lavoro chiusi. La legge antifumo risale al marzo del 2004. Oltre agli uffici, il divieto è esteso anche ai pub, ai ristoranti, ai negozi, ai centri commerciali e ai mezzi pubblici. Fanno eccezione alcuni hotel e ostelli, che talvolta riservano alcune stanze per i fumatori.

    Nel Regno Unito il divieto di fumo è in vigore dal primo luglio del 2007. L’Inghilterra è stata l’ultima ad aderire, dopo Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Dopo un iniziale e fisiologico stato d’allarme per il calo degli incassi per ristoranti e soprattutto pub, fulcro della vita sociale nel Regno Unito, il divieto ha retto alle scosse di assestamento. Infatti, a breve, verrà anche introdotto il divieto di fumo in auto, in presenza di minori. La multa per i trasgressori sarà di 50 sterline.

    In Danimarca il divieto di fumo è ufficialmente attivo dal 15 agosto del 2007. E’ dunque vietato fumare nei luoghi pubblici, nei bar e nei ristoranti, negli uffici (a meno che non vi lavori una sola persona) e sui trasporti pubblici.

    Nei Paesi Bassi la legge antifumo risale al primo luglio del 2008. Anche qui è vietato fumare in qualsiasi luogo pubblico, nei bar, nei ristoranti e negli uffici. Esistono tuttavia in alcuni locali e ristoranti, aree adibite per i fumatori.

    La Francia è stata uno dei primi Paesi Europei a introdurre, nel lontano 1992, controlli antifumo, ma il tentativo si era poi dimostrato fallimentare, poiché non era stato supportato da un’adeguata campagna informativa. La Francia ci ha poi riprovato con successo nel febbraio del 2007 e questa volta il divieto è divenuto assoluto: la legge vieta infatti il fumo a 360 gradi, in tutti gli spazi chiusi, compresi bar, pub e club privati.

    La Spagna è arrivata con qualche anno di ritardo rispetto agli altri Paesi, tuttavia dal 2 gennaio del 2011 si è adeguata agli standard europei. Nel 2006 aveva introdotto un parziale divieto di fumo nei luoghi pubblici, ma piuttosto blando.

    Il caso della Germania è particolare: essendo un paese federale, non esiste un’unica legge nazionale. Ad esempio, la regione più severa è senza dubbio la Baviera: qui il divieto è totale e assoluto in tutti i luoghi pubblici chiusi e non esistono eccezioni, nemmeno sotto i tendoni dell’Oktoberfest! A Berlino, invece, capita ancora di trovare locali in cui è concesso fumare. Esiste infatti, un certo margine di discrezionalità a carico dei gestori di bar, pub e ristoranti.

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