Ignazio Marino dimissioni: tutti gli scandali che hanno coinvolto il Sindaco di Roma

Ignazio Marino dimissioni: tutti gli scandali che hanno coinvolto il Sindaco di Roma
da in Ignazio Marino, Politica, Politici italiani
Ultimo aggiornamento: Giovedì 29/10/2015 17:23

    Il video messaggio delle dimissioni di Ignazio Marino

    Alla fine ha ceduto e Ignazio Marino si è prima dimesso per poi ritirare le dimissioni a tre giorni dalla scadenza. La notizia ufficiale è arrivata alle 19.30 dell’8 ottobre 2015, dopo una giornata lunghissima. “Lascio il mio lavoro perché non sono più sostenuto da chi doveva“, fa sapere con una prima dichiarazione l’ormai ex sindaco che lancia un avvertimento. “Senza di me, il PD e il Campidoglio saranno travolti dalla corruzione“. Marino però non esclude di tornare in Campidoglio: nella lettera e nel videomessaggio ricorda che, secondo la legge, ha 20 giorni per valutare se ci siano o meno le condizioni per governare e che è sua intenzione fare questa valutazione. Abbandonato da tutti, persino dal suo più fervente sostenitore Matteo Orfini, e messo di nuovo alle strette, questa volta per le spese istituzionali, ha resistito a lungo alle pressioni delle opposizioni e soprattutto dello stesso PD, nazionale e romano. ‘Se Marino vorrà prendere delle decisioni ne prenderemo atto’, aveva affermato l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, da sempre fermo sostenitore del sindaco di Roma e dimissionario già nel primo pomeriggio. Ora sono tanti gli scenari aperti: da oggi iniziano i 20 giorni in cui il prefetto di Roma dovrà scegliere un commissario che sarà alla guida della Capitale fino alle prossime elezione, probabilmente nel maggio 2016. Tutto questo a due mesi dall’inizio del Giubileo. CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DI DIMISSIONI DI MARINO [PDF]

    La questione Mafia Capitale è senza dubbio la più ostica che il sindaco Ignazio Marino si è trovato a dover affrontare. Si tratta di una potente organizzazione criminale a stampo mafioso che affonda le sue radici nel lontano luglio del 1999, quando nella notte tra il 16 e il 17 luglio, alcuni abili rapinatori svuotarono il caveau della filiale della Banca di Roma, in piazzale Clodio. E’ con questo furto, avvenuto nel luogo più sicuro della città che è iniziata l’ascesa del potere mafioso su Roma. L’attuale sindaco ha dovuto, sin da subito, fare i conti con il lato oscuro del suo territorio, tuttavia, al di là della sua onestà riconosciuta, non sembra avere abbastanza forza per far cambiare pagina alla capitale. E’ evidente che la crisi sociale, politica ed economica di Roma sia cominciata ben prima dell’arrivo di Marino, l’ombra del suo predecessore Alemanno pesa ancora fortemente sul presente capitolino, ma l’attuale sindaco no ha né le forze, né le risorse economiche (le casse sono vuote) per portare Roma fuori dalla crisi. E a rincarare la dose ci pensa il premier Matteo Renzi, che proprio in questi giorni l’ha definito ‘l’opera incompiuta’ e ha aggiunto: ‘Se non è in grado di governare, che si dimetta’.

    Un’altra grave emergenza di Roma è rappresentata dall’inefficienza dei trasporti pubblici. La situazione attuale è drammatica e il sindaco Marino ha addirittura chiesto scusa a cittadini e turisti per i disagi inaccettabili che hanno dovuto affrontare, in particolar modo negli ultimi venti giorni. I problemi di ATAC, la società di trasporto pubblico della Capitale, sono di vecchia data: la società era ai limiti del tracollo, già quando Marino divenne sindaco nel 2013, tuttavia la situazione è irrimediabilmente peggiorata con gli scioperi dell’ultimo mese. Purtroppo il piano di risanamento che il sindaco aveva introdotto all’inizio del suo mandato è fallito, pertanto ora punta alla privatizzazione, anche se sottolinea che sarà venduta solo una quota di minoranza della società. Immediata la replica dei sindacati: ‘Ci preoccupa l’apertura ai privati che non è la soluzione ad una serie di problemi che sono stati creati comunque dalla classe politica. Ci preoccupa ancora di più che chieda la collaborazione dei dipendenti di Atac dopo averli definiti fannulloni, incompetenti e averli gettati in pasto alla rabbia degli utenti’. Ma Marino non sembra abbia intenzione di fermarsi, ha infatti preso la drastica decisione di cambiare il Cda dell’Atac, allontanando tutti i dirigenti responsabili delle inefficienze.

    Quello dei rifiuti è il terzo dei grandi problemi della capitale, ne ha parlato proprio in questi giorni anche il New York Times. L’AMA, la municipalizzata che si occupa dello smaltimento, è stata più volte sottoposta ad inchieste da parte della magistratura, come del resto i suoi dirigenti e anche i privati che hanno ottenuto appalti nel settore. L’ultima emergenza risale a un paio di mesi fa: fino a poco prima si era dimostrato entusiasta per la crescita della raccolta differenziata e aveva annunciato di voler raggiungere l’ambizioso obiettivo del 50 per cento, entro la fine dell’anno, ma nel frattempo, alcuni quartieri stavano già navigando di nuovo nei rifiuti.

    Marino deve affrontare anche la fuga dell’assessore al Bilancio del Comune di Roma. Tensioni ce ne sono state tante, e può accadere, ma che nel giro di due anni, le dimissioni le abbiano date in due, cambia il punto di vista sulla questione. I motivi del loro abbandono? Secondo il Corriere della Sera, Daniela Morgante prima e Silvia Scozzese poi, hanno dovuto occuparsi più di questioni politiche, che legate al bilancio in senso stretto. Una delle questioni salienti è certamente quella degli appalti per l’emergenza abitativa. Questione delicata e controversa, che tocca diverse categorie, quella di una particolare fetta di inquilini e quella di costruttori e immobiliaristi, che con la rendita di posizione degli affitti al Comune, si sono arricchiti. Un capitolo torbido, che anche Marino, sottolinea ha bisogno di essere bonificato.

    Ma il sindaco Ignazio Marino, oltre a dover affrontare il peso di problematiche complesse e incancrenite, spesso deve fare i conti con ‘problemi ordinari’, che però subiscono un immediato effetto eco, per via della sua carica pubblica. E’ il caso delle ‘famose’ multe che il sindaco prese lo scorso anno nella zona a traffico limitato di Roma, con la Panda rossa. Sembrava inizialmente, come sottolineato dal Corriere della sera, che le otto multe prese tra il 24 giugno e il 20 agosto 2014, fossero state sospese, per la presenza, secondo il database della Polizia Municipale, di qualche ricorso. Tuttavia Marino non avrebbe potuto aprire nessun tipo di ricorso, perché per legge, un sindaco non può avere cause pendenti con il proprio comune. Così, qualcuno giunse alla conclusione che un operatore all’interno dell’amministrazione comunale avesse bloccato le multe per fare un ‘favore’ al sindaco. Marino fu poi costretto a smentire il tutto con un video su Facebook che recitava così: ‘L’iter di rinnovo del permesso di accesso alla ZTL ha subito un ritardo amministrativo, per cui l’Agenzia della Mobilità ha rilasciato al sindaco un permesso temporaneo che è registrato in una white list. Lista bianca che però non viene rilevata dalle telecamere a presidio dei varchi. Dunque non c’è stata nessuna violazione da parte della Panda rossa di Marino’.

    Poi è stata la volta del camper di Marino, che circolava per Roma, pur essendo un Euro 1. In realtà, secondo il regolamento, per un mezzo del genere esiste il divieto di accesso all’interno del Centro storico e della fascia verde. Eppure il sindaco era stato avvistato all’Esquilino, per inaugurare il tour ‘Lo dico al Sindaco’. Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Campidoglio aveva dichiarato: ‘E’ un fatto gravissimo. Il sindaco dovrebbe dare l’esempio invece viola e ignora le norme stabilite da un provvedimento sancito dal Comune che lui stesso amministra. In barba alla mobilità sostenibile e a tutte le belle parole spese anche di recente sulla pedonalizzazione del Tridente, al fine di ridurre l’inquinamento ambientale’. E soprattutto, se la stessa ‘svista’ dovesse capitare a un comune cittadino, la multa non gli verrebbe di certo annullata…si porterebbe a casa una bella multa da 155 euro.

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