Immigrati peggio dei deportati: tutte le barbarie contro i migranti

Immigrati peggio dei deportati: tutte le barbarie contro i migranti
da in Immigrazione, Immigrazione clandestina, Politica, Polizia, Unione Europea
Ultimo aggiornamento: Domenica 21/02/2016 11:24

    Lasciano la loro terra d’origine, per cercare di trovare fortuna altrove. Spesso fuggono anche da lancinanti conflitti, che mettono in pericolo la loro stessa vita. Le destinazioni sono spesso quelle dell’Europa e comprendono gli Stati cosiddetti “evoluti”. Ma che condizioni trovano, una volta arrivati in questi Paesi? Come vengono trattati i migranti nei Paesi che si fanno portatori di civiltà? Non si tratta di Stati arretrati o militarizzati, eppure spesso le modalità che vengono riservate per l’accoglienza dei migranti non sono affatto “morbide”. Abbiamo assistito a vari casi in cui chi viene da un altro Stato, alla ricerca di una nuova vita, viene trattato in maniera poco civile.

    Il governo ceco, al centro di una grande ondata migratoria, ha cercato di correre ai ripari in un modo che fa riflettere e che crea anche stupore. Alcuni dettagli infatti colpiscono in maniera determinante. La polizia ceca ha segnato i migranti in arrivo a Breclav, al confine con l’Austria, con un numero scritto sul braccio con il pennarello. Si tratta di una strategia per identificare il treno e il vagone. Le stesse cifre, poi, vengono riportate anche sul biglietto del treno, sequestrato dalle autorità. Il provvedimento riguarda anche i bambini.

    In Germania 21 profughi sono stati ospitati a 400 chilometri dal campo di concentramento di Buchenwald, luogo della memoria, nel quale trovarono la morte circa 56.000 persone. Tutto ciò ha creato parecchie polemiche. I migranti siano stati collocati nel posto dove sorgeva Schwerte-Ostun, ex campo di lavoro, dove lavoravano circa 700 prigionieri alla costruzione della ferrovia.

    Di recente la polizia ungherese ha bloccato 9.380 profughi che stavano oltrepassando il confine tra Serbia ed Ungheria. 16 migranti sono stati arrestati in base alla legge che prevede fino a 3 anni di carcere per chi prova ad entrare illegalmente nel Paese. Nel frattempo è stato completato il muro anti-profughi di 75 chilometri al confine con la Serbia. Il muro dovrebbe impedire l’ingresso dei migranti nell’Unione Europea attraverso la frontiera ungherese.

    A Calais, cittadina francese che si affaccia sul Canale della Manica e che è diventata nota per essere il principale luogo di transito per i migranti diretti nel Regno Unito, la polizia avrebbe usato violenza contro un gruppo di migranti. Gli agenti li avrebbero trascinati fuori dal camion, li avrebbero malmenati e avrebbero usato contro di loro anche gas lacrimogeni.

    Ad aprile scorso almeno 4 persone sono morte nelle violenze contro gli stranieri, che si sono verificate a Durban, in Sudafrica. Si sono avuti degli scontri tra gli immigrati e la popolazione locale, perché proprio i profughi sono accusati di essere la causa dell’altissimo livello di disoccupazione nel Paese.

    Un gesto che ha fatto molto discutere è stato quello della reporter Petra László, della tv ungherese N1TV, legata al partito di estrema destra Jobbik. La videoreporter ha fatto uno sgambetto ad un migrante con il figlio in braccio, mentre tentava di scappare dalla polizia nei pressi di un villaggio dell’Ungheria. Il gesto è stato davvero poco edificante.

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