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Chi sono i Casamonica? La storia del clan più potente di Roma

Chi sono i Casamonica? La storia del clan più potente di Roma
da in Clan dei Casamonica, Politica
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 09/09/2015 12:13

    20 agosto 2015: presso la Chiesa di Don Bosco, a Roma (la stessa che rifiutò le esequie di Piergiorgio Welby, malato terminale di Sla, divenuto il simbolo della lotta per il diritto all’eutanasia), si è consumato il funerale della discordia, quello di Vittorio Casamonica, tra carrozze, Rolls Royce e l’inquietante sottofondo musicale con la colonna sonora del Padrino. E’ andato in scena un vero e proprio funerale da gangster, che ha dato vita a non poche polemiche. A questo punto una domanda sorge spontanea: chi sono realmente i Casamonica? Per comprendere l’ascesa di questa famiglia criminale è fondamentale andare indietro nel tempo, di almeno quarant’anni… Vittorio Casamonica è il capostipite del clan. E proprio a proposito della sua figura ha parlato la figlia Vera, ospite a Porta a Porta. La donna ha detto che Vittorio Casamonica è come Papa Giovanni Paolo II. Ha paragonato il padre a Papa Wojtyla. Ha detto espressamente: “Per noi lui era un re. Lui era un papà buono“. Per queste ragioni, secondo Vera, i suoi funerali dovevano essere celebrati alla grande. Vera Casamonica difende la memoria del padre, dicendo che con la mafia non c’entrava nulla. Spiega il fatto che avesse accumulato tanti soldi con l’appartenenza ad una famiglia benestante e con la vendita di automobili. Inoltre ribadisce che il nonno non era un boss. Le parole di Vera Casamonica hanno creato non poche polemiche e sono finite sui media di tutto il mondo.

    Innanzitutto, chi è Vittorio Casamonica? Morto all’età di 65 anni, è stato uno degli esponenti di maggior rilievo dell’intero clan. Il suo funerale, tra esagerazioni e lusso sfrenato, è lo specchio di un’esistenza condotta nello sfarzo più assoluto, immersa tra preziosità di valore inestimabile, come testimoniano le auto e i vari oggetti ritrovati nella sua abitazione, in seguito ad una perquisizione. Negli anni ’70 strinse rapporti con la banda della Magliana, mentre negli anni ’80 fu processato (e in seguito assolto) per alcuni sequestri.

    Il nome ‘Clan dei Casamonica’ arriva dalle famiglie Casamonica e Di Silvio, sinti stanziali, originari dell’Abruzzo. Secondo un nuovo rapporto dettagliato sul clan, realizzato dall’Osservatorio per la legalità e la sicurezza della Regione Lazio, ‘Si tratta di una fenomeno criminale complesso, perché i Casamonica vengono deportati a Roma durante il fascismo. E’ un gruppo enorme composto da diverse famiglie: Casamonica, Di Silvio, Di Gugliemo, Di Rocco, Spada e Spinelli. Famiglie strettamente connesse sulla base di rapporti fra capostipiti che si sono sposati con appartenenti alle varie famiglie, sul modello della ‘ndrangheta’. La squadra mobile di Roma afferma infatti che è impossibile infiltrare qualcuno nei Casamonica, sono tutti imparentati tra loro: ciò spiega perché nessuno abbia mai collaborato e soprattutto perché non ci siano mai stati pentiti. Operano principalmente nelle zone a sud-est della capitale: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, fino a Frascati o Monte Compatri.

    Le attività criminali dei Casamonica sono molteplici: si passa dallo spaccio e traffico di stupefacenti, all’usura tramite società finanziarie, passando per la truffa, l’estorsione e il recupero crediti per conto terzi. Nonostante siano una delle associazioni criminali più potenti e il loro patrimonio sfiori i 100 milioni di euro, sono stati accusati del reato di associazione a delinquere soltanto nel 2012. Attualmente godono della considerazione criminale dei potenti gruppi malavitosi calabresi e campani. Tuttavia, gli stessi membri dei Casamonica rifiutano il titolo di ‘clan’ o ‘associazione mafiosa’, e a tal proposito, proprio in questi giorni, hanno affermato: ‘La vera mafia è nella politica’. Tra 1970 al 1990, nel quartiere Romanina, nasce la vera fortezza Casamonica, protetta da recinzioni, videocamere, vigilanza armata: un impressionante mercato senza sosta per tutti i tossicodipendenti di Roma sud e dei Castelli Romani. Di recente, nel corso dell’inchiesta Mafia Capitale, sono emersi altri legami criminali, quelli tra Massimo Carminati, Salvatore Buzzi e Luciano Casamonica. Secondo la magistratura, quest’ultimo avrebbe percepito circa 20mila euro al mese dagli altri due, per attività di mediazione culturale nel campo rom di Castel Romano, luogo nel mirino degli affari del clan.

    I Casamonica si distinguono per l’utilizzo costante e feroce della violenza. In loro vive un totale rifiuto della legalità che si manifesta nei modi più diversi, persino nel furto di corrente elettrica, perché a loro avviso, i Casamonica non devono pagare nessuno. Un altro ambito in cui manifestano il loro rifiuto per le regole è l’edilizia: l’abusivismo edilizio è il loro fiore all’occhiello: case sfarzose al limite del pacchiano, con rubinetti in oro, jacuzzi e marmi ovunque, sono abitate da persone che dichiarano redditi al di sotto della soglia di povertà…. Girano in Ferrari con la stessa velocità con cui fanno girare schiaffi e pugni, dove e quando serve per ottenere denaro o favori di ogni natura.

    Ma il potenziale criminale più alto lo possiedono le donne. I Casamonica hanno infatti figure femminili in ruoli strategici e di rilievo. Hanno dimostrato più volte di saper sopportare pressioni fortissime, pur di difendere il proprio uomo: si parla anche di prestazioni sessuali in cambio di favori processuali (come nella vicenda dell’ex pm Staffa).

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