Grillini espulsi dal Movimento 5 Stelle: tutti i ripudiati da Grillo e Casaleggio

Sono diversi i grillini espulsi dal Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo si critica: nel M5S, specialmente all'inizio, è entrato chiunque. Ecco spiegate le molte espulsioni avvenute in dieci anni.

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    Parecchi sono stati gli espulsi dal Movimento 5 Stelle da quando è stato costituito. In tutti i casi sono state numerose le polemiche e molte volte queste decisioni hanno provocato degli scontri aperti tra chi non ha apprezzato questa operazione di allontanamento dal Movimento di Beppe Grillo dei dissidenti e chi, invece, sostiene che le regole di un movimento politico debbano essere pienamente rispettate. Il comico e leader a cinque stelle ha pure fatto autocritica in occasione dei dieci anni dalla prima Startup formatasi a Brescia, spiegando in qualche modo anche le varie decisioni che hanno portato a ”ripulire” il suo partito: ”Noi non eravamo pronti nel 2013: abbiamo incamerato chiunque dentro”.

    Certamente, però, i casi che hanno fatto discutere sono stati parecchi, da Marino Mastrangeli a Giovanni Favia, passando per Federica Salsi e per Antonio Venturino. Vediamo nello specifico chi sono tutti i parlamentari che sono stati espulsi dal Movimento 5 Stelle e per quali motivi sono avvenuti gli allontanamenti. Casaleggio e Grillo non si sono mostrati particolarmente indifferenti nei confronti di alcuni esponenti del movimento, che sono stati accusati di non rispettare le regole stabilite a livello generale.

    Proprio questo è stato un punto sul quale gli espulsi hanno rivendicato le loro posizioni, arrivando a dire che all’interno del movimento non ci si dimostra aperti nei confronti di chi assume idee differenti. In alcuni casi, come, per esempio, quello di Adele Gambaro, anche se la stessa ex grillina ha voluto precisare che non era in discussione la leadership di Grillo, tuttavia qualche polemica in questo senso c’è stata.

    Altre volte l’espulsione è arrivata in seguito alle dimissioni presentate da alcuni esponenti, che hanno deciso di mostrare il loro atteggiamento di rivalsa, in aperto contrasto con ciò che era stato stabilito a livello assembleare. E’ il caso, ad esempio, di Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani. In diversi casi i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, per decidere e mettere in atto l’espulsione, si sono serviti di uno strumento a loro molto congeniale: la rete. Proprio attraverso internet si è votato per il verdetto finale. Lo stesso Beppe Grillo molte volte si è rimesso al verdetto della rete, affermando che attraverso una decisione collettiva si può diventare più forti e più coesi.

    D’altro canto i dissidenti hanno fatto notare che spesso i gruppi territoriali non hanno mai espresso un voto di sfiducia nei loro confronti. Da questo punto di vista si può notare come le posizioni all’interno del movimento siano state piuttosto contrastanti. I casi dei vari grillini espulsi lo testimoniano apertamente. Oltre agli espulsi, comunque, dobbiamo citare altri grillini dissidenti, persone elette che hanno deciso volontariamente di lasciare il Movimento 5 Stelle.

    Paola Pinna

    Paola Pinna viene espulsa dal Movimento 5 Stelle il 27 novembre del 2014, in seguito ad una consultazione effettuata su internet. I motivi dell’espulsione sarebbero costituiti dal fatto che non avrebbe restituito parte dello stipendio, della diaria e dei rimborsi. La deputata si è difesa pubblicando in rete le immagini dei bonifici.

    Massimo Artini

    Massimo Artini viene accusato dai grillini di voler fare concorrenza a Casaleggio nella gestione della piattaforma informatica. E’ stato espulso con l’accusa di non aver restituito la diaria. E’ passato al Gruppo Misto.

    Marco Fabbri

    Nuove espulsioni nel MoVimento 5 Stelle dopo la tre giorni romana che ha visto eletti e attivisti riuniti al Circo Massimo. Il primo a cadere è stato Marco Fabbri, sindaco di Comacchio, espulso dal movimento una mail che ha certificato la fine della sua avventura politica con i pentastellati. Il motivo? Essersi prima candidato per guidare la Provincia e poi aver accettato la nomina ad assessore al turismo nella nuova giunta del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani del PD. La reazione del sindaco arriva dai social network in cui esprime tutta la sua amarezza “per una espulsione arrivata con metodologie squadriste, dove il dialogo democratico viene bandito e dove o si fa come vogliono loro oppure sei fuori”. Un lungo post su Facebook in cui insiste sulla “deriva fascista che lo stesso sta assumendo ha connotati davvero preoccupanti. Avrei voluto spiegare le mie motivazioni, il duro lavoro svolto in questi due anni, essermi confrontato e poi eventualmente essere espulso. Ma forse la votazione on-line poteva portare a dei risultati non graditi, quindi meglio liberarsene subito di chi ragiona con la propria testa e fa troppe domande”.

    Attivisti #Occupypalco

    Altre espulsioni dal M5S arrivano subito a ridosso della tre giorni romana “Italia 5 Stelle” organizzata al Circo Massimo: 4 questa volta gli attivisti cacciati dal movimento con un post scriptum a seguito dell’articolo scritto da Gianroberto Casaleggio sulla “morte dei giornali” pubblicato sul blog di Beppe Grillo. “Ps. Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia 5 Stelle per occupare il palco stesso”, si legge. “In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell’evento e delle centinaia di migliaia di attivisti del movimento presenti all’evento, i 4 sopracitati sono fuori dal M5S”. Nessun altro chiarimento su chi abbia preso questa decisione e con che modalità; poco dopo arriva la conferma dell’espulsione dallo stesso Grillo. Dalla sua pagina Facebook, l’ex comico scrive: “Vi ricordate? Erano saliti sul palco del Circo Massimo. Nei loro confronti abbiamo preso questa decisione”, con il link al post di Casaleggio e una foto che ritrae i quattro con lo striscione #Occupypalco segnalati con un cerchietto rosso. La decisione ha scatenato però forti polemiche all’interno del movimento: in molti hanno infatti manifestato il loro profondo dissenso sui social network. Da Facebook si fanno sentire anche gli espulsi. “#Occupypalco non si fermerà nella richiesta di trasparenza”, scrivono, dicendosi addolorati per la cacciata dal movimento.

    Andrea Defranceschi

    Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’assemblea regionale dell’Emilia Romagna, è stato espulso dal movimento politico di Beppe Grillo. L’annuncio è arrivato direttamente dal blog del principale esponente del movimento. Si tratta dell’ultimo rappresentante dei pentastellati che era rimasto nella Regione in seguito all’espulsione di Giovanni Favia, altro consigliere. A causa delle inchieste nelle quali era rimasto coinvolto, il nome di Defranceschi non era stato inserito nelle liste per le primarie del M5S in relazione alle elezioni regionali del 23 novembre. Defranceschi è stato condannato dalla Corte dei Conti per l’uso illecito di fondi per acquistare spazi di comunicazione politica. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, secondo la condanna, dovrà pagare 7600 euro e le spese di giudizio.

    Serenella Fucksia

    Agli espulsi del Movimento 5 Stelle si aggiunge il caso della senatrice Serenella Fucksia, che è stata sfiduciata in seguito alle critiche che la stessa senatrice ha rivolto nei confronti delle ultime decisioni del Movimento di Beppe Grillo, dopo una riunione del gruppo a Palazzo Madama. Sentite le parole della Fucksia, il Movimento 5 Stelle ha scritto un comunicato, specificando di dissociarsi decisamente dalle sue dichiarazioni. Nello specifico il gruppo Fabriano ha affermato che non possono essere accettate le ipotesi sul caso della procedura di espulsione del senatore Pepe e il fatto che la senatrice avrebbe accusato di incompetenza gli altri senatori. I rappresentanti del M5S hanno ritenuto le parole di Serenella Fucksia una mancanza di rispetto per il lavoro svolto da tutti gli altri attivisti.

    Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani

    Dal Movimento 5 Stelle sono stati espulsi altri 5 senatori. Si tratterebbe di personalità dimissionarie dal movimento e a fare i loro nomi è stato lo stesso Beppe Grillo, attraverso un post pubblicato sul suo blog. Il leader del M5S ha detto a chiare lettere: “Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani sono fuori dal M5S”. Beppe Grillo ha specificato che i 5 hanno ufficialmente presentato le loro dimissioni al Presidente del Senato Piero Grasso e le motivazioni addotte non sono rapportabili ad eventi personali o familiari, ma sono da interpretare come un gesto politico in contrasto con quanto è stato stabilito dall’assemblea dei parlamentari del movimento. Secondo Beppe Grillo, i 5 si sono isolati e per questo non possono continuare ad essere considerati dei rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Esulta Lorenzo Battista, altro senatore espulso, che aveva lanciato l’intenzione di costituire un gruppo più democratico formato da ex 5 Stelle.

    Orellana, Campanella, Bocchino e Battista

    Di recente quattro esponenti del M5S sono finiti sotto i riflettori. Si tratta in particolare dei senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. L’assemblea dei gruppi parlamentari del movimento di Beppe Grillo ha votato favorevolmente alla procedura di espulsione. Quest’ultima dovrà essere decisa dai militanti del Movimento 5 Stelle attraverso un sistema di voto su internet. 73 sono stati i voti favorevoli per Battista, 67 per Bocchino, 70 per Orellana e 77 per Campanella. La parola adesso torna agli elettori del M5S, che potranno decidere attraverso il voto online.

    I rappresentanti del movimento hanno preso la decisione attraverso una riunione a Montecitorio trasmessa in streaming. La reazione di Beppe Grillo è stata positiva. Sul suo blog ha commentato la decisione del voto online con queste parole: “Adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti. Abbiamo una battaglia: dobbiamo vincere le europee e le vinceremo”. I dissidenti hanno risposto alle accuse che sono state rivolte loro con un video. A proposito della loro posizione, ad esempio, Luis Orellana ha messo in evidenza che i gruppi territoriali non li hanno mai sfiduciati con un voto assembleare.

    Adele Gambaro

    Nel corso di un’intervista, la senatrice Adele Gambaro ha criticato duramente Beppe Grillo, accusandolo di danneggiare il movimento. La Gambaro ha detto: “E’ lui il nostro problema”. Secondo la senatrice, il movimento politico sta “pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento”. La Gambaro ha spiegato di non voler mettere in discussione la leadership di Grillo, ma, ha affermato, “Se fossi in Grillo rifletterei molto attentamente. Perché sono stati commessi errori molto gravi”.

    La reazione da parte di Grillo è stata immediata, prima attraverso una domanda inserita sul suo blog, “Sono io il problema?”, e poi con un post con il quale ha invitato la senatrice a lasciare il Movimento 5 Stelle. L’espulsione della senatrice dal movimento è stata poi confermata nel mese di giugno, attraverso il voto degli attivisti su internet. Su 19.790 voti, il 65,8% ha votato a favore dell’esplusione.

    Alessio Tacconi

    Alessio Tacconi è un italiano che risiede in Svizzera. E’ stato eletto nella circoscrizione estera. Fin dai primi tempi della sua elezione ha affrontato diverse critiche e poi vengono chieste le sue dimissioni e infine l’espulsione, perché gli oppositori sostengono che con le sue politiche ha violato le regole.

    Antonio Venturino

    Antonio Venturino, vice presidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stato espulso dal M5S a maggio, in relazione ad una polemica relativa alla diaria. Secondo quanto affermato sul blog di Beppe Grillo, Venturino “ha violato una delle regole fondanti del Movimento: la restituzione, con rendicontazione, delle somme eccedenti i 2.500 euro più rimborsi spese”. Sul post si leggeva: “L’ultima restituzione di parte degli emolumenti fatta da Venturino è infatti relativa allo stipendio di febbraio. Da allora il black-out, nonostante i pressanti e ripetuti inviti fatti dai tutti i colleghi, ma sempre rimasti lettera morta. Finora Venturino ha restituito circa 13 mila euro a fronte dei circa 30 mila di tutti gli altri componenti del gruppo”. Nel giorno dell’espulsione, Venturino aveva rilasciato un’intervista nella quale criticava la linea del Movimento tenuta dal leader: “Il Movimento non ha una strategia. E se ce l’ha, è davvero difficile da comprendere”. Ma il M5S Sicilia ha spiegato che le “presunte divergenze di natura politica accampate da Venturino sono da ritenersi una foglia di fico posta a copertura di precise scelte evidentemente maturate da tempo”.

    Marino Mastrangeli

    Marino Mastrangeli è stato espulso dal Movimento 5 Stelle alla fine del mese di aprile, per violazione del codice di comportamento degli eletti in Parlamento. La “colpa” di Mastrangeli è stata quella di partecipare ad alcuni talk show in televisione, come L’aria che tira su La7 e Pomeriggio Cinque su Canale 5. L’espulsione è stata decretata con il voto degli attivisti online. Il 40% dei votanti ha scelto l’opzione dell’esplusione.

    Federica Salsi

    Federica Salsi, consigliera bolognese dei 5 Stelle, è stata espulsa successivamente alla sua partecipazione al talk show televisivo Ballarò di Rai 3. Federica Salsi si era sfogata in seguito nel corso di un’intervista su internet: “Il dissenso non è concepito all’interno del Movimento. Paradossalmente i partiti, con tutti i disastri che hanno arrecato a questo Paese, sono più controllabili dai cittadini di quanto lo siano Grillo e Casaleggio”. Poi ha parlato anche del futuro del movimento in Parlamento: “Non emerge un progetto politico ma uno slogan elettorale. Viene il dubbio se non via sia la volontà solo di aumentare il volume di affari del blog di Beppe. Le persone candidate sono dilettanti allo sbaraglio. Non sono minimamente preparate”.

    Grillo ha espulso la Salsi nel dicembre 2012, postando sul suo blog un messaggio: “A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri”.

    Valentino Tavolazzi

    Beppe Grillo ha espulso Valentino Tavolazzi nel marzo 2012. Il consigliere comunale di Ferrara, fondatore della lista civica Progetto per Ferrara, ha partecipato ad una convention organizzata da alcuni attivisti a Rimini, dalla quale il leader del movimento aveva precedentemente preso le distanze. Beppe Grillo ha annunciato l’allontanamento di Tavolazzi con queste parole: “Per me da oggi è fuori dal M5S con la sua lista. Chi lo vuole lo segua”.

    Raffaella Pirini

    La consigliera comunale di Forlì Raffaella Pirini ha ricevuto alla fine del mese di novembre una lettera di espulsione, attraverso la quale un legale la diffidava ad utilizzare “anche solo per allusione al nome o ai marchi di proprietà del sig. Grillo Giuseppe e alla sua immagine”. Con molta probabilità l’espulsione è arrivata dal momento che proprio la Pirini aveva effettuato una presa di posizione contro gli allontanamenti avvenuti in Emilia Romagna (Favia, Tavolazzi e Salsi).

    Giovanni Favia

    Anche Giovanni Favia è stato allontanato dal movimento per aver contestato l’operato di Beppe Grillo. Sembra che Favia avesse detto che Grillo e Casaleggio gestivano in maniera personalistica il partito. Nel corso di un fuori onda durante un’intervista in tv, Favia avrebbe detto delle frasi che mettevano in dubbio la linea democratica del movimento di Grillo. Le parole sembravano rivolte anche nei confronti di Gianroberto Casaleggio. Favia avrebbe affermato che “noi dobbiamo stare molto attenti quando parliamo”.