Direttori musei italiani: troppi stranieri nelle nuove nomine di Renzi

Direttori musei italiani: troppi stranieri nelle nuove nomine di Renzi
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    Novità dal Mibact: il ministero per i Beni culturali ha svelato i nomi dei nuovi direttori dei venti musei italiani più importanti, così come previsto dalla riforma Franceschini in seno al governo Renzi. I venti nuovi nominati sono 10 uomini e 10 donne, ma malgrado questa tutela delle quote rosa sia un passo avanti per le pari opportunità, la selezione è stata criticata vista la quantità di stranieri presenti. Sono sette, e tutti cittadini dell’Unione Europea Ue: nel dettaglio abbiamo 3 tedeschi, 2 austriaci, un britannico e un francese. C’è da segnalare anche la presenza di quattro italiani che rientrano dall’estero, e di una nomina avvenuta all’interno del ministero.

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    Per far dirigere i nostri musei, non si poteva pescare tra nomi ed eccellenze tutte squisitamente italiane? La risposta (affermativa) sembra scontata, dal momento che in Italia ci sono esperti e studiosi dell’arte di grande caratura, certamente all’altezza di un tale incarico. E infatti le critiche si sono levate, così come gli scudi nello spiegare la scelta.

    Secondo le procedure previste dalle norme all’interno delle terne indicate dalla Commissione per ciascun museo, il Ministro ha scelto i direttori dei 7 Musei di I fascia, mentre il Direttore Generale Musei Ugo Soragni ha scelto i Direttori dei 13 Musei di II fascia. Nonostante le critiche giunte da più parti dopo aver letto la lista di nuovi nominati (soprattutto riguardo ai manager provenienti dall’estero), il ministro Dario Franceschini sembra non avere dubbi: ”Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni”, sottolineando come la Commissione presieduta da Paolo Baratta abbia svolto un grande lavoro ed ha ”offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact (Ugo Soragni) e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore. I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all’estero”.

    Il senatore del Pd, Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, interviene sull’argomento buttando acqua sul fuoco: ”I direttori dei 20 grandi musei sono professionisti dal passaporto internazionale, scelti per merito ed esperienze.

    Il ministro Franceschini ha realizzato un’operazione coraggiosa, che ha l’obiettivo di rimettere le nostre principali istituzioni culturali nelle condizioni di competere nel mondo. Mi auguro che i bandi internazionali diventino sempre di più una cosa normale”. Per i più curiosi, dei venti nominati 14 sono storici dell’arte, quattro archeologi, un museologo/manager culturale e un manager culturale.

    Per conoscere più a fondo i profili dei nuovi direttori, sfogliate la galleria fotografica in cima all’articolo.

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