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M5S assume 25 dipendenti alla Camera, il PD scatena la polemica sul Jobs Act

M5S assume 25 dipendenti alla Camera, il PD scatena la polemica sul Jobs Act
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    M5S assume 25 dipendenti alla Camera, il PD scatena la polemica sul Jobs Act

    AP/LaPresse

    Il bilancio con consuntivo di Montecitorio del 2014, atteso in Aula settimana prossima per il voto dei deputati, riporta che il Movimento 5 Stelle assume 25 dipendenti alla Camera avvalendosi del Jobs Act, certificando 30 dipendenti di cui 29 assunti a tempo indeterminato. Il M5S replica additando la Riforma del Lavoro come un provvedimento inutile, che limita la crescita del mercato del lavoro e non tutela i lavoratori stessi.

    “Lo ribadiamo: il nostro gruppo parlamentare, in ossequio all’articolo 1 comma 1 del dl 34/2014, ha convertito alcuni contratti da tempo determinato fino a fine legislatura a tempo indeterminato ‘fino a finelegislatura’”, ha detto il loro tesoriere Vincenzo Caso, del gruppo parlamentare alla Camera. “Questo perché la riforma Poletti non ha provveduto a definire la circostanza dei gruppi parlamentari che per natura hanno una vita limitata alla legislatura: è un non senso assumere a tempo indeterminato se il gruppo parlamentare verrà meno naturalmente al più tardi nel 2018″.

    E’ stata subito polemica da parte del PD nei confronti del Movimento, che si è attaccato alla volta in cui hanno fatto le barricate contro l’approvazione del Jobs Act che aveva eliminato l’articolo 18, occupando i banchi del governo.

    La vicesegretaria del PD Debora Serracchiani ha twittato: “M5S ha capito che JobsAct funziona e lo usa assumendo 25 dipendenti alla Camera. Meglio tardi che mai”, mentre Alessia Morani “E’ bene ricordare le scene deliranti in Parlamento contro la legge!”.

    Intanto, stando al bilancio del 2014, il debito del PD cresce e poco meno della metà dei fondi erogati dalla Camera ai gruppi parlamentari va a al partito, che conta 306 deputati su 630. Nel bilancio con consuntivo dell’anno scorso di cui abbiamo qui sopra parlato, emerge che al 31 dicembre 2014 sono stati erogati ai gruppi 32 milioni di euro, di cui 14 milioni e 250mila versati nelle casse del PD, 4 milioni e 400 mila al M5S (mezzo milione in più rispetto il 2013 per i suoi 91 seggi), 3 milioni e 400 mila euro a Forza Italia (300mila in meno dell’anno prima), 1 milione e mezzoal nuovo gruppo Area Popolare, nato dalla fusione di Ncd e Ndc, stessa cifra a Sel (100 mila euro in più del 2013). Scelta Civica ha ottenuto 1 milione e 300 mila euro nel 2014, mentre nel 2013 ne aveva ricevuti un milione e 800mila. Alla Lega, con 17 deputati a Montecitorio, sono stati destinati 996mila euro, quasi 200mila in più del 2013.

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