Matteo Renzi intercettato: tutti gli scheletri nell’armadio del Premier

Matteo Renzi intercettato: tutti gli scheletri nell’armadio del Premier

    Sono emerse delle intercettazioni che coinvolgerebbero il Premier Matteo Renzi, il quale sarebbe stato sentito dare dei giudizi poco graditi nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta. Era l’11 gennaio del 2014 e al momento Renzi era soltanto il segretario del PD. Il politico ha ricevuto una chiamata da parte del comandante della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, che è anche un suo amico. In questa telefonata si fanno delle allusioni a ciò che riguarda lo stravolgimento che in breve tempo avrebbe coinvolto Palazzo Chigi. Intercettazioni davvero interessanti, che gettano ombre inquietanti sulle particolarità delle “mosse” che allora avrebbero dovuto essere in programma nell’ambito dell’esecutivo. Le intercettazioni, pubblicate dal Fatto Quotidiano, ci danno molte indicazioni in questo senso.

    Adinolfi e Renzi hanno cercato di mettersi d’accordo nella telefonata per vedersi nei giorni seguenti. L’attuale Premier era un po’ impegnato, perché avrebbe dichiarato che stava per chiudere “un accordo sul governo”. Il comandante della Guardia di Finanza ha chiamato tutto ciò “rimpastino”, mentre Matteo Renzi ha parlato di un vero e proprio “rimpastone”. A: Come stai amico mio? Tanti auguri, tanti auguri e complimenti. Matteo, spero di vederti in qualche occasione. R: Con molto, molto piacere. La settimana prossima sarà un po’ decisiva perché vediamo se riusciamo a chiudere l’accordo sul governo. E… A: Rimpastino? R: Sì, sì. Rimpastino sicuro. Rimpastone, no rimpastino! Il problema è capire anche… se mettere qualcuno dei nostri… A: È lì il punto! O stare fuori, va bene? R: No, bisogna star dentro. A: Oppure stare dentro. R: Stare dentro però rimpastone. A: Significa arrivare al 2015. R: E sai, a questo punto, c’è prima l’Italia, non c’è niente da fare. Mettersi a discutere per buttare all’aria tutto, secondo me alla lunga sarebbe meglio per il Paese perché lui è proprio incapace, il nostro amico. Però… A: È niente, Matteo, non c’è niente, dai, siamo onesti.

    Matteo Renzi, ad un certo punto della conversazione, si è spinto anche oltre, dando un vero e proprio giudizio nei confronti di Letta, che non ha esitato a definire incapace. Ha detto che Letta non è cattivo, ma proprio non è capace e che quindi l’alternativa sarebbe governarlo da fuori. Sarebbe scattata anche l’ipotesi di offrire all’allora Presidente del Consiglio l’incarico di Presidente della Repubblica per il 2016. Lo stesso Adinolfi avrebbe confermato che Letta avrebbe proprio “il taglio del Presidente della Repubblica”. R: Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace. E quindi… però l’alternativa è governarlo da fuori… A: Secondo me il taglio del Presidente della Repubblica. R : Lui sarebbe perfetto, gliel’ho anche detto ieri. A: E allora? R: L’unico problema è che … bisogna aspettare agosto del 2016. Quell’altro non c’arriva, capito? Me l’ha già detto. A: Sì sì, certo certo. R: Quell’altro 2015 vuole andar via e … Michele mi sa che bisogna fare quelli che… che la prendono nel c**o personalmente… poi vediamo magari mettiamo qualcuno di questi ragazzi dentro nella squadra… a sminestrare un po’ di roba. A: Sì sì, ho capito. R: Purtroppo si fa così. A: Non ci sono alternative, perché quello, il numero uno non molla e quindi che fa.

    Dalle intercettazioni emergerebbe anche che Letta non avrebbe accettato di diventare Presidente della Repubblica, anche perché l’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano si sarebbe detto contrario a questa mossa: “L’unico problema è che…bisogna aspettare agosto del 2016. Quell’altro non ci arriva, capito? Me l’ha già detto”.

    In ogni caso Letta, a detta degli interlocutori, potrebbe essere anche un ostacolo come Capo dello Stato, perché manifesterebbe una certa ostilità nei confronti di Silvio Berlusconi. Da questo si capirebbe come lo stesso Renzi abbia avuto rapporti di accordi con il cavaliere. Infatti nell’intercettazione si dice anche: “E poi il numero uno anche se mollasse ce l’ha a morte con Berlusconi per cui… E Berlusconi invece sarebbe più sensibile a fare un ragionamento diverso. Vediamo via, mi sembra complicata la vicenda”.

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