Fuoriusciti dal PD: tutti quelli che hanno lasciato Renzi

Fuoriusciti dal PD: tutti quelli che hanno lasciato Renzi

    Alla fine Stefano Fassina ha lasciato il PD. Dopo un tira e molla, durato qualche ora, l’ex sottosegretario ha ufficializzato l’addio ai dem e ora guarda ai fuoriusciti e ai loro progetti politici, in particolare Pippo Civati. Tutto era iniziato con un video, postato su Youtube, di un suo intervento a una iniziativa del partito a Capannelle, in cui ha dichiarato che “non ci sono più le condizioni per andare avanti nel PD”. In serata però lo stesso Fassina ha spiegato a La Presse di non aver intenzione di abbandonare il partito, confermandolo con un tweet. Qualche ora ed è arrivata l’ufficializzazione. “Ieri nel circolo Pd di Centocelle ho con sofferenza lasciato il Pd. L’ho fatto ieri in un circolo di periferia perché lì stanno le mie radici“, ha dichiarato in conferenza stampa nel pomeriggio. Con lui lascia anche la deputata Monica Gregori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in realtà colmo da tempo, è stata la fiducia sulla riforma della scuola.

    La convivenza tra le diverse correnti interne al PD è fallita in diverse occasioni e alcuni nomi importanti del partito hanno deciso di lasciare, in aperto dissenso con la linea politica di Renzi. Tra questi c’è anche Pippo Civati, deputato e avversario del segretario alle ultime primarie, che ha ufficializzato l’addio al partito e al gruppo parlamentare con il voto contrario sulla fiducia messa dal governo sull’Italicum. L’ex dissidente ha presentato il suo nuovo progetto politico qualche giorno fa: “Possibile”, questo il nome scelto, punta a costruire un percorso alternativo a sinistra con una rinnovata convergenza anche con SEL di Nichi Vendola.

    A lasciare è stato anche Sergio Cofferati. La decisione dell’ex sindaco di Bologna è arrivata nel pieno delle polemiche per la vittoria della sfidante Raffaella Paita alle primarie per le regionali in Liguria. L’ex sindacalista aveva fatto ricorso per alcune irregolarità riscontrate nel voto, ma Renzi aveva proclamato la vittoria della Paita e la sua candidatura per il PD prima di avere i risultati della commissione interna. Da qui la scelta di uscire dal partito: “In un partito che non dice nulla, in questa situazione io non posso più restare“, disse ai giornalisti. L’addio al PD non è coinciso con l’abbandono del seggio al Parlamento Europeo, dove è stato eletto nelle file dei dem.

    Dopo Cofferati e Civati, è stata la volta di Elly Schlein, europarlamentare civatiana e tra le animatrici di #OccupyPD. Eletta alle ultime europee che segnarono il massimo picco di popolarità di Renzi (al 40%), la Schlein ha ufficializzato l’addio dal PD con un lungo post su Facebook. “Me ne vado anch’io, è troppo tempo che non mi riconosco più in nulla di quello che fa questo governo. Temo che il partito non esista più e si sia trasformato in un’altra cosa“, aveva scritto.

    La filosofa e deputata Michela Marzano ha dichiarato di essere pronta a lasciare il PD e di attendere solo il voto sulla legge sui diritti civili per ufficializzare il suo addio al partito e alla politica. Docente di filosofia morale a Parigi, la Marzano era stata convinta dall’ex segretario Pierluigi Bersani e dall’ex premier Enrico Letta a entrare in Parlamento per portare avanti la sua battaglia sui diritti individuali. “Mi disturba il modo in cui Renzi gestisce il potere. Si circonda di incompetenti e incapaci, così da poter decidere tutto lui“, aveva dichiarato in un’intervista a Repubblica.

    Il PD di Renzi ha però conquistato nuovi deputati e senatori, accogliendo nelle sue fila ex esponenti di Scelta Civica. Il partito, fondato dall’ex premier Mario Monti, ha così perso sei senatori, passati ai dem: si tratta di Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Benedetto Della Vedova, Gianluca Susta e la ministra Stefania Giannini.

    Da Scelta Civica è arrivato al PD anche il deputato Andrea Romano. In realtà si tratta di un ritorno: vicino a Massimo D’Alema negli anni Novanta e a Francesco Rutelli nei primi anni Duemila, è passato da Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo e da Scelta Civica, con cui è entrato in Parlamento la prima volta nel 2013.

    Tra i primi a passare nel PD di Renzi, si segnala Gennaro Migliore, ex capogruppo di SEL alla Camera. Lasciato il partito di Nichi Vendola nel giugno 2014, a ottobre ufficializzò il suo ingresso nei dem. Candidatosi alle primarie per la Regione Campania e poi ritiratosi, a marzo è stato scelto dal presidente del partito Matteo Orfini come commissario per il PD del Municipio di Tor Sapienza e Tor Bella Monaca dopo lo scandalo di Mafia Capitale.

    1186

    PIÙ POPOLARI