Emma Bonino è guarita dal tumore al polmone: «Non sono il mio cancro»

Emma Bonino è guarita dal tumore al polmone: «Non sono il mio cancro»
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    Emma Bonino attraverso un videomessaggio in occasione dell’incontro “Ieo per le donne”, promosso da Umberto Veronesi, per ricordare le donne che continuamente si impegnano nella loro vita quotidiana a combattere contro il cancro, ha parlato dei suoi 7 aiuti che l’hanno spinta a contrastare il tumore al polmone. Sono vari gli elementi che hanno aiutato la leader dei Radicali nella sua lotta. Emma Bonino ha detto che è stato importante non identificarsi mai con il tumore, continuare a fare sogni e progetti e soprattutto continuare a guardare avanti.

    L’ex presidente del Senato ha detto chiaramente che, nonostante le difficoltà, è rimasta una persona con dei sogni e con dei progetti. Un insegnamento che le ha dato sua madre, nonostante i sogni non sempre si possono realizzare. Emma Bonino ha avuto molta fiducia nella squadra medica che la seguiva. Ha riferito di non essere mai andata su internet per cercare informazioni sulla malattia, ma i medici, l’oncologo, la radioterapista e la nutrizionista, l’hanno aiutata a portare avanti la dura battaglia e a resistere anche fisicamente nel percorso di cura intrapreso.

    Da quello che emerge dal bollettino medico e dagli esami clinici fatti negli ultimi giorni si riscontra che il tumore che l’affliggeva è sparito. Per curarsi dal cancro al polmone, la Bonino si è sottoposta ad una terapia, che ha avuto esito positivo. E’ stata la stessa politica a ringraziare tutto il personale medico che l’ha assistita in questi mesi e ha voluto trasmettere un messaggio di speranza ai tanti malati che stanno seguendo i percorsi terapeutici. La Bonino poi ha spiegato che dovrà fare una radioterapia preventiva al cervello e dovrà osservare un periodo di riposo. Ha detto che ben presto ritornerà a dedicarsi alle attività politiche.

    L’annuncio, che ha scioccato la politica italiana, era stato fatto dalla stessa Bonino il 12 gennaio. In quell’occassione aveva dichiarato di avere un tumore al polmone e di aver già iniziato una lunga terapia. L’ex ministro aveva parlato a Radio Radicale e confermato il suo delicato momento personale, chiarendo che non aveva intenzione di sospendere l’attività politica, anche se sarebbe stata costretta a ridurla perché “dalla passione politica non ci si dimette”. Intanto, sulla rete era subito partita la campagna spontanea di solidarietà: su Twitter è diventato virale l’hastag #forzaemma.

    La scoperta è avvenuta tramite alcuni esami medici di routine, ha raccontato la Bonino con la voce rotta dall’emozione. Il tumore è stato individuato al polmone sinistro, localizzato e asintomatico. Da subito è iniziata la chemioterapia. La Bonino si è rivolta agli operatori dei media chiedendo di “rispettare questa situazione senza mettersi a fare indagini o robe varie, ringrazio gli operatori che anche nei momenti più difficili mi sono stati accanto nel limite delle loro possibilità”.

    Infine un appello a “tutti coloro che in Italia e altrove affrontano questa o altre prove voglio solamente dire che dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata”.


    Nata a Bra il 9 marzo 1948, Emma Bonino è una delle donne più importanti della scena politica italiana, da sempre attiva nel Partito Radicale. La sua carriera inizia proprio nelle file del partito di Marco Pannella, venendo eletta in Parlamento nel 1976 e nel 1979 in quello Europeo. Nella sua lunga militanza politica si è occupata di tematiche sociali e civili scottanti, fin dall’aborto e dal divorzio in un’Italia ancora molto influenzata dalla Chiesa Cattolica. Tra le sue battaglie si segnala quella per la lotta alla fame nel mondo, contro la pena di morte e quella che ha portato alla creazione di una Corte Penale Internazionale sui crimini contro l’umanità.

    Nel 1994, con i Radicali alleati del governo Berlusconi, viene scelta come Commissaria Europea per la politica dei consumatori, della pesca e dell’Ufficio Europeo per l’Aiuto umanitario d’urgenza: nel 1995 è la prima commissaria UE a entrare in Bosnia dopo la fine della guerra dei Balcani e denuncia il disinteresse della comunità internazionale per quelle terre martoriate.

    Profonda conoscitrice della politica estera e del mondo arabo, la Bonino segue in prima persona le tante crisi che hanno caratterizzato gli anni Novanta e oltre, dal genocidio in Ruanda alla guerra in Somalia, fino all’ascesa dei Talebani afghani. Dopo la sua lunga carriera in Europa, continua a fare politica in Italia e porta avanti le sue numerose battaglie per le libertà civili, dalla lotta alla mutilazione genitale femminile all’eutanasia.

    Nel 2006 con il secondo governo Prodi viene scelta come ministra delle Politiche Europee; nel 2008 è vicepresidente del Senato. Il suo nome è tra i primi a circolare come candidata a Presidente della Repubblica. Quando nel 2013 il Parlamento è nello stallo per l’elezione del successore di Napolitano, la Bonino sembra una delle favorite almeno dagli italiani. Nell’aprile 2013 con l’avvento del governo Letta, viene nominata ministra degli Esteri.

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