Tutte le gaffe dei grillini: la corrida del Movimento 5 Stelle

Molte volte gli esponenti del Movimento 5 Stelle sono stati protagonisti di gaffe incredibili. Le loro affermazioni hanno suscitato un certo clamore.

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    strong>gaffe dei grillini, una sorta di vera e propria corrida del Movimento 5 Stelle, i cui i rappresentanti del partito di Beppe Grillo sono stati degni protagonisti. In molte occasioni i rappresentanti del Movimento 5 Stelle non si sono dimostrati proprio all’altezza della situazione e hanno fatto di tutto per calarsi in episodi molto particolari, che, da un lato, fanno sorridere, ma, dall’altro, ci impongono di guardare senza mezzi termini alla classe politica del nostro Paese e di coglierne anche gli aspetti più decisamente ironici.

    Valeria Ciarambino: “Una volta a Natale ho salvato un capitone”

    Le affermazioni di alcuni 5 Stelle si traducono spesso in delle vere e proprie gaffe, che lasciano perplessi o almeno fanno sorridere. Sul Mattino di Napoli è stata pubblicata qualche tempo fa una scheda che ci dà alcune informazioni su Valeria Ciarambino, candidata alle regionali campane, proprio del movimento di Beppe Grillo. Nella scheda si dice che ha 42 anni, che ha fatto la maturità classica, e si scende nei particolari anche per quanto riguarda il reddito, la canzone della gioventù, la vacanza che più ricorda, il piatto preferito e molto altro ancora. Due dettagli, però, non possono mancare di attirare l’attenzione. La Ciarambino dice che il suo libro preferito è quello della sua adolescenza, che l’ha accompagnata fino all’età adulta. Si tratta di Siddharta. Peccato però che l’autore viene leggermente modificato: “Herman Hess”. Ma l’elemento che più colpisce è quello che troviamo alla voce animali domestici. La Ciarambino afferma che adora i cani, ma in generale ama tutti gli animali. Poi specifica puntualmente: “Una volta a Natale ho salvato un capitone dal cenone natalizio e l’ho allevato in una bacinella per mesi”.

    Carlo Martelli gioca a Candy Crush

    Uno degli episodi si riferisce a un post sulla pagina Facebook della Lega Nord Padania: ‘il senatore del movimento 5 stelle Carlo Martelli gioca a Candy Crush durante la seduta parlamentare’, si legge nella didascalia della foto pubblicata sul social. Poi segue un commento di Gian Marco Centinaio: ‘Ma questi non dovevano essere quelli che aprivano le istituzioni come una scatoletta di tonno?‘. L’ennesima scivolata grillina si aggiunge ad altre che hanno visto come protagonisti molti dei parlamentari a cinque stelle.

    Michele Giarrusso: “Renzi sarebbe da impiccare”

    Il senatore Michele Giarrusso, ai microfoni della Zanzara, su Radio 24, ha detto che Renzi sarebbe da impiccare, perché non avrebbe mai lavorato in vita sua e sarebbe da considerare un truffatore. Il senatore grillino ha sottolineato che Renzi avrebbe cercato di salvare “il suo complice Berlusconi”. Poi ha specificato nei dettagli come agganciare la corda a un albero. Giarrusso ha detto che l’attuale Premier avrebbe lavorato “a casa del papà, dove tutti sono precari, tranne lui, che è entrato come dirigente”. Poi ha affermato che il Presidente del Consiglio “se ne va in vacanza con un aereo a 9.000 euro all’ora con i nostri soldi. Inoltre ha aggiunto che Renzi avrebbe truffato la previdenza. Il Partito Democratico si è detto molto risentito e lo stesso Beppe Grillo ha preso le distanze dalle affermazioni di Giarrusso.

    La scivolata del sindaco di Livorno

    Il sindaco di Livorno, il grillino Filippo Nogarin, ha preso davvero una bella scivolata, offendendo gli elettori di sinistra. Mentre si trovava al Circo Massimo di Roma, si vantava fra i suoi, con queste parole: “Sapete che ho fatto disinfettare l’ippodromo, dopo che lì si è svolta la Festa dell’Unità?”. Da parte degli altri sono arrivate delle vere risate. Non è la prima volta che agli elettori di sinistra vengono riservate delle offese. Qualche tempo fa, di fronte alla platea di Confcommercio, anche Silvio Berlusconi ha definito gli elettori di sinistra “coglioni”, per poi ritrattare, correggendo il tiro e dicendo che il termine esatto sarebbe stato “masochisti”.

    Giochi in Aula

    Ma questi non dovevano essere quelli che aprivano le istituzioni come una scatoletta di tonno?“, si chiede il senatore leghista Gian Marco Ceninaio, postando in Rete una foto che ritrae un parlamentare del Movimento Cinque Stelle intento a giocare con il cellulare. Il commento al vetriolo del leghista prosegue: “In Senato i 5 stelle si rilassano con Candy Crush durante il dibattito parlamentare. Ma non dovevano essere quelli che aprivano le istituzioni come una scatoletta di tonno? Da demolitori della casta a distruttori di caramelle!“. A macchiarsi di questa vergogna sarebbe, secondo i leghisti, il parlamentare Carlo Martelli.

    “Renzi ha scambiato il Senato per Gaza”

    Diversi parlamentari del Movimento 5 Stelle si sono espressi, commentando la votazione sul ddl delle riforme. I loro commenti sono stati piuttosto forti, specialmente per quanto riguarda ciò che sta succedendo sulla riforma del Senato. Alcuni paragoni possono essere assimilati a delle vere e proprie gaffe. Il senatore Nicola Morra ha detto: “Renzi pensa che il Senato sia come Gaza”. Poi un altro parlamentare grillino, Carlo Sibilia, ha riproposto questo paragone tra Palazzo Madama e Gaza, affermando: “A Gaza muoiono civili e soldati, in Italia muore la democrazia”. La colpa è stata attribuita da Sibilia a Napolitano, Grasso, Renzi e Berlusconi.

    Pranzo al ristorante della casta

    Beppe Grillo, dopo essere stato a Palazzo Madama per assistere ai lavori dell’Aula, è andato a prendere un caffè, approfittando anche per scambiare due chiacchiere con il premio Nobel Carlo Rubbia. Alla fine ha deciso di concedersi un pranzo al ristorante del Senato. Con lui c’erano anche alcuni membri del Movimento 5 Stelle, fra i quali anche il portavoce Rocco Casalino. Dopo il pranzo, sulle pagine Facebook e Twitter dei senatori del PD è comparsa la foto dei leader pentastellati col piatto in mano e con una scritta piuttosto ironica. Si trattava della domanda: “Ma non era il ristorante della Kasta?”.

    Daniele Del Grosso e il matrimonio a 5 Stelle

    Daniele Del Grosso, deputato del Movimento 5 Stelle, si è sposato e ha deciso di festeggiare in modo particolare il suo matrimonio. Lui stesso ha scritto sulla sua pagina Facebook che si è trattato di un matrimonio a 5 Stelle in tutti i sensi. Quello che ha colpito più l’attenzione è stata la bandiera del movimento utilizzata come tovaglia per il tavolo degli sposi. Non sono, comunque, mancati gli altri dettagli, che da molti sono stati ritenuti un po’ fanatici. Il deputato pentastellato, infatti, approfitta per dedicare la foto del matrimonio a due persone che egli ritiene particolarmente importanti: Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Il tutto è finito sui social network, dove gli utenti hanno rivolto numerose critiche e sfottò di vario genere. C’è anche chi si è indignato, ma Del Grosso ha confermato tutto ciò che ha fatto, senza alcun rimorso di coscienza.

    Debora Billi e il tweet su Napolitano

    Se parlassimo solo di gaffe dei grillini potremmo anche sorridere di alcuni episodi, ma quello che è successo in questi giorni ha fatto scatenare la polemica sul web e all’interno del Movimento Cinque Stelle, per un Tweet di Debora Billi, responsabile web dei Cinquestelle a Montecitorio: “Se ne è andato Giorgio. Quello sbagliato. #faletti“, scrive la grillina sul suo profilo Twitter. Il riferimento è chiaramente al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il tweet è rimbalzato sul web su altri social network, e il polverone si è alzato subito. Stefano Bonaccini, responsabile Enti locali del Pd, ha scritto: “Usare la scomparsa di Faletti per dolersi della mancata scomparsa del Presidente Napolitano. Indecente. Senza vergogna responsabile web M5s“. Al termine, Debora Billi, scrive un altro tweet: “Le mie scuse al Presidente e al #m5s“.

    La “giornalista, blogger, estremista, mamma. Resp. Web M5S Montecitorio”, come si definisce sul suo profilo Twitter, nonostante gli attacchi, non ha però rimosso il messaggio aggiungendone uno in cui fa una sorta di autocritica (“così imparo a rubare le battute”) e un altro in cui scrive: “Madre miserabile” “bestia” “schifosa… Ahem si, sono io la maleducata“.

    Paola Taverna e la stella marina

    La rete non perdona, anche se sei un eletto del MoVimento Cinque Stelle molto apprezzato come Paola Taverna. L’ex capogruppo al Senato ha infatti postato sul suo profilo Facebook una foto scattata durante le vacanze al mare, mentre mostra una stella marina a cinque punte. “Ho trovato una stella”, è il commento del post. Immediatamente sono però arrivate molte critiche: la stella marina è un animale protetto, che muore fuori dall’acqua ed è illegale raccoglierla. C’è da dire che non è stata l’unica a cedere al fascino delle stelle marine: nel 2011 fu Gianfranco Fini fotografato dal settimanale Oggi a pescare stelle marine e molluschi protetti per legge. In ogni caso, senatori o meno, chi raccoglie stelle marine rischia una multa fino a 3mila euro.

    Il delitto “esoterico” di Motta Visconti

    Un delitto tremendo, che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica, e una teoria “esoterica” che lo spiegherebbe. Il caso di Motta Visconti, con Carlo Lissi che ha ucciso la moglie Cristina Omes, 38 anni, e i loro figli Giulia, 5 anni, e Gabriele, 20 mesi, avrebbe una spiegazione nascosta, tra piste esoteriche, coincidenze tirate per i capelli e dettagli che, se non fosse per la tragedia, fanno venire i brividi. A sostenerlo è Bartolomeo Pepe, senatore eletto con il Movimento 5 Stelle, poi passato al Gruppo Misto, che ha commentato il terribile triplice omicidio condividendo su Facebook un post a dir poco delirante di Paolo Franceschetti, “maestro di dietrologia, ascoltatore esperto di circoli e riti magici”, come si definisce sul suo blog.

    C’è un legame tra vaccini e tumori

    E’ stata presentata una proposta di legge firmata da Emanuela Corda, che punta il dito sui possibili collegamenti che ci potrebbero essere tra i vaccini e alcune malattie, come la leucemia, i tumori, l’autismo e le allergie, le intossicazioni e le infiammazioni. Il presunto legame non è suffragato da prove scientifiche e non ci sono prove riconducibili a studi specifici sull’argomento. Una ricerca che aveva ipotizzato un legame tra vaccinazioni e autismo era stata presentata qualche tempo fa, ma le conclusioni sono state immediatamente ritirate. Evidentemente i parlamentari del Movimento 5 Stelle non sono consapevoli di ciò che è successo. Questa proposta legislativa dei grillini ha fatto il giro della rete e ha sollevato i commenti negativi da parte di molti, i quali hanno fatto notare come la politica debba essere fatta sulle cose serie.

    Il complotto alle Europee

    Dopo i risultati delle Elezioni Europee che sono stati deludenti per il Movimento 5 Stelle, alcuni grillini hanno gridato al complottismo. Lo stesso Grillo nel suo blog è arrivato a sostenere la teoria del complotto dopo che è stata diffusa la notizia ad opera di una deputata del Movimento, che aveva detto che i presidenti di seggio erano stati invitati a “cestinare” molti voti per il Movimento 5 Stelle. Grillo nel suo blog ha scritto che in realtà i grillini avrebbero riportato una percentuale perfino più alta rispetto a quella del PD e in questo senso si è appellato a dei presunti exit poll diffusi in Inghilterra. Tuttavia il tutto sembra essere una vera e propria bufala, perché, se si cerca la fonte originaria di questi dati, non si riesce a trovare nessuna traccia.

    Basta grano saraceno, rovina il made in Italy

    Basta grano saraceno per la pasta italiana, rovina il made in Italy. È quanto hanno chiesto alcuni deputati del MoVimento 5 Stelle presentando il disegno di legge n° 1407 lo scorso luglio alla Camera dei Deputati in merito alla difesa dei prodotti agro-alimentari nostrani dalla contraffazione.

    Che di gaffe si tratti lo si spera perché sono 14 i deputati che hanno apposto la firma per proteggere un tesoro nazionale come è la pasta da fantomatiche contraffazioni estere. La frase riportata nel documento ufficiale recita: “un terzo della pasta venduta in Italia è prodotto con grano saraceno”. Il documento, rimbalzato sui social network, rischia di affossare la credibilità del movimento. Mentre su Twitter e Facebook impazza l’ironia, dal M5S qualcuno cerca di correre ai ripari, spiegando che con il termine “saraceno” si voleva indicare “straniero” e che è stato copiato male il testo (bisognerebbe capire da dove è stato copiato).

    Come se esistessero ancora i saraceni nel 21° secolo (il termine indica dal periodo medievale le popolazioni di origine araba che conquistarono parte dell’Europa). Seguendo questo ragionamento, dovremmo rinunciare al Pan di Spagna, ai fichi d’India, all’Amaro Montenegro, all’insalata russa?

    La domanda sorge spontanea: il movimento che tanto si aggrappa al web, non poteva, nel dubbio, semplicemente mettere su Google “grano saraceno” per scoprire cos’è? Viene quasi da pensare che non abbiano avuto dubbi sul significato del termine. Non è che ci si aspettava la massima competenza in materia agro-alimentare nel presentare un disegno di legge, ma almeno lo sforzo di controllare quello che si scrive, quello sì.

    Grillini vs terremotati

    La sconfitta alle europee e amministrative del M5S non va proprio giù agli attivisti del comune di Mirandola, uno dei più colpiti dal terribile terremoto del 2012. Alla lunga lista delle gaffe ora si aggiungono anche gli insulti per i mirandolesi, ‘colpevoli’ di aver votato al primo turno il nuovo sindaco del PD Maino Benatti con il 61% dei voti e di aver lasciato il candidato pentastellato Nunzio Tinchelli all’11%, dietro a Forza Italia. “Ingrati”, “Ridateci i soldi”, “Fatevi un esame di coscienza”; “Se è stato colpito dal sisma un motivo c’è”; “Che vadano a fanc****”: sono un esempio dei commenti piovuti sui social. Il motivo? Il M5S ha donato al comune 425mila euro per la ricostruzione e nonostante questo non li hanno votati.

    Scorrendo tra i social network, i giornali locali come Sul Panaro e L’Intraprendente, hanno scovato una pletora di insulti da far venire i brividi. Lasciando da parte i calcoli (sbagliati) sulle percentuali con i “conti che non tornano”, quello che lascia senza parole i mirandolesi e non solo è l’accusa di non aver votato il movimento nonostante la donazione data al comune in due tranche, con l’ultima apparizione di Beppe Grillo a maggio.

    Fossi di Mirandola mi vergognerei. Potevano essere riconoscenti almeno con il voto. Non meritano niente. Andassero a fare in c***”, scrive un utente su Fb. Come se non si trattasse di ‘voto di scambio’ anche questo, come loro accusano il PD e i famosi ’80 euro” di Renzi.

    Sempre da Facebook arriva uno status chiaro e limpido su questo punto: “Domenica si è votato anche a Mirandola, in provincia di Modena. Uno dei paesi più colpiti dal sisma in Emilia Romagna e dove il M5S aveva donato 425.000 euro, risparmiati dalla campagna elettorale, per consentire la ricostruzione di una palestra distrutta dal terremoto. Per carità, noi non volevamo nulla in cambio. Semplicemente perché non siamo come gli altri che vivono di voto di scambio e questi risultati ne sono la dimostrazione. Ma i cittadini di Mirandola, forse, un esame di coscienza, dovrebbero farselo”.

    Se il terremoto ha colpito Mirandola, che non ha votato 5Stelle un motivo c’è, dice un altro attivista. “Ognuno ha quello che si merita dalla natura”.

    Diceva un film che alle sconfitte bisogna reagire “con calma, dignità e classe”: in questo caso è mancato tutto, anche l’intelligenza.

    Lo stato civile

    Riccardo Nuti, deputato grillino, ha avuto una certa difficoltà nel compilare la sua dichiarazione dei redditi, una di quelle che è andata online e che ha permesso di saperne di più su quanto guadagnano i parlamentari. Alla fine ha concluso con una gaffe clamorosa, scrivendo non l’aggettivo celibe, come si dice in riferimento agli uomini, ma nubile, che invece si usa per indicare le donne non sposate. Il giornalista e blogger Eugenio Cipolla ha segnalato l’errore su Twitter e subito sono iniziate le condivisioni ironiche da parte degli utenti del social network. Qualcuno ha detto scherzosamente “deve aver preso alla lettera il suo collega di partito Tripiedi, quello del sarò breve e circonciso”. Un altro utente ha detto: “da oggi possiamo chiamarti Riccardo detto il nubile?” e poi ha aggiunto “magari voleva scrivere stato civile nobile”. Difficoltà anche per Paolo Parentela, che stava per scrivere nubile e che ha provato a correggere ripassando sulle lettere. Situazione opposta per Azzurra Cancelleri, che inizialmente aveva scritto celibe e che poi ha corretto. Altro errore quello di Filippo Gallinella, che nella casella dello stato civile aveva scritto italiano. Poi ha corretto scrivendo sposato.

    Grillini leccesi

    I grillini leccesi hanno scatenato parecchie polemiche, in seguito all’accusa che hanno rivolto nei confronti dell’assessore regionale del PD Guglielmo Minervini. Contro di lui si sono scagliati gli attivisti del movimento di Beppe Grillo, accusandolo di assenteismo. Subito sono insorti i compagni di partito di Minervini, i quali hanno fatto notare che il caso dell’assessore Minervini non si può annoverare fra quello degli “assenti ingiustificati”. Minervini, infatti, è gravemente malato e, a causa di un tumore, è costretto a sottoporsi a delle sedute di chemioterapia. Questa volta i grillini non hanno avuto un particolare tatto, accusandolo di essere sempre assente. Michele Emiliano, segretario del PD pugliese, ha fatto notare che Minervini si è impegnato senza risparmiarsi. Da parte sua, Minervini ha pubblicato un post su Facebook, attraverso il quale ha voluto riflettere sull’insensibilità.

    Tatiana Basilio

    Se c’è una caratteristica di cui il Movimento 5 Stelle va fiero è la sua estraneità alla vecchia politica, ma le gaffe che rimbalzano sui media da parte dei due capigruppo alla Camera e Senato, come di altri cittadini eletti, fanno quasi rimpiangere i politici di una volta. Tatiana Basilio ha utilizzato la sua bacheca Facebook, dopo aver visto il docufilm “Sirene: il mistero svelato”, per affermare che queste creature esistono davvero. Secondo la deputata grillina, ci sarebbero stati anche dei ricercatori che avrebbero avvistato le creature mitologiche.

    La Basilio ha condiviso il link ad uno specifico documentario e ha scritto sul social network: “Prove schiaccianti! Sei scienziati che stavano facendo studi l’hanno vista”. Alla fine commenta: “Pensiamo di essere gli unici nell’universo, ma non siamo nemmeno unici sulla Terra, forse abbiamo paura di questo?”.

    Queste affermazioni hanno suscitato un botta e risposta di tweet di utenti che hanno preso il tutto con una certa ironia.

    Capito che si trattava di un errore, la deputata del movimento di Beppe Grillo ha cercato di giustificarsi, anche se alla fine non è riuscita a far valere le proprie ragioni.

    E pensare che ha cercato persino di dare la responsabilità agli altri utenti, affermando che nessuno avrebbe capito la sua sottile ironia: “A proposito di sirene: ieri ho postato un post, un po’ forte, ma un po’ forte nel senso che speravo fosse chiara la chiave ironico/polemica/sfogo, non pensavo che i giornali non avessero altro da fare che trasformare, come sempre la pseudo scoperta di un pesce in un caso, ma visti i commenti deduco che abbiate bisogno di spiegazioni. [...] Pensavo di sdrammatizzare almeno nei giorni di festa di Halloween con le sirene, dato che c’è anche una tipa nel video che l’ha utilizzato come spunto per il costume. Che devo dire, credevo rimanesse li’ a far niente, invece di pesci boccaloni giornalai ce ne sono molti! Diamine, non è il primo di aprile, era solo Halloween! Ormai vedo che tra tante cose serie non si può più nemmeno scherzare, fare un po’ di ironia e un po’ sognare”.

    Roberta Lombardi

    Roberta Lombardi è inciampata sull’età del Presidente della Repubblica. Intervistata a Radio Radicale, la capogruppo 5Stelle è incappata in un errore che la dice lunga sulla conoscenza della Costituzione: la giornalista le ha chiesto se, a prescindere dal nome, non pensasse che il Capo dello Stato debba essere una persona di una certa esperienza e quindi di un’età non proprio giovane. “Oddio, una certa età anagrafica non mi pare che ci sia scritto nella Costituzione”. Errore. Lo dice l’articolo 84, quello sul Presidente della Repubblica, che chiarisce che per arrivare al Colle bisogna aver “compiuto cinquanta anni d’età” e godere dei diritti civili e politici. Anche se la Lombardi ha subito spiegato alla giornalista, piuttosto stupita, che intendeva sottolineare come non sia necessario avere settant’anni per essere eletto, sul web il tam-tam mediatico è immediatamente partito. Sempre su Napolitano, la Lombardi aveva precedentemente effettuato un’altra gaffe. Commentando una possibile ricandidatura di Giorgio Napolitano al Colle, si disse contraria, andando ben oltre: “Da quello che ho visto del presidente penso che abbia diritto di godersi la sua vecchiaia e di fare il nonno. Lasciamolo andare, ha 87 anni, si goda la vecchiaia”.

    E dire che la capogruppo pentastellata era reduce da un’altra gaffe: ha infatti pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui raccontava di aver perso il portafoglio con dentro le ricevute da mostrare per il rimborso delle spese pari a 250 euro. “Poiché è mia intenzione trattenere dalle voci di rimborso che compongono il mio stipendio solo quelle effettivamente sostenute e documentate e restituire il resto, cosa faccio? Aspetto vostri consigli”. Apriti cielo: da tutti i social network sono arrivate le risposte più o meno polemiche: su Facebook non poteva mancare l’ironia con la pagina “Roberta Lombardi chiede alla GGGente cosa fare”.

    E come dimenticare lo scivolone della Lombardi sul fascismo, quello del post “Italia sotto formaldeide”, quando era appena stata eletta e cercava di spiegare l’apertura del M5S al partito dei “fascisti del terzo millennio”, di CasaPound, quello de “l’ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva un altissimo senso dello Stato”? Come non ricordare l’inizio del suo intervento durante le consultazioni in streaming con Pierluigi Bersani, quelle del “mi sembra di vedere una puntata di Ballarò”?

    Vito Crimi

    Sulla figura di Napolitano è caduto anche il capogruppo al Senato, Vito Crimi: all’indomani delle consultazioni al Colle, raccontò agli eletti che Beppe Grillo era stato “capace di tenerlo abbastanza sveglio”, in riferimento all’epiteto “Morfeo” dato dall’ex comico al Capo dello Stato. Immediate le scuse e immediata anche la caduta di stile: Crimi, ben più giovane del Presidente della Repubblica, è stato sorpreso a dormire in Parlamento mentre Mario Monti esponeva l’informativa sul Consiglio Europeo del 14 e 15 marzo.

    Non solo: nello scusarsi per la gaffe, Crimi si scagliò contro la stampa in un’intervista a Radio Luiss per conto del programma di Radio24 “La Zanzara”: “I giornalisti e le tv li sto rifiutando tutti perché mi stanno veramente sul caz**, cercano solo il gossip”. Nuove scuse per i toni e le parole usate, sono arrivate nel corso del suo intervento alla tv de IlFattoQuotidiano: era stanco dopo una giornata lunga di lavoro in Parlamento, era stato fermato da due ragazzi e non sapeva che erano giornalisti e che stavano registrando: “Mi è scappata la frase che i giornalisti in queste giornate hanno forse esagerato”.

    Antonio Venturino

    Non è mancato anche il grillino con l’auto blu, quella contro cui si è detto peste e corna. Antonio Venturino, vicepresidente dell’Ars siciliana, insieme al capo della commissione Ambiente e Territorio, Giampiero Trizzino, andarono in visita alla base militare Usa di Sigonella, da Palermo, in auto blu e lampeggiante acceso. Impossibile non notarli e immediata la caccia dei giornalisti. “Non è un’auto blu, ma di servizio. Siccome oggi siamo venuti da Palermo e dobbiamo fare un altro giro, e siccome io la macchina non ce l’ho e a piedi sarebbe stato complicato, in bicicletta sarebbe stato un po’ difficile. Quindi per motivi di tempo abbiamo usato un’auto di servizio, chiamiamola auto aziendale, dell’azienda Ars”. Vabbè.

    Ferdinando Dino Alberti

    Alcuni hanno davvero poca memoria storica: Ferdinando Dino Alberti che cita Giorgio Girgis Sorial, due esponenti del MoVimento 5 Stelle, commentando una foto dello scranno della Camera, postata su Facebook, si chiedono perché chi ha progettato Montecitorio, non ha pensato ai pc. “Nel 1918, quando l’architetto Ernesto Basile progettò la ristrutturazione dell’aula di Palazzo Montecitorio, si vede che era distratto, glielo potresti suggerire con un Tweet, peccato che sia morto nel 1938“, è solo una delle tante risposte arrivate dal web.

    Bartolomeo Pepe

    Alcuni non sanno nemmeno dove si trovi il Senato: è possibile? E’ proprio questo ciò che ha detto Bartolomeo Pepe, intervenendo alla Zanzara, per poi affermare candidamente: “Ma non è un problema, lo troviamo!”. E saremo disposti anche a lasciar perdere, se la dose non fosse stata rincarata dal fatto che Pepe non ha saputo fornire informazioni precise su come si elegge il Presidente della Repubblica. Ha cercato di sorpassare l’ostacolo, dicendo di avere un’altra telefonata in linea.

    Enza Blundo

    Ad “Un giorno da pecora” la senatrice M5S Enza Blundo ha regalato un altro errore imperdonabile. Fra i vari discorsi, è scattata anche la domanda: “Quanti sono i senatori?”. La Blundo ha cercato di temporeggiare e poi alla fine si è messa a dire cifre a caso, passando da 500-600 a 300. Non ha fatto sicuramente una bella figura.

    Carlo Sibilia

    Un’altra gaffe da ricordare è quella di Carlo Sibilia, eletto alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 2. Il giovane ha pubblicato un messaggio su Facebook, in cui ha scritto: “Per governare non c’è bisogno della fiducia di nessuna delle due Camere. Art. 94 della Costituzione. E’ semplice e così faremo”. Poi ha confermato il tutto anche in un’intervista. Ma ha preso davvero un grosso sbaglio, perché l’articolo 94 della Costituzione dice proprio il contrario. Il testo di legge recita:

    Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

    Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

    Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

    Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

    La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione

    Sibilia deve aver fatto confusione, perché la Costituzione specifica che l’obbligo di dimissioni non vale quando c’è un voto contrario di una delle Camere su una proposta del Governo. Non è un principio che vale in generale, ma limitatamente ad una proposta. Invece, il voto di fiducia, da parte di entrambe le Camere, è necessario affinché un nuovo Governo possa insediarsi ed iniziare ad operare. Questo favore delle Camere deve essere richiesto dal Governo entro dieci giorni dalla sua formazione.

    Delegazione a pranzo

    Il settimanale “Chi” beccò, a meno di un mese dall’elezione, una delegazione del M5S a pranzo nel ristorante della Camera, la famosa Buvette, quella contro cui si erano scagliati senza pietà prima di essere eletti. Adriano Zaccagnini, uno dei presenti, richiamati tutti da Grillo nel corso della riunione con il gruppo, si è scusato, chiarendo che avrebbe restituito la parte del conto in più che non aveva pagato.

    Colpa dell’inesperienza anche il fatto di essersi persi a Montecitorio a meno di una settimana dal loro ingresso in Parlamento: alle ore 22.00 il senatore del MoVimento 5 Stelle, Marco Scibona scriveva su Twitter: “Siamo rimasti chiusi all’interno della Camera, prima o poi doveva succedere“. Ne sono usciti 15 minuti dopo da una porta secondaria.