Matteo Salvini contestato in tutta Italia: tutte le manifestazioni contro il leader della Lega Nord

Matteo Salvini contestato in tutta Italia: tutte le manifestazioni contro il leader della Lega Nord
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Ultimo aggiornamento: Sabato 20/02/2016 11:07

    Matteo Salvini è stato contestato in molte occasioni in tutta Italia. Spesso, recandosi per dare il proprio sostegno alla campagna elettorale in vista delle elezioni regionali, si è trovato a non essere accolto in maniera molto gradita da gruppi di persone, che si sono rivolti in modo molto duro nei suoi confronti. I toni sono stati molte volte esacerbati e Salvini non ha potuto fare altro che accettare le situazioni in cui si è ritrovato. Condizioni provocatorie, a cui lo stesso Salvini ha deciso di replicare. Secondo Salvini, tra i suoi contestatori almeno 10 sarebbero stati identificati e denunciati. Tra di loro ci sarebbero stati anche figli di avvocati e di magistrati. Il segretario della Lega Nord ha detto chiaramente che si tratta di figli di papà e ha avuto occasione di riflettere sulle contestazioni ricevute nei giorni scorsi, in differenti momenti. In particolare si è riferito a colui che in Umbria gli ha lanciato uno sputo.

    Il leader leghista Matteo Salvini è stato contestato a Massa (Massa Carrara) e sono seguiti scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. I partecipanti alla protesta hanno sfondato il picchetto delle forze dell’ordine che hanno reagito con manganellate. Un manifestante è rimasto ferito. Salvini è stato accolto con un lancio di uova uova e arance, che però sono andate a finire contro il cordone di forze dell’ordine che tiene lontana la manifestazione dal comizio che si tiene in una piazza del centro storico di Massa. I manifestanti hanno in mano materassini e gommoni da mare con la scritta ”Sui gommoni ci vogliamo i padroni”.

    Il segretario della Lega Matteo Salvini è arrivato a Marsciano, una delle tappe del tour elettorale in provincia di Perugia. Qui è stato ampiamente contestato da alcune persone che hanno esposto striscioni molto chiari, con le scritte “torna a casa tua” e “Marsciano antifascista”. Salvini inizialmente ha risposto in modo ironico lanciando dei baci nei confronti dei contestatori, ma uno di questi è riuscito ad avvicinarsi al segretario della Lega e gli ha sputato. Salvini ha reagito con tranquillità, cercando di non dare motivo di tensione ai contestatori e poi ha cercato di dirigersi verso il presunto responsabile dello sputo. Tuttavia non ha potuto raggiungerlo, perché è stato bloccato dal servizio d’ordine. Le forze di polizia hanno riportato la calma. Salvini ha potuto fotografare anche la sede del partito che è stata imbrattata con della vernice rossa.

    A Marsala Salvini è stato colpito da lanci di uova e pomodori. Circa 300 persone lo hanno contestato e il leader della Lega Nord non è potuto neppure scendere dall’auto. Avrebbe dovuto tenere un comizio per sostenere la candidatura a sindaco della città di Vito Armato, per la lista “Noi con Salvini”. Le forze dell’ordine hanno ritenuto che non c’erano le condizioni di sicurezza per tenere il comizio.

    A Lecce Salvini è stato duramente contestato, mentre si recava all’hotel, dove avrebbe dovuto incontrare i suoi sostenitori. E’ stato colpito da un lancio di uova. Soprattutto si sono scagliate contro di lui circa 250 persone con slogan e striscioni.

    Ancora contestazioni nei confronti di Salvini a Senigallia. Il segretario della Lega era impegnato in un comizio a conclusione del tour elettorale nelle Marche. Circa 200 persone lo hanno contestato in maniera decisa. Si trattava di militanti di centri sociali, dei cobas, dei collettivi studenteschi e dell’estrema sinistra. Il comizio è stato chiuso anticipatamente per non correre rischi. I manifestanti gli hanno lanciato pomodori e uova.

    Il leader della Lega Nord ha cercato di entrare nelle strutture che ospitano migranti. Questa volta è successo ad Imola e alcuni cittadini, che fanno parte di associazioni, gli hanno impedito di entrare nel centro. E’ stato scortato dalla polizia ed è stato accompagnato da altri militanti leghisti, che portavano con loro uno striscione con scritto “stop invasioni”. Alcuni cittadini che volevano protestare contro la xenofobia e il razzismo si sono ribellati a questo tentativo, impedendo all’esponente della Lega di accedere al centro. Alla fine, infatti, dopo aver forzato il blocco, Salvini non è entrato, ma ha preferito andarsene via.

    A Bologna Matteo Salvini ha commesso un errore, perché non ha avvisato le forze dell’ordine del suo arrivo e della sua “visita” al campo rom. Ad avvertire dell’arrivo di Salvini in città è stata la questura di Milano e subito è scattato un piano di protezione. Davanti all’ingresso del campo sono stati schierati 80 agenti ed è stato comunicato allo staff di Salvini di avvertire, non appena la sua auto avesse lasciato il casello autostradale. A quanto pare quest’avvertimento non sarebbe mai arrivato. Il cambio di programma è costato a Salvini molte contestazioni, dopo che molti manifestanti si sono rivolti direttamente a lui. Alcuni giovani hanno cercato di bloccare l’automobile su cui viaggiava Salvini e delle persone sono rimaste travolte. Molti gli slogan contro la Lega, che inneggiavano all’antifascismo. Salvini si è limitato a dichiarare che la politica di integrazione dei campi è stata un fallimento.

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