Beppe Grillo sulla mammografia: la politica non si fa sulla pelle delle donne

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    Beppe Grillo sulla mammografia: la politica non si fa sulla pelle delle donne

    La polemica sulla mammografia dopo le frasi di Beppe Grillo registra un nuovo capitolo. Dopo i veleni, le accuse e le risposte è lo stesso leader del MoVimento 5 Stelle a chiarire la sua posizione con un videomessaggio. “Sono incazzato come una bestia. Avete messo sui giornali una notizia vergognosa per coprire la nostra marcia. Io non ho consigliato nessuna cosa”, tuona l’ex comico. Ad accompagnare le immagini, un post dal titolo “La prevenzione ti salva la vita, la disinformazione uccide”. Cos’ha detto veramente Grillo sulle mammografie? È solo una polemica montata ad arte come ripetono i pentastellati? Cerchiamo di fare un po’ d’ordine.

    Il luogo in cui tutto ha avuto origine è stata la marcia in terra francescana per il Reddito di Cittadinanza, uno dei pilastri della politica M5S. Nel corso della manifestazione, Grillo ha parlato con i cronisti, venendo anche filmato. Il Fatto Quotidiano ne ha pubblicato uno. Si sta parlando di trasparenza nei finanziamenti alla ricerca scientifica dalle case farmaceutiche, di rapporti non sempre limpidi tra chi realizza i farmaci e chi li prescrive. “Veronesi va in televisione a dire di fare le mammografie perché la General Electrics, che fa i mammografi, probabilmente dà una sovvenzione alla sua fondazione”; queste le testuali parole.

    In realtà, questo è un tema caro a Grillo che già lo aveva portato alla ribalta nei suoi spettacoli. In un altro video, ribadisce il concetto: se Veronesi dice di fare le mammografie, esami per il controllo e la prevenzione del tumore al seno, è perché la General Eletrict, che costruisce i mammografi, forse paga la sua fondazione.

    Lo stesso concetto ribadito in più occasioni, più o meno con gli stessi termini. Ovviamente, dai banchi del governo sono partiti attacchi contro queste affermazioni, da Matteo Renzi che twitta “Donne fate la mammografia”, alla ministra Beatrice Lorenzin che le ha profondamente stigmatizzate. Chi di retorica ferisce, di retorica perisce, verrebbe da dire.

    Il web, come sempre, si è diviso tra chi lo accusa di fare falsa informazione e chi lo difende perché vittima della disinformazione. Qual è la verità?

    La polemica sulla pelle delle donne

    Il punto è che Grillo è un ottimo comunicatore e sa benissimo cosa dire e come dirlo. In questo caso, non dice che la Fondazione Veronesi, una delle eccellenze per la cura e la ricerca sul cancro, è sicuramente compromesso con la General Electric: insinua il dubbio.

    Non dice che le mammografie non vanno fatte: dice che se Umberto Veronesi, uno dei massimo oncologi a livello internazionale, spinge le donne a fare l’esame preventivo ogni due anni è perché potrebbe avere degli interessi diversi dalla salute e che i cittadini “devono saperlo”. Ancora una volta, insinua il dubbio.

    Nel suo ultimo post cita un libro, “Sovradiagnosi”, che affronta un tema delicato. In una parte del testo si parla di mammografie e vengono riportate alcune citazioni del prof. Gianfranco Domenighetti, professore di Comunicazione, Economia e Politica sanitaria all’Università della Svizzera Italiana e di Losanna, sugli “opuscoli informativi” delle mammografie. Questi sarebbero “così disinformativi, incompleti e faziosi perché il loro obiettivo è proprio quello di convincere (con la paura) le donne a farsi una diagnosi strumentale. I dati scientifici in merito alle mammografie dimostrano che tale pratica diagnostica non riduce la mortalità delle donne colpite da cancro alla mammella”.

    Tutti dubbi che si insinuano nella mente delle donne che magari non hanno tempo di approfondire l’argomento, che pensano “a me non capiterà mai”, che “se lo dicono in tv è vero”, che “è tutto un complotto delle case farmaceutiche”: tutte insinuazioni che potrebbe portare qualcuna a non fare la mammografia e la visita di controllo per una patologia che porta alla morte.

    Questa parola non compare mai nelle dichiarazioni: morte. Il tumore al seno continua a uccidere, mangia il corpo da dentro, ti toglie tutto, dal simbolo della femminilità per eccellenza fino alla vita. Avere una diagnosi precoce è a oggi lo strumento migliore per combattere questo male. Se preso in tempo, oggi si può guarire dal cancro al seno grazie anche alla ricerca: Veronesi in questo campo è stato molto importante e ha sempre insistito anche sull‘autopalpazione del seno e sulla necessità di controllo costanti che si fanno anche senza macchinari e uno stile di vita sano.

    È questo l’errore dell’ex comico. Il tema della trasparenza nel settore farmaceutico è importantissimo e nessuno lo nega. Farlo insinuando dubbi non sulla procedura ma su chi la propone, è sbagliato e subdolo.

    In questo modo puoi dire di non aver affermato certe cose, quando in realtà le hai suggerite o per lo meno hai insinuato il dubbio; puoi accusare gli altri di fare cattiva informazione quando, a microfoni aperti, parli di mammografie e non di Reddito di Cittadinanza.

    Alla fine di tutto, sarebbe bello che nessuno, di qualsiasi partito, movimento o altro facesse politica sulla pelle delle donne perché di tumore al seno si può muorire. Punto.