Taglio dei costi della politica: i consiglieri abruzzesi abbandonano l’aula

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    Taglio dei costi della politica: i consiglieri abruzzesi abbandonano l’aula

    Sara Marcozzi, consigliere regionale dell’Abruzzo del Movimento 5 Stelle, ha presentato una proposta sul taglio dei costi della politica. La reazione è stata particolarmente strana, anche perché la proposta non solo non è stata approvata, ma il testo non è stato nemmeno messo ai voti, visto che quando è arrivato in commissione bilancio tutti i consiglieri, tranne il presidente Maurizio Di Nicola, hanno lasciato l’aula. E’ stata la stessa Marcozzi a raccontare che, al momento di votare la proposta del Movimento di Beppe Grillo, i consiglieri se ne sono andati tutti.

    Si è trattato di una sorta di diserzione di massa, che ha fatto mancare il numero legale. Sara Marcozzi ha avuto soltanto il tempo di illustrare la proposta di legge e poi tutti se ne sono andati.

    La proposta

    La proposta del Movimento 5 Stelle abruzzese prevederebbe di risparmiare circa 23 milioni di euro nel corso di una legislatura. Come primo tasto si tocca l’indennità dei consiglieri, dei presidenti di giunta e consiglio regionale. Si passerebbe da 11.100 a 5.000 euro al mese nel primo caso e da 13.800 a 6.500 euro nel secondo caso.

    Un altro risparmio suggerito dal testo di legge proposto è quello che riguarda i rimborsi spese. Attualmente sono previsti fino ad un massimo di 4.500 euro mensili, senza contare quanto si spenda effettivamente. La proposta, inoltre, prevedeva l’abrogazione del trattamento di fine mandato e lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione dell’eventuale vitalizio.

    Il Movimento 5 Stelle pensava che la proposta potesse essere emendata, arrivando a delle riduzioni. Tuttavia i consiglieri regionali non ne vogliono proprio sapere e si sono dileguati, anche a dispetto di quanto gli altri si potessero aspettare.

    Sandro Mariani, del Partito Democratico, cerca di difendere la propria posizione. Ha sostenuto che non c’è stata nessuna fuga da parte della maggioranza. Ha specificato che c’è stato uno scambio di opinioni sulla proposta di legge e poi comunemente è stato deciso di non metterla in votazione, perché sarebbero stati necessari degli approfondimenti.

    Andrea Gerosolimo, capogruppo di Abruzzo Civico, parla di una proposta calendarizzata solo per la discussione, mentre Maurizio Di Nicola, esponente del Centro Democratico, ha spiegato che la proposta atteneva a materie di competenza dello Stato e della contrattazione collettiva nazionale.