Divorzio breve in Italia 2015: come funziona?

Divorzio breve in Italia 2015: come funziona?
da in Avvocati, Politica, Riforme
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22/04/2015 19:33

    Il divorzio breve è legge. La Camera ha approvato il provvedimento con 398 sì, 28 no e sei astenuti. In precedenza il Senato aveva deciso di eliminare la norma sul divorzio immediato, contenuta all’interno della legge sul divorzio breve. La motivazione risiedeva nel fatto che sarebbe stato più importante accorciare i tempi con l’approvazione del ddl. Il testo della legge riduce i tempi della separazione da 3 anni a 12 mesi e si può arrivare anche a 6 mesi in caso di separazione consensuale. I senatori hanno detto sì ad eliminare la norma sul divorzio lampo, che avrebbe potuto essere chiesto da tutti e due i coniugi, se non fossero coinvolti figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap e figli con meno di 26 anni non autosufficienti dal punto di vista economico.

    La legge ha portato molte novità anche per i costi. In particolare è stato definito il decreto sulla semplificazione della giustizia civile che introduce delle modifiche, presentando un metodo più veloce ed economico. Il tutto consiste nel fare ricorso alla negoziazione assistita di un avvocato. Proprio quest’ultimo avrà il compito di depositare l’atto privato al Comune. Una coppia che intende separarsi può rivolgersi anche all’ufficiale di stato civile, anche senza la mediazione di un avvocato.

    L’annuncio del ministro della Giustizia Andrea Orlando sull’istituzione del divorzio breve in Italia è quanto meno una piccola grande rivoluzione. L’idea del titolare del dicastero nasce dalle emergenze della giustizia italiana, a iniziare dai processi civili che ingolfano la macchina dello Stato con lunghezze e procedure fino alla sfinimento. In Commissione Giustizia è così arrivato il progetto di separazioni e divorzi “alla francese”, cioè senza la presenza di un giudice ma solo con l’accordo consensuale assistiti dai rispettivi avvocati. Il tutto dovrebbe smaltire le pratiche di divorzio in tempi molto brevi.

    Il problema è stato affrontato per la prima volta con un metodo rivoluzionario per il nostro Paese. Si potranno avviare le pratiche di separazione consensuale senza doversi recare in tribunale davanti a un giudice. Il Guardasigilli ha annoverato il capitolo divorzio breve nella fase progettuale della riforma della Giustizia, prevista per giugno ma che passa prima dalla risoluzione delle emergenze: per questo si sta lavorando per “la riduzione del contenzioso civile attraverso la possibilità del trasferimento in sede arbitrale di procedimenti pendenti dinanzi all’autorità giudiziaria” e “la promozione, in sede stragiudiziale, di procedure alternative”.

    Il ministro della Giustizia

    La procedura di negoziazione assistita da un avvocato arriva dall’esperienza francese. Il ministro Orlando l’ha ricordato davanti alla Camera: raggiungendo l’accordo alla presenza e con l’ausilio degli avvocati si arriva “al raggiungimento di un accordo conciliativo che, da un lato, eviti il giudizio e, dall’altro, consenta la rapida formazione di un titolo esecutivo”.

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