Triton Frontex o Mare Nostrum: come funziona la missione per salvare i migranti?

Triton Frontex o Mare Nostrum: come funziona la missione per salvare i migranti?
da in Guardia Costiera, Mar Mediterraneo, Matteo Renzi, Naufragi, Politica, Unione Europea
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    Mare Nostrum e Triton sono due operazioni diverse per ciò che le caratterizza in maniera determinante. Dopo l’ultima tragedia che è accaduta nel Mar Mediterraneo, entrambe sono ritornate al centro delle polemiche. In fin dei conti la questione delle tragedie che avvengono nel Mediterraneo e che coinvolgono sempre più migranti fa discutere e non può presupporre soltanto l’intervento da parte dell’Italia. Come è accaduto proprio in corrispondenza dell’ultima tragedia nel Mediterraneo, riguardo alla quale si sospettano almeno 700 morti, il premier Renzi ha chiesto l’intervento da parte dell’Unione Europea.

    L’operazione Mare Nostrum, gestita soltanto dall’Italia, ha messo in evidenza i propri limiti. Ecco perché si è arrivati, a partire dall’anno scorso, alla messa a punto di Triton, un’operazione di respiro europeo, che dovrebbe dare i suoi frutti. Vediamo in che cosa consistono le principali differenze tra Mare Nostrum e Triton.

    Mare Nostrum è iniziato il 18 ottobre del 2013 in seguito ad un naufragio del 3 ottobre, che è costato la vita a 366 persone. Gli obiettivi sono due: da un lato si deve garantire la salvaguardia della vita in mare e dall’altro arrestare gli scafisti. Sono impegnati i mezzi della Marina Militare, della Guardia Costiera, dell’Aeronautica e della Guardia di Finanza. Il costo dell’operazione era di circa 9,5 milioni di euro al mese.

    L’operazione Mare Nostrum si è conclusa il 31 ottobre del 2013 con 160.000 migranti soccorsi e con 366 scafisti consegnati alle autorità giudiziarie.

    Il primo novembre del 2014 è partita una nuova operazione. Questa volta non si è trattato più dell’impegno soltanto italiano, ma c’è stato un coinvolgimento europeo. L’operazione Triton è stata portata avanti da Frontex, l’agenzia europea delle frontiere. L’obiettivo della missione non è salvare le vite in mare, ma operare un controllo delle frontiere. Tuttavia in caso di necessità vengono messi a punto anche interventi di ricerca e di soccorso.

    Una delle principali differenze rispetto all’operazione Mare Nostrum consiste nel fatto che le navi di Frontex si mantengono entro 30 miglia dalle coste italiane, senza spingersi troppo verso le coste libiche. I mezzi che vengono utilizzati sono: 2 aerei, un elicottero, 3 navi d’altura, 4 motovedette. Il budget complessivo mensile è di 2,9 milioni di euro.

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