Matteo renzi e l’inglese: un rapporto sempre più difficile

Ancora uno scivolone per il premier e l'inglese: dedica con errore nel libro degli ospiti alla Casa Bianca dopo la visita a Barack Obama.

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    Il rapporto di Matteo Renzi e l’inglese è quello che si definisce di odio-amore. Dal Jobs Act alla spending review, passando per hastag, il premier non perde occasione per usare termini anglosassoni per definire la sua politica, ma il livello di conoscenza della lingua a volte lascia davvero a desiderare. Sul web spopolano le parodie dei discorsi in inglese: la rete non perdona anche quando si tratta di errori di scrittura in frasi ufficiali. Da un presidente del Consiglio che tanto guarda al mondo britannico come modello di politica ci si aspetterebbe una conoscenza perfetta della lingua: invece gli strafalcioni e gli errori non mancano.

    L’errore sul libro degli ospiti alla Casa Bianca

    L’ultimo in ordine di tempo risale alla visita di Renzi a Barack Obama del 17 aprile 2015. Alla partenza, il premier firma il libro degli ospiti della Casa Bianca (o guestbook per dirla all’inglese) e la foto viene pubblicata sul profilo Flickr di Palazzo Chigi. Ecco che spunta l’errore: Renzi scrive “goverment” e non “government“.

    Il ‘celebre’ discorso in inglese

    Di certo Matteo Renzi non spicca per quanto riguarda il saper parlare inglese. In occasione del discorso a Digital Venice, appuntamento fondamentale della Presidenza italiana dell’Unione Europea, il Premier si è fatto notare per il suo inglese non perfetto, con pronunce che hanno stravolto le parole, con una conoscenza della grammatica non perfetta, che ha portato anche a dei problemi di significato. Sicuramente Renzi non ha fatto una bella figura e il suo parlare inglese è stato oggetto di numerose critiche. Adesso è arrivata anche la parodia, un video divertente che propone Matteo Renzi in versione rock anni ’50. Il tutto è incentrato proprio sulla parodia dell’inglese e sul fatto che il Presidente del Consiglio evidentemente dovrebbe prendere qualche lezione in più per ciò che interessa la lingua straniera. In fin dei conti per un politico come lui padroneggiare l’inglese non è poi un dettaglio e a volte si dovrebbe cercare anche di prendere tutto con una certa umiltà, senza passare per chi vuol sapere troppo.

    L’ironia di Renzi

    Dopo il discorso e le parodie, Renzi ha voluto rispondere con ironia alle critiche (e parodie) piovute sul web. In occasione dell’incontro con il segretario generale della Nato Jans Stoltenberg del 27 febbraio 2015, decide di passare all’italiano, affidandosi alla traduzione. “Il mio inglese è assolutamente incredibile e bellissimo, ma il mio portavoce vuole che parli in italiano“, spiega scherzando.